Martedì 24 febbraio alle ore 17, nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich, la Casa del Cinema di Trieste propone l’incontro Ritratti e costumi: la moda di inizio ’900, con Arianna Boria, moderato da Sara Del Sal. L’appuntamento si inserisce nel calendario di eventi collaterali della mostra Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque, ospitata al Magazzino 26.
L’incontro prende le mosse dal saggio Ritratti e costumi, scritto da Arianna Boria per il catalogo della mostra, e propone una riflessione sul ruolo della fotografia come strumento privilegiato per leggere l’evoluzione della moda, dei comportamenti e dell’identità femminile nella Trieste di inizio Novecento. Attraverso gli scatti anonimi che ritraggono la vita quotidiana della città, emergono gesti, abiti e posture che raccontano una società sospesa tra tradizione e modernità.
“Ci immaginiamo così l’artista triestino, di cui non conosciamo né nome né sesso, che al nascere del Novecento percorre le strade del grande porto dell’Impero, osserva gli avventori dei caffè, gironzola tra le bancarelle dei mercati, si mescola alla buona società dell’Ippodromo, si ossigena sul mare e nel verde seguendo i passi e i gesti di signore e signori, bambini e governanti, venditrici e giovani donne affamate di libertà, cristallizzandoli sulle lastre della sua macchina fotografica di legno – scrive la Boria nel suo saggio. Senza mai rubare uno scatto, senza la sgradevolezza dell’appostamento che si imprime sulla pellicola insieme al soggetto, ma regalandoci un repertorio di volti, sorrisi, ammiccamenti, sguardi, intese, che si offre al suo obiettivo o se ne lascia catturare senza resistenza. Con lui sentiamo il fruscio delle sete, avvertiamo il peso di un cappello, infiliamo le dita nel tepore di un manicotto di pelliccia, reggiamo la sigaretta tra le dita guantate, ci stupiamo di un vitino da clessidra del tutto contro natura. Precursore del fashion street style, anche il Nostro ci squaderna un piccolo, circoscritto ma affascinante album di famiglia: la Trieste della Belle Époque in bilico tra due mondi, legata ai modelli del passato e aperta al futuro, indecisa tra costrizione e liberazione, dove anche nei canoni del vestire si intravedono i primi segnali dello stravolgimento che dilagherà con la Grande Guerra.”
L’intervento di Arianna Boria accompagna dunque il pubblico in questo viaggio tra ritratti e costumi, offrendo uno sguardo attento e sensibile su una Trieste in bilico tra due mondi: ancora legata ai modelli del passato ma già aperta al futuro, attraversata da tensioni tra costrizione e liberazione che si riflettono anche nei canoni dell’abbigliamento, preludio ai profondi cambiamenti che seguiranno la Grande Guerra.
La mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”, visitabile fino al 15 marzo 2026 dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 17 a ingresso libero, riunisce 70 fotografie stampate su pannelli e 100 fotografie originali, componendo un insieme di grande fascino che permette di riscoprire atmosfere, gesti e volti di un’epoca in trasformazione.
L’iniziativa è realizzata dalla Casa del Cinema di Trieste nell’ambito delle attività culturali ospitate al Magazzino 26 con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali, in collaborazione con Associazione Hubgrade, I.R.C.I., Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e Trart, e in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo.
I prossimi appuntamenti di “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”:
mercoledì 4 marzo
Sala Luttazzi – Magazzino 26
ore 17
Trieste Belle Époque
Donne in Musica
di e con Paolo Venier, al pianoforte Bruno Jurcev
domenica 8 marzo
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Il ritratto di strada oggi
Daniele Sandri e la sua minutera
Verranno realizzati sul posto ritratti nella tradizionale fotografia analogica
domenica 15 marzo
Sala Sbisà – Magazzino 26
ore 11
Visita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè
martedì 17 marzo
Sala Bazlen – Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
ore 17
Alla ricerca degli archivi perduti:
il mosaico straordinario della fotografia a Trieste
Con Claudia Colecchia, Claudio Ernè, Massimiliano Muner