Il 20 febbraio, alle ore 18, si terrà al Teatro Orazio Bobbio un appuntamento speciale al pubblico per scoprire il processo creativo  realizzato negli spazi della Contrada di Filippo Andreatta all’interno del nuovo Centro di Residenza delle Arti Performative FVG. Il 25 febbraio a Villa Manin.

Trieste, 18 febbraio 2026 – Che cosa vediamo realmente quando guardiamo il cielo? Tradizionalmente considerate un ostacolo alla chiarezza, le nuvole diventano in realtà lo strumento privilegiato per osservare la complessità dell’aria e dei fenomeni atmosferici. Su questa riflessione si muove Nuvolario, il progetto di OHT – Office for a Human Theatre, uno studio di ricerca che si occupa di paesaggio e politica personale – e Filippo Andreatta che sarà protagonista di una prima apertura al pubblico venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 18:00, al Teatro Bobbio di Trieste.

L’appuntamento rappresenta il culmine della prima tappa di una residenza artistica negli spazi Contrada che vede impegnati, oltre ad Andreatta per regia, scena e scrittura, la performer italo-inglese Maria Isidora Vincentelli, vincitrice nel 2023 del North East Emerging Artist Prize per la sua installazione audiovisiva Timekeeping, Davide Tomat, musicista e sound designer che si occupa di suoni ambientali di droni spaziali e di musica elettronica psichedelica, per la cura del suono e lo scenografo associato Cosimo Ferrigolo. Lo spettacolo esplora la vertigine dei paesaggi celesti e la loro costante presenza nel nostro quotidiano, trasformando il palcoscenico in un luogo di forme mutevoli. 

Relegate al dominio della vaghezza per la loro tendenza a nascondere i riferimenti celestiali, le nuvole sono state a lungo percepite come nemiche del pensiero chiaro e lucido, la nemesi di filosofi e scienziate. Tuttavia hanno sempre decifrato la realtà svelando l’ingannevole trasparenza dell’aria e segnalando altri fenomeni atmosferici; un aspetto che, unito alla loro natura mutevole, le ha rese l’ossessione di pittori, fotografi, meteorologi e militari. Visibili solo da lontano, le nuvole sono il raro momento in cui l’atmosfera si materializza, una tassonomia delle forme del cielo che attraversa il palcoscenico e i suoi artifici celestiali.

Tra artificio scenico e poesia visiva, nuvolario cattura l’immaginazione dello spettatore rendendo tangibile la materialità dell’atmosfera e invitandolo a un’esperienza di rara intensità sensoriale.

«Qui a Trieste alla Contrada – spiega il regista – stiamo lavorando su due versioni di Nuvolario, un progetto che, come le nuvole da cui prende il nome, cambia continuamente forma. Nella prima abbiamo realizzato un piccolo modellino di 1 m², al cui interno facciamo delle scenografie di nuvole mentre la seconda è una riscrittura di Elena di Troia, la tragedia di Euripide in cui lei non è mai realmente andata a Troia. Nella nostra versione, una mia riscrittura partendo da un testo della ricercatrice indiana del MIT di Boston Prathima Muniyappa, è stata una nuvola a trasformarsi in Elena, in una allucinazione che ha dato al via a una delle guerre più sanguinose dell’Occidente e che qui si traduce in un assolo per la nostra performer in scena Maria Isidora Vincentelli.»

Questa esperienza non si esaurisce tra le mura degli spazi della Contrada ma proseguirà la sua ricerca a Villa Manin di Passariano (Codroipo) dal 22 al 26 febbraio, con un ulteriore momento di condivisione pubblica previsto per il 25 febbraio alle ore 18.00.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Museo MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, MUSE Museo delle Scienze di Trento / residenze artistiche Kone foundation – Saari residence (Mynämäki, Finlandia), Teatro alla Cartiera Rovereto in collaborazione con MiC – FNSV, Fondazione Caritro di Trento, Comune di Rovereto.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto del nuovo Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia, una realtà d’eccellenza che vede Villa Manin come proprio cuore pulsante. Ideato e curato dalla Contrada Teatro Stabile di Trieste insieme al CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e ad Artisti Associati Centro di Produzione Teatrale di Gorizia, il Centro nasce grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in stretta collaborazione con l’ERPAC.

Il progetto si fonda su una visione chiara che punta alla multidisciplinarietà, alla drammaturgia contemporanea e ai nuovi linguaggi, con una forte attenzione alla valorizzazione del patrimonio e dei giovani talenti under 35. Le residenze artistiche, come quella di Filippo Andreatta, funzionano come veri e propri incubatori di creatività e motori di sviluppo culturale. Sono luoghi in cui si sperimentano formati inediti e si intrecciano pratiche tra artisti e comunità locale. Attraverso le restituzioni pubbliche, i laboratori e gli incontri aperti, le Residenze delle arti performative si confermano spazi vivi di rigenerazione sociale, capaci di attivare la partecipazione e favorire un reciproco arricchimento tra i professionisti della scena e il territorio.