Un ambiente inclusivo e altamente innovativo, predisposto per promuovere l’autonomia e la formazione delle persone con disabilità visiva e sensoriale, finalizzato a favorirne anche l’inserimento professionale grazie allo sviluppo di competenze aggiornate: è lo spazio Lumen Lab, la nuova sala multimediale realizzata all’Istituto regionale Rittmeyer di Trieste, inaugurata nella serata di ieri– mercoledì 18 marzo – alla presenza dell’Assessore alla Salute della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi e del Vicesindaco di Trieste Serena Tonel, accolti dal Commissario straordinario dell’Istituto Rittmeyer Lorenzo Capaldo con il Direttore generale Guglielmo Montagnana e con il Presidente del Rotary Club Trieste Alto Adriatico, Carmine Pullano. «Lo Spazio Lumen Lab all’Istituto Rittmeyer – ha spiegato il Commissario straordinario Lorenzo Capaldo, dopo la benedizione impartita dadon Marco Eugenio Brusutti –può accogliere fino a 12 utenti contemporaneamente, ed è organizzato per garantire condizioni ottimali di comfort, concentrazione e benessere. Il personale specializzato potrà operare sulla formazione degli utenti attraverso dotazioni tecnologiche di ultima generazione che includono software specificamente progettati per facilitare l’accesso e l’utilizzo degli strumenti digitali. Tra questi, programmi per l’apprendimento della digitazione a dieci dita e screen reader come NVDA (NonVisual Desktop Access, che permettono alle persone con disabilità visiva di utilizzare il computer in autonomia, senza costi aggiuntivi per licenze. NVDA trasforma infatti il testo e gli elementi grafici in sintesi vocale o braille, supportando browser, email e programmi di produttività. Siamo grati al Rotary Club Trieste Alto Adriatico, che ha voluto realizzare e donare questa sala all’Istituto Rittmeyer, testimoniando la sua forte vicinanza in una fase particolarmente delicata della vita della nostra istituzione. Un valore aggiunto per il Rittmeyer, al quale hanno concorso altri partners della società civile coinvolti dal Rotary Club Alto Adriatico: in particolare il Club Puglia e due altri sodalizi rotariani, Rotary Trieste International e Distretto 2060». Il Direttore Generale dell’Istituto Rittmeyer Guglielmo Montagnana ha sottolineato che «le grandi competenze professionali dell’Istituto saranno valorizzate nell’ambito di un percorso volto ad ampliare i servizi per la collettività» e l’Assessore regionale Riccardo Riccardi ha voluto esprimere apprezzamento per il lavoro svolto, ringraziando per il suo impegno il Commissario Lorenzo Capaldo, e il  Rotary Club Trieste Alto Adriatico per la sua donazione, «che permette all’Istituto Rittmeyer di avvalersi di nuove tecnologie avanzate a servizio di persone con disabilità visive, e offre un importante contributo nel percorso di risanamento dell’Istituto, sotto la gestione commissariale dell’avvocato Capaldo. Salvaguardare questa storica struttura, purtroppo non l’unica nel territorio a incontrare difficoltà finanziarie, è fondamentale per garantire servizi di massima efficienza in un’ottica di integrazione socio-sanitaria, elemento imprescindibile in relazione alla trasformazione dei bisogni di salute che non può fondarsi soltanto sulla risposta ospedaliera. Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e società civile che la Regione continuerà a sostenere nel percorso di rilancio e sviluppo dei servizi del Rittmeyer». Il Vicesindaco di Trieste Serena Tonel ha sottolineato il valore operativo ma anche simbolico dello Spazio Lumen Lab che testimonia vicinanza concreta alle persone fragili ed esprime il lavoro corale dell’Istituto Rittmeyer nel suo percorso di risanamento e rilancio, portato avanti grazie all’impegno messo in campo dal Commissario Lorenzo Capaldo». E il Presidente del Rotary Trieste Alto Adriatico Pullano ha ricordato «la missione di servire la comunità e contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. Lo Spazio Lumen Lab è stato realizzato con il fattivo contributo del Club Puglia, che ha curato i lavori di sistemazione della sala, e con il generoso sostegno del Distretto Rotary 2060 e del Rotary Club Trieste International».

Illustrato nelle sue caratteristiche tecniche da Francesca Alessio Vernì, responsabile area servizi educativi e riabilitativi dell’Istituto Rittmeyer, con gli esperti Federica Zamparo e Maurizio Terpin di Interfase, lo spazio Lumen Lab si articola in tre distinti ecosistemi tecnologici, pensati per offrire un’esperienza completa e flessibile: un ambiente Windows, un ambiente Apple e un’area dedicata ai dispositivi smart, che comprende tablet, e-reader, stampanti 3D, visori e altre tecnologie emergenti. Le postazioni sono separate da pannelli fonoassorbenti, così da consentire a più utenti di lavorare contemporaneamente senza interferenze acustiche. Ogni postazione è dotata di sedute ergonomiche, con la disponibilità anche di poltrone progettate per attività prolungate. Lumen Lab nasce dalla consapevolezza che la tecnologia evolve rapidamente e che i modelli formativi devono essere in grado di adattarsi con la stessa rapidità. Per questo è concepito come un ambiente dinamico, in continua evoluzione. L’obiettivo non è semplicemente trasferire competenze tecniche, ma sviluppare nelle persone la capacità di adattarsi al cambiamento e di utilizzare in modo consapevole gli strumenti disponibili. In questa prospettiva, l’autonomia viene intesa come un processo continuo di crescita. «Attraverso percorsi formativi realmente calibrati sulle competenze e sulle aspirazioni delle persone con disabilità visiva, Lumen lab permetterà di “allenare” la loro autonomia – ha spiegato ancora il Commissario straordinario Lorenzo Capaldo – e di superare, grazie alle opportunità delle nuove tecnologie, i vecchi modelli che relegavano le persone con disabilità sensoriale a ruoli marginali». Le attività che si svolgeranno all’interno dello Spazio Lumen Lab integrano riabilitazione visiva, utilizzo di tecnologie assistive e sperimentazione di strumenti innovativi. Non ci saranno percorsi standard: ogni intervento verrà costruito in modo personalizzato, sulla base delle caratteristiche, delle esigenze e degli obiettivi della persona. L’approccio è quindi “sartoriale”, orientato a valorizzare le capacità individuali e a sviluppare progressivamente competenze operative e autonomia. Un esempio significativo è rappresentato dall’utilizzo di visori dotati di telecamere a 360 gradi, che consentono di registrare ambienti reali – anche domestici – e di riprodurli successivamente in modalità immersiva. In questo modo, l’utente potrà esercitarsi in un contesto protetto, sperimentando percorsi di orientamento e mobilità con il supporto di operatori specializzati. L’attenzione all’ambiente è un elemento centrale del progetto: l’illuminazione, studiata anche attraverso pannelli dedicati a soffitto, e le scelte cromatiche, basate su tonalità di azzurro e blu, contribuiscono a creare un contesto rilassante e funzionale all’apprendimento.

L’ISTITUTO RITTMEYER SCELTO DA UICI, UNIONE ITALIANA DEI CIECHI

E DEGLI IPOVEDENTI, COME SEDE PER IL CONVEGNO NAZIONALE 2026.

In occasione dell’inaugurazione di Lumen Lab è stato annunciato l’evento nazionale che il Rittmeyer ospiterà la prossima primavera, giovedì 28 e venerdì 29 maggio: si tratta del convegno 2026 AMGO- UICI, Unione Italiana Ciechi Ipovedenti, l’evento formativo e di sensibilizzazione più importante a livello italiano, dedicato alla prevenzione, diagnosi e riabilitazione dei deficit visivi. «Si tratta di un riconoscimento importante per l’Istituto Rittmeyer di Trieste e per la città – ha osservato il Commissario Capaldo – L’evento si configura come un momento importante di scambio e confronto, ma anche di aggiornamento scientifico e clinico di alto livello intorno alla qualità della vita dei pazienti più giovani ipovedenti o ciechi: lo spazio per promuovere il dialogo e la sinergia fra professionisti provenienti da diverse aree disciplinari: oftalmologia, riabilitazione visiva, neuropsichiatria infantile e didattica inclusiva. Siamo certi che Trieste e l’Istituto Rittmeyer potranno sostenere e accogliere in maniera ottimale il convegno nazionale UICI, confermando la sensibilità che storicamente caratterizza la città in tema di qualità della vita e benessere dei disabili visivi. L’ospitalità e co-organizzazione del convegno nazionale UICI è solo una delle novità che Rittmeyer ha in cantiere, nel contesto della riorganizzazione seguita al commissariamento dell’Istituto: nel mese di aprile il palinsesto delle iniziative sarà illustrato alla città e alla regione». Info e dettagli: www.istitutorittmeyer.it