Cosa succede quando ciò che viene scartato torna a parlare? Quando i residui della produzione industriale – frammenti tessili, metalli, componenti elettronici, materia organica – smettono di essere rifiuto per diventare origine di nuove forme e significati? È da questa domanda che prende forma “The Matter Loop. Il ciclo della materia”, progetto a cura dell’associazione QuiAltrove, realizzato con il contributo della Regione e la collaborazione del Comune di Gorizia e della rete Animaimpresa, che intreccia arte contemporanea ed economia circolare per interrogare e ridefinire il valore stesso della materia.

La mostra, esito del progetto, è stata inaugurata sabato negli spazi di The Circle in via Rastello 91 e in via Rastello 23 a Gorizia, configurandosi come un percorso diffuso visitabile fino al 26 aprile, con apertura nei giorni feriali dalle 17.00 alle 19.00 e nel fine settimana su appuntamento (prenotazioni al numero +39 393 0778726). Curato da Vincenzo Alessandria, l’allestimento nasce da uno sguardo multidisciplinare che mette in relazione immaginari artisticiprocessi produttivi e responsabilità ambientale, costruendo un dispositivo capace di generare dialogo tra mondi solo apparentemente distanti. All’inaugurazione erano presenti gli artisti Nicola Facchini, Giulia Maria Belli, Anna Marzuttini e Kristian Sturi, il vicepresidente di QuiAltrove Fabio Bonetta, la curatrice del progetto Fabiana Vidoz e gli assessori comunali Fabrizio Oreti e Maurizio Negro, insieme ad alcuni referenti delle imprese coinvolte, Guido Tonizzo per Infostar, e Paolo del Negro per Contea Cooperativa Sociale.

Nel corso dell’apertura, l’assessore alla cultura Fabrizio Oreti ha sottolineato come il progetto «metta in connessione molteplici aspetti, sul piano multiculturale e multidisciplinare», evidenziando il ruolo di QuiAltrove «non solo come associazione culturale, ma come un vero e proprio laboratorio capace di collegare giovani artisti – in particolare provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Venezia – alla città di Gorizia attraverso l’arte contemporanea, un ambito sfidante, innovativo e di grande impatto per il territorio». L’assessore Maurizio Negro ha invece richiamato il valore ambientale e strategico dell’iniziativa, sottolineando «il grande interesse che il Comune ripone in attività artistiche che mettono al centro il riutilizzo dei materiali in un’ottica sostenibile». «Abbiamo appena svolto un sopralluogo a Borgo Castello con gli Ispettori dell’associazione dei Borghi Borgi più belli d’Itaia», ha proseguito: «dopo l’anno della Capitale europea, Gorizia continua a brillare per la sua storia e, grazie ad esperienze artistiche come questa, per il suo futuro».

Al centro di “The Matter Loop” si colloca infatti un modello virtuoso di collaborazione tra i quattro giovani artisti del Friuli Venezia Giulia e altrettante imprese del territorio: Braida Srl SB di Manzano, Postir Srl di Romans d’Isonzo, Contea di Gorizia e Infostar Srl di Tarcento. Non si è trattato di una semplice fornitura di materiali, ma di una vera e propria residenza artistica e di un confronto diretto con saperi, tecnologie e pratiche produttive, diventato parte integrante del processo creativo.

Da questo intreccio sono nate le opere in mostra: l’udinese Giulia Maria Belli ha lavorato sullo scarto tessile come spazio di memoria e relazione, trasformandolo in superficie stratificata, il triestino Nicola Facchini ha rielaborato metalli industriali – alluminio e ottone – in composizioni sospese tra struttura tecnica e forma scultorea, la gemonese Anna Marzuttini ha costruito installazioni a partire da materiali organici e residui vegetali che hanno danno vita a nuove “creature” naturali, alberi compositi che svelano nuove possibilità di rigenerazione. Infine, il goriziano Kristian Sturi ha utilizzato componenti elettronici dismessi per indagare il rapporto tra tecnologia, arte, percezione e impatto ambientale.