Due visioni opposte del Romanticismo, due modi radicalmente diversi di intendere il destino, la voce interiore e il dramma dell’esistenza: è questo il cuore del concerto che vede protagonista la Luzerner Sinfonieorchester, una delle più antiche e prestigiose orchestre sinfoniche europee, ospite del Teatro Verdi di Pordenone in esclusiva regionale. L’evento sinfonico – ultimi posti disponibili in Terza Galleria – è per sabato 31 gennaio, alle 20.30, quando sul palco del Verdi saliranno la Luzerner Sinfonieorchester sotto la direzione di Michael Sanderling, con la partecipazione del grande pianista russo Nikolai Lugansky, in un programma che accosta Fryderyk Chopin e Pëtr Il’ič Čajkovskij, intrecciando cantabilità lirica e tensione sinfonica, intimità poetica e dramma universale.
Fondata oltre due secoli fa, la Luzerner Sinfonieorchester è la più antica orchestra sinfonica della Svizzera e rappresenta oggi una delle realtà musicali più dinamiche del panorama europeo, capace di coniugare una solida tradizione con una forte vocazione internazionale. L’ensemble si distingue per qualità esecutiva, ampiezza di repertorio e una costante attenzione alla contemporaneità, senza mai rinunciare alla profondità del grande sinfonismo ottocentesco. Il concerto di Pordenone si apre con il Concerto n. 1 in mi minore op. 11 per pianoforte e orchestra di Chopin, pagina emblematica del giovane compositore polacco e manifesto di un nuovo modo di intendere il rapporto tra solista e orchestra. Qui il pianoforte è protagonista assoluto, voce lirica e sognante che piega l’orchestra al proprio mondo interiore, trasformando il concerto in un racconto intimo, elegante e profondamente poetico. A dar voce a questo universo è Nikolai Lugansky, interprete di riferimento del repertorio romantico, celebre per un Chopin “caldo e lirico”, capace di unire raffinatezza timbrica, profondità espressiva e naturalezza del fraseggio. Il Concerto op. 11 segna una svolta decisiva nella storia del genere: non più dialogo paritario, ma affermazione di un io poetico che trova nel pianoforte il proprio linguaggio privilegiato, tra voli melodici, belcanto strumentale e una scrittura pianistica di sorprendente immaginazione. Di segno opposto la seconda parte del programma, affidata alla Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 di Čajkovskij, una delle opere più intense e drammatiche del compositore russo. Il celebre motivo iniziale degli ottoni diventa il simbolo di un destino implacabile, che attraversa l’intera partitura tra slanci visionari e momenti di struggente lirismo. La Quarta Sinfonia rappresenti per Čajkovskij una tappa fondamentale di maturità: un’opera più strutturata ed evoluta rispetto alle precedenti, capace di coniugare potenza drammatica e raffinatezza timbrica. A guidare questo intenso viaggio musicale è Michael Sanderling, direttore principale della Luzerner Sinfonieorchester, interprete riconosciuto per la sua lettura rigorosa e profonda del grande repertorio sinfonico, che unisce chiarezza strutturale, tensione narrativa e attenzione al dettaglio timbrico. Un concerto che mette in scena, in una sola serata, il grande dilemma del Romanticismo: da un lato l’io che canta e si afferma, dall’altro l’uomo che si confronta con il destino. Un appuntamento di altissimo profilo artistico che conferma il Teatro Verdi di Pordenone come luogo di riferimento per la grande musica sinfonica internazionale. Come di consueto, il “Caffè Licinio” sarà aperto dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. Si può prenotare a: [email protected]