Il gruppo di ricerca teatrale Sotterraneo in scena lunedì 23 febbraio al Teatro Verdi di Pordenone in esclusiva regionale con L’Angelo della Storia (inizio ore 20.30), spettacolo cult del repertorio della compagnia fiorentina e Premio Ubu come Miglior spettacolo dell’anno 2022.
Dopo il successo pordenonese di Overload, il pluripremiato collettivo – tra le realtà più significative della scena contemporanea per la sua ricerca linguistica e la capacità di interrogare il presente attraverso un teatro stratificato e “avant-pop” – torna al Verdi con una nuova, vertiginosa indagine sul senso della Storia, sulla costruzione delle narrazioni e sulla percezione della realtà.
Ideato e diretto da Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa – quest’ultimo Premio Hystrio alla drammaturgia 2025 – con Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati e Giulio Santolini in scena, L’Angelo della Storia prende ispirazione dall’ultimo lavoro del filosofo Walter Benjamin, che immagina un angelo sospinto nel futuro con lo sguardo rivolto al passato, testimone impotente delle macerie della storia e delle rovine del progresso.
Da questa potente immagine prende forma una creazione scenica che costruisce una personale “mappa del paradosso”: un mosaico di microstorie, istanti sospesi, eventi fatali che attraversano epoche e geografie, intrecciando destini individuali e immaginario collettivo. Episodi lontani nel tempo e nello spazio – gesti assurdi, accadimenti stranianti, frammenti di esistenze illustri o sconosciute – vengono messi in cortocircuito con il pensiero filosofico per interrogare il modo in cui le narrazioni modellano la realtà e il nostro rapporto con il presente. Sotterraneo assembla aneddoti storici e riflessioni teoriche in una drammaturgia che genera spaesamento e meraviglia, componendo una costellazione di immagini e pensieri che evocano le contraddizioni di intere epoche. Fatti e visioni apparentemente inconciliabili trovano coesione in quella trama di miti, credenze e ideologie che, come suggerisce lo storico Yuval Noah Harari, costituisce la materia stessa della Storia. Attraverso un dispositivo scenico ironico e rigoroso, capace di coniugare profondità teorica e leggerezza performativa, lo spettacolo mette in risonanza passato e presente, interrogando la possibilità di ricomporre ciò che appare irrimediabilmente frammentato e di immaginare nuovi orizzonti cognitivi e simbolici. Il teatro diventa così spazio di riflessione critica e insieme esperienza di vertigine: un luogo in cui le narrazioni che hanno accompagnato l’umanità nei millenni vengono smontate, ricombinate, osservate da una distanza capace di restituire uno sguardo inedito sul nostro tempo.
Prodotto da Sotterraneo in coproduzione con Marche Teatro, Teatri di Pistoia, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Teatro Nacional D. Maria II, L’Angelo della Storia si conferma come una delle creazioni più emblematiche della compagnia, da anni impegnata nell’esplorazione delle possibilità espressive del teatro contemporaneo e delle tensioni culturali del presente. Con questa nuova ospitalità in esclusiva regionale, il Teatro Verdi di Pordenone rinnova il dialogo con una delle voci più originali della ricerca teatrale europea, offrendo al pubblico un’esperienza scenica che intreccia pensiero filosofico, immaginazione e visione critica, e invita a interrogare – tra memoria e futuro – il senso stesso del nostro stare nella Storia.
Allo spettacolo si abbina una golosa opportunità per il pubblico con un aperitivo-degustazione disponibile per i possessori di biglietto presso l’Osteria “All’Ombra” in Viale Martelli 4b, a pochi passi dal Teatro. Info e biglietti in biglietteria e online www.teatroverdipordneone.it