Una nuova avventura artistica – discografica e concertistica – per Ottavio Dantone ed Accademia Bizantina dedicata all’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, affresco musicale che qui per la prima volta viene affrontato dal celebre ensemble dopo lunga riflessione ed attesa, per restituirne un’interpretazione culturalmente contestualizzata ed emotivamente trascinante: Baroque Anatomy #5 – The Eye è dunque il primo capitolo di un progetto che, suddiviso in tre album, si chiuderà entro il 2027, sarà corredato da video registrati durante le sedute di registrazione al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, ma soprattutto vuole rendere plasticamente la grandezza di Bach anche ad un pubblico nuovo, in una sorta di grande romanzo di formazione musicale. Dal 2 febbraio al 9 marzo i primi appuntamenti dal vivo: a Trieste il 2 febbraio, a Roma il 7 febbraio, a Bologna il 9 febbraio e a Vicenza il 9 marzo.

Per un ensemble e un direttore della caratura di Accademia Bizantina e Ottavio Dantone affrontare per la prima in volta in sala d’incisione i Concerti Brandeburghesi di Bach non poteva che essere un obiettivo lungamente meditato al fine di trovare per un repertorio così frequentato e determinante nella storia della musica, un nuovo cammino, originale artisticamente, ma soprattutto utile alla comprensione del testo da parte dell’ascoltatore. Racconta così la genesi del progetto lo storico Konzertmeister Alessandro Tampieri: “L’idea è rimasta sul tavolo per diversi anni, in attesa di costruire un progetto di ampio respiro che potesse offrire il nostro punto di vista su questi capolavori. L’unicità e la grandezza di queste pagine richiede un’attenzione speciale e la sola ‘semplice’ registrazione dei 6 Concerti ci è sempre sembrata riduttiva. L’occasione si è presentata durante gli spostamenti tra un concerto e l’altro, negli aeroporti o sui bus, quando, un po’ per gioco e molto per passione, abbiamo pensato che sarebbe stato affascinante e, in un certo senso, inedito offrire all’ascoltatore un’esperienza dei Brandeburghesi ‘immersiva’ come si dice oggi, legando insieme brani attinenti tra di loro per geografia, genesi, storia personale dei compositori, destinazione d’uso, et cetera”. Nasce così il progetto di presentare ognuno dei sei Brandeburghesi ‘immerso’ nel milieu musicale in cui sono nati per “mostrare come ogni Concerto bachiano nasca da un’idea preesistente – come il Concerto solistico, il Concerto grosso, la Sonata a tre, l’Ouverture – ma da essa subito se ne separi, puntando verso il vertice, verso la perfezione della forma, individuando un punto di fuga al di là del nostro sguardo” prosegue Tampieri. E per sottolineare come, nonostante la divisione in capitoli narrativi, i Brandeburghesi rimangano a tutti gli effetti un corpo unico, Ottavio Dantone e Accademia Bizantina hanno scelto, con spirito giocoso, la metafora anatomica, scienza assai in voga e molto intrecciata con le arti al tempo. Dunque il primo capitolo di questo affresco storico musicale, dedicato alla grandezza dei Concerti Brandeburghesi, è #5 The Eye, l’Occhio e sempre Tampieri sottolinea che “Le associazioni con gli organi ci sono state suggerite dalle sensazioni che ogni volta proviamo eseguendo questi capolavori. Più che una chiave interpretativa, sono dunque dei suggerimenti, dei cenni d’intesa a quanti avranno modo di ascoltare“. L’Occhio, organo per eccellenza dell’estetica barocca e settecentesca, vede l’album aprirsi con il quinto brandeburghese qui ‘immerso’ nel Concerto per Flauto e Violino in mi minore di Telemann, quindi nel Quartetto per Flauti in la minore di C.P.E.Bach ed infine nel Concerto per Flauto, Violino e Clavicembalo di nuovo di J.S.Bach. Tutti i brani di #5 The Eye hanno dunque in comune la centralità di tre strumenti, il clavicembalo, il flauto e il violino, con la variante della viola in Carl Philipp Emanuel Bach, una scelta poco frequentata nella storia e che rende l’impaginato circolare, pur nella diversità delle forme. Oltre ad essere incentrato totalmente sulla famiglia Bach in senso allargato, intesa come ambiente musicale che diede alla musica “Raffinatezza, fantasia e allo stesso tempo un certo rigore di scrittura. Una scrittura molto differente da quella italiana, anche se tutti hanno attinto allo stile italiano, ma rielaborandolo secondo la loro cultura. Dunque è un programma che si discosta dalla consuetudine di Accademia Bizantina, molto basata sui compositori italiani, ma riteniamo che ascoltarlo eseguito proprio da un ensemble italiano possa dare una lettura estetica e d’affetti molto interessante, laddove l’intreccio fra le due culture svela sempre interpretazioni inedite e crea effetti molto interessanti.” racconta infine Ottavio Dantone.

Il primo capitolo di Baroque Anatomy avrà poi dal 2 febbraio un suo percorso live a partire dal Teatro Verdi di Trieste, quindi Roma, Bologna e Vicenza.

Tournée Baroque Anatomy #5 – The Eye

02 Febbraio – Trieste, Società dei Concerti – Teatro Verdi

07 Febbraio – Roma, IUC – Aula Magna Rettorato La Sapienza

09 Febbraio – Bologna, Musica Insieme – Teatro Auditorium Manzoni

09 Marzo – Vicenza, Teatro Comunale

Accademia Bizantina

Accademia Bizantina (AB) nasce a Ravenna nel 1983.                   
La musica di Accademia parte dall’origine (“AB”), dalle regole del linguaggio stilistico barocco: le indaga senza aggiungere, eliminare o trasformare, affidandosi ai suoni di strumenti antichi.
Questo distintivo metodo interpretativo ha avuto inizio con l’arrivo in AB, nel 1996, del suo direttore Ottavio Dantone, profondo conoscitore dei codici espressivi barocchi.

Il suo sistema, forgiato dall’esperienza e da uno studio filologico costante, ha permesso ad AB di diventare un’orchestra pronta ad accostarsi con consapevole onestà a qualsiasi repertorio. Poter restituire al pubblico l’intenzione autentica del compositore è un valore inestimabile che è valso ad AB riconoscimenti e collaborazioni nazionali e internazionali.                                                   
Ogni esecuzione di Accademia Bizantina, che dal 2011 può contare anche sul prestigioso concertmaster Alessandro Tampieri, è un inaspettato viaggio nel tempo, un inimitabile equilibrio tra tecnica, abilità, rigore, cultura interpretativa, intuito e accuratezza stilistica.                   
Accademia Bizantina ha inciso per Decca, Harmonia Mundi, Deutsche Grammophon, Naïve, Alpha, Onyx, HDB Sonus.

Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come il Diapason d’Or, Midem, Choc di Classica, Opus Klassik, Grammy Music Award e Gramophone Awards. Particolarmente significative le collaborazioni intraprese con i violinisti Viktoria Mullova e Giuliano Carmignola, il controtenore Andreas Scholl e la contralto Delphine Galou. Nell’anno 2021 si è classificata prima orchestra in Europa e seconda al mondo ai Gramophone Awards.                                                
Accademia Bizantina, ha suonato nei più prestigiosi Teatri e Festival del mondo quali, Carnegie Hall e Lincoln Center (New York), Wigmore Hall e Barbican Centre (Londra), Théâtre des Champs Elysées (Parigi) e Opera Royal (Versailles); Concertgebouw (Amsterdam), Bozar (Bruxelles), Pierre Boulez Saal / Staatoper (Berlino) Kölner Philharmonie, Elbphilharmonie Hamburg, ENCPA Pechino, Shangai Concert Hall, Walt Disney Hall (Los Angeles), Theater an der Wien (Vienna), CNDM Madrid e Auditorium Parco della Musica di Roma.                    

Ottavio Dantone

Dopo essersi diplomato al conservatorio G. Verdi di Milano in organo e clavicembalo, ha intrapreso giovanissimo la carriera concertistica segnalandosi presto all’attenzione della critica come uno dei clavicembalisti più esperti e dotati della sua generazione. Nel 1985 ha ottenuto il premio di basso continuo al concorso internazionale di Parigi e nel 1986 è stato premiato al concorso internazionale di Bruges. È stato il primo italiano ad aver ottenuto tali riconoscimenti a livello internazionale in ambito clavicembalistico. Profondo conoscitore della prassi esecutiva del periodo Barocco, dal 1996 è il Direttore Musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna con la quale collabora dal 1989. Sotto la sua direzione l’Accademia Bizantina, nel giro di pochi anni, si afferma come uno degli Ensemble di musica barocca con strumenti antichi più noti ed accreditati nel panorama internazionale. Nel corso dell’ultimo ventennio, Ottavio Dantone ha gradualmente affiancato alla sua attività di solista e di leader di gruppi da camera, quella di Direttore d’Orchestra, estendendo il suo repertorio al periodo classico e romantico. Il suo debutto nella direzione di un’opera lirica risale al 1999 con la prima esecuzione in tempi moderni del “Giulio Sabino” di Giovanni Sarti al teatro Alighieri di Ravenna con la sua Accademia Bizantina. La sua carriera lo ha successivamente portato ad accostare al repertorio più conosciuto la riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna nei festival e nei teatri più importanti del mondo tra cui Teatro alla Scala di Milano, Glyndebourne Festival Opera, Teatro Real di Madrid, Opéra Royal de Versailles, Opernhaus Zürich e London Proms. Ha inciso, sia come solista che come direttore, per le più importanti case discografiche: Decca, Deutsche Grammophon, Naïve e Harmonia Mundi ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi dalla critica internazionale. Dal 2024 è direttore musicale dell’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik.

Alessandro Tampieri

Violinista, violista, ma anche sporadicamente chitarrista e liutista al basso continuo, ha iniziato gli studi musicali nella propria città natale, Ravenna, entrando a far parte giovanissimo di Accademia Bizantina. Ha poi svolto attività concertistica come solista, camerista, in orchestra sinfonica e d’opera (Filarmonica e Teatro alla Scala) dedicandosi a tutto il repertorio, con un particolare riguardo alla musica contemporanea e stringendo collaborazioni con Luciano Berio e Azio Corghi. L’identificazione nel linguaggio musicale sei-settecentesco e una spiccata attitudine all’improvvisazione, lo hanno poi portato a dedicarsi prevalentemente a tale repertorio come violinista. Ha collaborato e collabora con Il Giardino Armonico, Divino Sospiro (Lisbona), Academia Montis Regalis, L’Arpeggiata, Artaserse (Philippe Jaroussky), Imaginarium e Suonar Parlante. Si esibisce regolarmente nelle più prestigiose stagioni e festival di musica antica europei e americani. Ha effettuato registrazioni per Teldec, Decca, Naive, Harmonia Mundi, Hyperion, Virgin e per le principali radio europee e nordamericane. Insegna al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro. Suona un violino costruito nel 2014 da Marco Minnozzi. Dal 2011 è Concertmaster di Accademia Bizantina di cui, assieme a Ottavio Dantone, ne cura la direzione artistica.

Marcello Gatti 

Compiuti gli studi musicali e di flauto traverso a Perugia e di musica antica a Verona, si è laureato con lode nel 1997 sotto la guida di B. Kuijken presso il Conservatorio Reale dell’Aia (Paesi Bassi). Particolarmente apprezzato dalla critica per il suo sensibile virtuosismo, la grande cantabilità e la competenza stilistica, ha tenuto concerti in tutto il mondo, eseguendo un vasto repertorio con i flauti traversi storici, rinascimentali, barocchi, classici e romantici. Fiero collaboratore dell´Accademia Bizantina sin dal 1995, ha potuto esibirsi con numerose e differenti formazioni specializzate nella musica antica come: Ensemble Aurora, Ensemble Zefiro, Europa Galante, Le Concerts de Nations, Amsterdam Baroque Orchestra, Tafelmusik, L’Orfeo Barock Orchester, Il Pomo d’Oro, Hofkapelle München, Cantus Cölln, Attaignant Consort, Ensemble 1700, Hofkapelle Stuttgart, Salzburger Hofmusik, Boston Early Music Orchestra, realizzando oltre 90 produzioni tra audio e video registrazioni. Dal 1995 si dedica anche con grande entusiasmo all’insegnamento. Dopo aver insegnato in Italia e presso la Hochschule “Felix Mendelssohn Bartholdy” di Lipsia (D), è dal 2014 professore di flauto traverso storico presso Università Mozarteum di Salisburgo e recentemente anche al Anton Bruckner Privatuniversität di Linz, sempre in Austria. Tiene i corsi estivi all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e per la la Fondazione Italiana Musica Antica ad Urbino.

Accademia Bizantina e Ottavio Dantone

Presentano

Tournée Baroque Anatomy #5 – The Eye

02 Febbraio – Trieste, Teatro Verdi

07 Febbraio – Roma, IUC – Aula Magna Rettorato La Sapienza

09 Febbraio – Bologna, Teatro Auditorium Manzoni

09 Marzo – Vicenza, Teatro Comunale

MARCELLO GATTI flauto

ALESSANDRO TAMPIERI violino, viola d’amore

ACCADEMIA BIZANTINA

OTTAVIO DANTONE clavicembalo e direttore

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JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)

Brandenburg Concerto N. 5 in Re maggiore, BWV 1050

GEORG PHILIPP TELEMANN (1681-1767)

Concerto per flauto e violino in mi minore, TWV 52:e3

CARL PHILIPP EMANUEL BACH (1714-1788)

Quartetto per flauti in la minore, Wq 93

JOHANN SEBASTIAN BACH

Concerto per flauto, violino e clavicembalo in la minore, BWV 1044