Operatori, servizi e istituzioni a confronto sul lavoro inclusivo, presenti Riccardi e Bertoli. Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico: “Con IPS, siamo al fianco delle persone con disabilità e svantaggio per costruire un futuro di opportunità e crescita”

Ha preso il via questa mattina, nella sala convegni della Torre di Santa Maria in via Zanon, il workshop dedicato all’Individual Placement and Support (IPS), il modello di inserimento lavorativo promosso dal Consorzio Il Mosaico e già sperimentato sul territorio in collaborazione con i servizi di salute mentale. L’incontro, in programma fino alle 13.30, è rivolto a operatori, enti, professionisti e istituzioni con l’obiettivo di approfondire strumenti e prospettive per favorire l’accesso al lavoro delle persone con disabilità e in situazione di svantaggio.

Ad aprire i lavori è stato Marco Bertoli, direttore del Dipartimento delle Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, dopo i saluti introduttivi di Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico, e dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Nel suo intervento introduttivo, Fontana ha sottolineato il valore del modello IPS e il ruolo del Consorzio nell’accompagnamento delle persone verso il lavoro.

«Nel Consorzio Il Mosaico, l’Individual Placement and Support (IPS) è un impegno a prendersi cura delle persone con disabilità e svantaggio in ogni fase del loro percorso lavorativo: prima, durante e dopo il lavoro. Offriamo supporto personalizzato per l’inserimento, accompagnamento sul posto di lavoro e sostegno continuo per garantirne la stabilità. Questo approccio rappresenta una risorsa per tutti: per le aziende, che possono arricchire il proprio ambiente di lavoro, per le persone, che vedono riconosciuto il loro valore, e per le comunità, che diventano più inclusive e coese. Con IPS, siamo al fianco delle persone per costruire un futuro di opportunità e crescita», ha dichiarato Luca Fontana.

Nel corso della mattinata sono previsti gli interventi di Angelo Fioritti, già direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria di Bologna, Nadia Battello, educatrice professionale al Centro di Salute mentale di San Daniele, Gianluca Stocchi, referente IPS per Il Mosaico, Frida Miotto, responsabile del Collocamento mirato della Regione, Corrado Cappa, già direttore della Psichiatria di collegamento e inclusione sociale del DSM di Piacenza, e Fabio Albano,Direttore Esecutivo dell’APS Ipsilon Individual Placement and Support (IPS). La giornata prosegue con una tavola rotonda che coinvolge Alberto Peressini, direttore dell’Area Dipendenze Alto Friuli, Franco Bin, direttore di Neuropsichiatria infantile dell’ASUFC, e Carlo Francescutti, direttore sociosanitario dell’ASFO.

Il metodo IPS, acronimo di Individual Placement and Support, traducibile come “collocamento e supporto individuali”, è una metodologia basata su evidenze scientifiche che nasce nell’ambito dei servizi di salute mentale e che è riconosciuta a livello internazionale come uno degli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione lavorativa. A differenza dei modelli tradizionali, che prevedono lunghi percorsi di preparazione prima dell’ingresso nel mondo del lavoro, l’IPS punta su un inserimento rapido nel mercato ordinario, accompagnato da un sostegno personalizzato e continuativo, costruito sulle competenze, sulle motivazioni e sulle preferenze della persona. Numerose ricerche internazionali dimostrano che l’Ips consente a circa il 50% delle persone seguite di ottenere un impiego regolare, con risultati superiori rispetto a modelli tradizionali d’inserimento lavorativo.

Il percorso prevede un forte raccordo tra servizi sanitari, servizi sociali e tessuto produttivo e mira a favorire non solo l’accesso al lavoro, ma anche la stabilità occupazionale nel tempo. L’accompagnamento avviene in modo discreto, per evitare dinamiche di stigmatizzazione, garantendo comunque alle persone un riferimento costante e un supporto professionale sempre disponibile.

Negli ultimi anni il Consorzio Il Mosaico ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo e nell’implementazione del modello sul territorio, contribuendo a renderlo parte integrante delle pratiche di presa in carico e promuovendo una cultura dell’inclusione fondata sull’autonomia, sulla valorizzazione delle competenze e sulla costruzione di opportunità reali di lavoro. Il workshop rappresenta un’occasione per condividere risultati, riflessioni e prospettive future, anche in vista di un possibile ampliamento delle applicazioni del metodo oltre l’ambito della salute mentale.

Riccardo Riccardi, Assessore alla Sanità, Politiche Sociali, Disabilità e Protezione Civile della Regione Friuli Venezia Giulia

“Continuare a pensare che la risposta ai bisogni di salute delle persone sia solo nelle corsie degli ospedali è un errore: la salute riguarda la vita delle persone e noi abbiamo risorse che si occupano molto di acuti e troppo poco di cronicità. L’autonomia e la qualità della vita passano anche dal lavoro e dall’inserimento lavorativo, che fanno la differenza tra vivere e sopravvivere. In questo percorso il sistema della cooperazione sociale e dell’economia sociale è un protagonista fondamentale, capace di dare risposte insieme al sistema pubblico. È da qui che nasce un’alleanza necessaria, orientata alle persone e non al profitto, che valorizza modelli innovativi e realmente efficaci, come quello su cui vi confronterete oggi”.

Marco Bertoli, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze e Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC)

“Il metodo IPS che stiamo utilizzando nei servizi di salute mentale mette al centro l’attivazione della persona e la sua motivazione, superando logiche passivizzanti. Il lavoro non è solo un obiettivo, ma uno strumento fondamentale per il benessere, l’autonomia e i diritti delle persone. Questa esperienza, sviluppata anche grazie al contributo del Consorzio Il Mosaico, sta dando risultati importanti e apre prospettive di crescita. È un metodo che può diventare culturale e trasformativo, capace di coinvolgere il contesto e di essere utilizzato anche in altri ambiti e servizi oltre la salute mentale”