Al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Il Rossetti”, “I Tre Moschettieri” di Giuliano Peparini si impone come uno degli eventi musicali più coinvolgenti e spettacolari della stagione. Non si tratta di una semplice rilettura del capolavoro di Alexandre Dumas, ma di una vera e propria opera pop teatrale, capace di fondere tradizione narrativa e linguaggi contemporanei in un’esperienza immersiva che parla con forza al pubblico di oggi.

Peparini, regista e coreografo di fama internazionale, che in questa occasione lascia le coreografie a Veronica Peparini e Andreas Muller, firma uno spettacolo in cui ogni elemento è pensato come parte di un unico grande organismo scenico con la sua regia e con il libretto di Alessandro Di Zio che ha ben fuso il testo di Dumas per questo Musical, le coreografie alla sorella, il cast – di cui parleremo dopo – le luci e la scenografia, giustamente affidate alle sapienti mani di Marco Palmieri, dialogano costantemente, costruendo un racconto fluido, dinamico e profondamente emozionale. Il risultato è un Musical che non concede pause superflue e che trascina lo spettatore, fin dai primi istanti, dentro un mondo di avventura, passioni, intrighi e ideali.

La regia di Peparini, impeccabile per ritmo e visione, alterna scene di grande energia collettiva a momenti di intensa introspezione. Le sequenze corali esplodono di vitalità, mentre le scene più intime trovano spazio e respiro, permettendo ai personaggi di rivelarsi nella loro complessità. Al Rossetti ogni entrata, ogni cambio di scena, ogni movimento sembra guidato da una partitura invisibile che tiene insieme azione, musica e danza con precisione cinematografica. È una regia che non ostenta, ma accompagna, rendendo tutto leggibile anche per chi si avvicina al Musical per la prima volta.

Il libretto, scritto in una chiave moderna e diretta, riesce nell’impresa di rendere accessibile una storia ricca di personaggi e intrecci senza semplificarla. I dialoghi scorrono con naturalezza, i testi cantati sono immediati e mai banali e l’ironia si intreccia al dramma con equilibrio. Il pubblico viene così guidato con chiarezza tra alleanze, tradimenti, amicizie e passioni, mantenendo sempre vivo il cuore emotivo della vicenda.

La musica, un melodioso “Pop” italiano elemento centrale dell’opera, è uno dei punti di forza dello spettacolo, scritta da Giò Di Tonno, tra l’altro anche vincitore del Festival di Sanremo nel 2008 assieme a Lola Ponce con il brano “Colpo di fulmine”, che per “I Tre Moschettieri” si è avvalso della complicità artistica degli splendidi arrangiamenti di Giancarlo Di Maria. Le sonorità pop si fondono con un impianto orchestrale di grande impatto, capace di sostenere tanto le scene d’azione quanto i momenti più lirici. Ogni brano ha una funzione narrativa precisa: le canzoni non interrompono la storia, ma la fanno avanzare, accompagnando l’evoluzione dei personaggi e amplificandone le emozioni. I temi musicali tornano, si trasformano, si intrecciano, creando un tessuto sonoro riconoscibile e coinvolgente anche per chi ama il Musical più contemporaneo.

Fondamentali, al Teatro “Il Rossetti”, sono luci e scenografia, che diventano veri strumenti narrativi. Le luci scolpiscono lo spazio, guidano lo sguardo, trasformano l’atmosfera in un istante: dai toni cupi degli intrighi di corte alle esplosioni cromatiche delle scene d’azione, fino alle calde sfumature dei momenti romantici. La scenografia, modulare e simbolica, si muove con fluidità, permettendo cambi scena continui senza mai spezzare il ritmo del racconto. È un teatro che muta sotto gli occhi dello spettatore, senza mai perdere coerenza o eleganza.

Le coreografie di Veronica Peparini, rappresentano uno dei tratti più riconoscibili dello spettacolo. La danza diventa linguaggio narrativo: i corpi raccontano ciò che le parole non dicono, esprimendo tensioni, legami, conflitti e alleanze. Le scene di gruppo colpiscono per precisione e potenza visiva, mentre i duetti rivelano delicatezza e intensità emotiva. L’incontro tra danza teatrale e movimenti più urbani rende lo spettacolo moderno, vibrante e sorprendente.

Quando il giovane D’Artagnan arriva a Parigi con la spada in mano e i sogni più grandi di lui, è subito chiaro che il suo viaggio non sarà solo una prova di coraggio, ma anche di cuore. Sea John lo interpreta con un’energia che sembra nascere direttamente dalle pagine di Dumas: impetuoso, idealista, sempre pronto a gettarsi in battaglia, canta e combatte con la stessa urgenza con cui insegue il suo destino. È lui il filo che ci conduce dentro la storia, quello che apre la porta a un mondo fatto di onore, tradimenti e amicizie che valgono più della vita stessa.

Ed è proprio in questo cammino che D’Artagnan incontra i tre moschettieri. Porthos, Athos e Aramis che non saranno solo compagni d’armi, ma diventano il suo rifugio e la sua scuola. Vittorio Matteucci dà a Porthos una presenza potente, quasi indistruttibile, fatta di una voce piena e ricca di tonalità che gli conferisce una fisicità travolgente; Giò Di Tonno disegna un Athos segnato dal passato, profondo, intenso, capace di silenzi che parlano quanto le canzoni da lui interpretate mentre Graziano Galatone veste Aramis della eleganza e ironia di Dumas, con una voce limpida che illumina anche i momenti più tesi. Insieme incarnano quella promessa fatta tra loro che attraversa tutta la storia: “Uno per tutti, tutti per uno”. Splendida l’interpretazione di “Milady”, una Camilla Rinaldi in splendida forma e l’ottima voce più delicata di “Costanza”, rappresentata da Beatrice Blaskovic, nostra concittadina.

Nei duelli, la loro unione diventa gesto, ritmo, respiro trepidazione. Le spade non sono solo armi, ma prolungamenti della voce cantata e ogni combattimento richiede precisione, forza e una disciplina che il cast dimostra scena dopo scena. Non c’è nulla di decorativo: ogni movimento ha un peso, ogni scontro un significato, perché difendere l’onore del re o salvare la regina diventa un atto di fedeltà reciproca prima ancora che politica.

Intorno a loro, l’ensemble e la band dal vivo sostengono l’azione come un battito costante, trasformando la narrazione di Dumas in un musical pop vivo, pulsante, moderno, dove il canto amplifica le emozioni e la “danza” rende visibile il conflitto. Così la leggenda dei Tre Moschettieri non viene solo raccontata, ma rivissuta, con la forza di un’amicizia che resiste al tempo, alle ferite e alle lame.

Il finale dello spettacolo, accolto da lunghi applausi al Teatro Stabile del FVG “Il Rossetti”, è un’esplosione di musica, movimento e luce. Tutti i temi principali convergono in una sequenza di grande impatto visivo ed emotivo, in cui la spettacolarità non è mai fine a se stessa, ma al servizio del racconto. È il momento in cui lo spettatore percepisce con chiarezza l’unità di linguaggio che sostiene l’intera produzione.

In definitiva, “I Tre Moschettieri” di Giuliano Peparini è molto più di un Musical pop: è la dimostrazione di come il teatro musicale italiano possa rinnovarsi, dialogare con il presente e parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla qualità artistica. Lo spettacolo diverte, emoziona e sorprende, confermando Peparini come uno dei registi più visionari e completi del panorama contemporaneo.

Al Teatro “Il Rossetti”, questa produzione si impone come uno degli appuntamenti più significativi della stagione: un viaggio epico e moderno che celebra il potere del teatro musicale di unire spettacolo, emozione e racconto in un’esperienza totale, capace di restare impressa nella memoria dello spettatore ben oltre l’ultimo applauso.

Sarebbe un errore pensare che questo spettacolo sia l’ennesima riedizione del celeberrimo romanzo del famoso scrittore francese; questo Musical, seguendo la trama del racconto di Dumas, è un Signor Grande Musical italiano! Tralasciando di parlare ancora delle musiche realmente spinte verso il pop e le più melodiche tutte più che accattivanti con punte di eccellenza, questi “Tre Moschettieri” sono un capolavoro di genialità nelle scenografie basate su impalcature da cantiere, tubolari che fanno poi slanciare le varie scenografie al cambio di quasi ogni canzone, come i cambi d’abito con schemi cronometrati al millesimo. Ad esempio, ad inizio spettacolo gli “operai” si tramutano sul palco, alla prima canzone dei ”moschettieri”, ma tutto ciò quasi non si avverte: il loro cambio scende da un’altra tubatura. Tutto è pensato, studiato quasi maniacalmente, per rendere questo Musical a parer nostro uno dei più bei Musical italiani che abbiamo mai visto: affascina e coinvolge il pubblico, non vi è un attimo di sosta emotiva nell’ascolto e visione dei solisti, dell’assieme. I ballerini del corpo di ballo di Peparini è coordinato senza alcuna sbavatura, come le luci che sono un “Essenziale” eccellente dello spettacolo, tanto son curate negli affondi o nei chiaroscuri.

Se trovate un posto libero al “Il Rossetti” vi conviene non perderlo, questo Musical farà parlare tanto e bene di sè!

In scena alla “Sala delle Assicurazioni Generali” de “Il Rossetti”

sabato 31 Gennaio alle ore 20.30 e domenica I° Febbraio alle ore 16

I TRE MOSCHETTIERI” – OPERA POP

 Di Giuliano Peparini

Coreografie Veronica Peparini e Andreas Muller

Musiche Giò di Tonno

Testi Alessandro Di Zio

Arrangiamenti Giò di Tonno e Giancarlo Di Maria

Orchestrazione Giancarlo Di Maria

Maestro d’armi Enzo Musumeci Greco

Progetto Luci e Scene Marco Palmieri

Costumi Valentina Davoli

CAST

Porthos Vittorio Matteucci

Athos Giò Di Tonno

Aramis Graziano Galatone

DArtagnan Sea John

Rochefort Leonardo Di Minno

Richelieu  Cristian Mini

Milady  Camilla Rinaldi

Costanza  Beatrice Blaskovic

Dumas  Roberto Rossetti

Planchet  Gabriele Beddoni

Performer  I ragazzi della Peparini Academy/Special Class

 Produzione “Stefano Francioni Produzioni”

e “Teatro Stabile d’ Abruzzo”