Il 14 agosto 2018 crolla il Ponte Morandi di Genova, una delle arterie più importanti della città, provocando la morte di 43 persone e lo sfollamento di decine di famiglie, stravolgendo la vita di una intera comunità.

Dopo la prima nazionale al Romaeuropa Festival nella sezione Anni Luce, dedicata ai giovani talenti emergenti – “La traiettoria calante”, produzione del Teatro Nazionale di Genova, prosegue il suo percorso fortunato e denso di riscontri e arriva a Trieste alla Sala Bartoli sabato 28 febbraio alle 18.30 e alle 21 (doppia replica) e domenica 1 marzo alle ore 17, appuntamento da non lasciarsi sfuggire della stagione Scena Contemporanea del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Nel lavoro – scritto e interpretato dal giovane attore e drammaturgo genovese Pietro Giannini – si ripercorrono le tappe di quella tragica vicenda con dettagli, vicende e documenti a partire dalla costruzione del Ponte tra il 1963 e il 1967, ricostruiti insieme al Comitato Ricordo Vittime Parenti Ponte Morandi.

La narrazione procede dando forma a un monologo che, a tratti, risuona con toni di satira amara e crudele, ripercorrendo una storia paradigmatica del nostro Paese, tra vittime e colpevoli, demagogia e menzogne, corruzione e omissioni, cercando una motivazione a ciò che ancora oggi sembra impossibile da spiegare.

«Il crollo del ponte scatena un effetto domino che investe le persone e le cose – afferma Pietro GianniniLa traiettoria calante può accettare sul palcoscenico un solo corpo, un unico testimone inerme, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi era prima di lui ed ora non è più. La scena (del crimine) è nuda, niente più è rimasto; dopo le macerie, neanche più ricostruzione. In questo logorante vuoto, nell’assordante rumore dell’assenza, l’interprete può solo cercare di fuggire il buio attraverso la testimonianza, qualunque essa sia».

Mercoledì 13 agosto 2025, in occasione del settimo anniversario del crollo, una replica straordinaria dello spettacolo ha avuto luogo a Palazzo Tursi, su impulso di Silvia Salis – sindaca della città di Genova.

Pietro Giannini nasce nel 2000 a Genova, dove muove i primi passi artistici con la guida di Enrico Campanati. Nel 2019 entra all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. Nell’arco del triennio collabora con una serie di registi, tra cui Massimiliano Civica, Arturo Cirillo, Liv Ferracchiati, Valentino Villa. Inizia inoltre un percorso parallelo di ricerca teatrale che lo porta a scrivere e mettere in scena, La costanza della mia vita nel 2022 e La traiettoria calante nel 2023. Con il primo entra a far parte della Generazione Scenario (produzione Metastasio).

La traiettoria calante debutta al Romaeuropa Festival 2024, che lo presenta in prima nazionale nell’ambito della rassegna Anni Luce- PoweredbyRef. Attualmente è in scena con le produzioni firmate dall’Accademia Silvio D’Amico, sotto la guida attenta di Antonio Latella, Giovanni Ortoleva, Federica Rosellini e Leonardo Manzan. È a tutti gli effetti tra le figure emergenti, Under30 della scena italiana. Per La costanza della mia vitaè stato segnalato al Premio Scenario 2023. È stato inoltre tra i protagonisti di Equus di Peter Schaffer, produzione del Teatro Nazionale di Genova, con la regia di Carlo Sciaccaluga.

Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

LA TRAIETTORIA CALANTE

di e con Pietro Giannini

consulenza drammaturgica Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi

visual artist Loredana Antonelli

luci Aldo Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova