Martedi’ 31 marzo 2026, alle ore 18.00, nella sede del Circolo Fotografico Triestino in Via Zovenzoni nr. 4 si inaugura la mostra fotografica a colori di Umberto VITTORI  dal titolo “COLORI DEL CARSO”.

Chi è Umberto Vittori? E’ Socio da 63 anni (ora socio onorario) del Circolo Fotografico Triestino, al quale va un sentito riconoscimento per la sua lunga e sempre propositiva militanza nel sodalizio e per il grande contributo delle sue foto dedicate a Trieste ed al suo Carso.

Una passione per l’immagine iniziata a 17 anni quando, eludendo il controllo paterno, vendette, un volume alla volta, l’enciclopedia di famiglia; con il ricavato acquistò la sua prima macchina fotografica (al tempo manuale e senza esposimetro).

Le foto di allora, rigorosamente analogiche in bianco e nero, emergevano nella loro bellezza dai bagni di sviluppo che Umberto Vittori preparava nella camera oscura che – fino a qualche anno fa quando ancora la utilizzava – definiva “la mia seconda amata casa”.

Grazie a quelle esperienze tecnico-operative e grazie alla profonda cultura fotografica, Vittori ha intrapreso con facilità lo studio e l’impiego delle tecnologie informatiche per continuare lungo la strada della comunicazione visiva destreggiandosi con apparecchi fotografici digitali, personal computer, scanner e stampanti.

Nel suo mondo è così emerso con facilità il colore che, a seconda delle esigenze interpretative ed espositive, ha camminato di pari passo con il tradizionale e mai abbandonato bianco e nero.

La macchina fotografica è stata, per Umberto Vittori, una fedele compagna di vita che ha documentato profondamente il suo percorso culturale cittadino, famigliare, lavorativo, ambientale, sportivo e sociale.

Più di 50 mostre sul territorio nazionale, tra personali e collettive, alcune delle quali hanno valicato i confini nazionali per arrivare in Austria, Slovenia, Romania e Ungheria. Numerose proiezioni di audiovisivi sia in bianco e nero che a colori proiettate in varie sedi.

Tra il 1999 ed il 2015 la galleria Keith de Lellis di New York ha acquistato circa 80 delle sue immagini collocandolo tra i più significativi fotografi italiani del periodo attorno al neo-realismo.

Nonostante i successi ottenuti, è rimasto un’artista profondo ma discreto che ha continuato a rinnovarsi, e lo fa tutt’ora, per proporsi come portatore di una disciplina umana, sociale e formativa non solo per lo sguardo.

La Mostra “COLORI DEL CARSO” si compone di circa 50 immagini.

L’Autore, la presenta con le parole più sotto riportate, che desideriamo riportare integralmente.

*** Negli ultimi anni mi ero dedicato a raccontare le vicende legate alla quotidianità che ci circonda e che aveva per protagonisti le persone senza identità. Nei mesi scorsi è invece emersa, dentro di me, l’esigenza di dedicarmi all’estetica, come semplice bellezza fine a se stessa.

Ho estrapolato dal mio archivio immagini scattate dal 1968 ad oggi ed ho scelto come unico tema IL CARSO, questa zona calcarea ed arida che circonda la nostra città ed alla quale mi sento legato da un profondo sentimento di affetto.

Ho trattato il colore assolutamente senza trasgredire o mutare la sua natura veritiera, ma semplicemente accentuandolo per renderlo più vivace, denso e raffinato, come suggerisce il mio istinto.

Nei mesi caldi questo splendido lembo di terra è caratterizzato da una uniformità di vegetali bassi basata sui toni verdi e costituiti per lo più da arbusti intricati che offrono pochi spunti fotografici, ma che con il giungere dell’autunno subisce una trasformazione tale da presentarsi colorato vivacemente ed in modo impensabile.

E’ un momento magico, quasi una fiaba. Infonde una profonda gioia che fa vibrare la propria creatività, pur rendendosi conto, allo stesso tempo, che simile bellezza non potrà essere mai rappresentata come meriterebbe lo fosse.

Le immagini esposte in mostra rappresentano la documentazione di questo processo di trasformazione che si evolve e si modifica costantemente, per unirsi a qualcosa di altro che offrirà poi le mani all’inverno.

Il bel mondo autunnale sarà spazzato dalle intemperie della stagione gelida per offrire ai nostri occhi solo alberi ed arbusti con rami spogli, stecchiti e contorti, rivolti ad un cielo grigio quasi a supplicare l’arrivo di temperature più miti e con esse la primavera.***

L’obiettivo conclusivo è quello di offrire a tutti il suo “guardare per vedere” dove, oltre ai “contorni visibili delle cose”, esiste un mondo di volta in volta da scoprire, quello dei sentimenti profondi non detti che costituiscono attimi di vita da recuperare, per completare il nostro percorso umano.

Un documento umano da conservare a testimonianza di una lunga carriera permeata di tempo, determinazione e grande passione, come messaggio per le generazioni future.

            La mostra sarà visitabile martedì 14-21-28 aprile e 5-12 maggio p.v. dalle 18.00 alle 20.00.  Ingresso libero