Tra cigni immortali e nuove follie i “Trocks” ri-conquistano Trieste

Ci sono compagnie che non si limitano ad esibirsi ma costruiscono nel tempo un dialogo profondo con il pubblico. I Les Ballets Trockadero de Monte Carlo appartengono a questa categoria speciale: non arrivano semplicemente in tournée, ma ritornano come vecchi amici, consapevoli di essere attesi. Alla “Sala delle Assicurazioni Generali” de “Il Rossetti” hanno ritrovato una Trieste partecipe, pronta a cogliere ogni sfumatura del loro linguaggio ironico e rigoroso; ricordiamo che è dal 1974 che questa compagnia newyorkese attraversa il mondo portando il suo messaggio: si può amare profondamente una tradizione e, proprio per questo, permettersi di sorriderne.

Ricordiamo che non è solo una parodia, ma un lavoro che ha oltre cinquant’anni ed è in continua evoluzione, basta leggere dei premi ricevuti: il prestigioso “UK Critics Circle National Dance Award” per il miglior repertorio classico nel 2007 e la candidatura come miglior compagnia nel 2016, il “UK Theatrical Managers Award” nel 2006 e il “Premio Positano” nel 2007. Nel corso degli anni la compagnia ha partecipato a numerosi gala ed eventi benefici, tra cui l’80ª edizione del “Royal Variety Performance” nel dicembre 2008, a sostegno dell’”Entertainment Artistes’ Benevolent Fund” alla presenza di membri della famiglia reale britannica, tra cui l’attuale Re Carlo III.

Non è un debutto per la città, i “Trocks” si erano esibiti per la prima volta al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Il Rossetti” nel 2006 con l’ultima apparizione nel 2023, lasciando un ricordo vivido di eleganza e comicità. Questo nuovo appuntamento consolida un legame che va oltre la semplice tournée: qui trovano un pubblico che conosce il balletto, che ne apprezza la tradizione e che proprio per questo sa ridere dei suoi vezzi.

Sotto la direzione artistica di Tory Dobrin la compagnia ha affinato ulteriormente la propria identità: Dobrin non si limita a coordinare. Tiene insieme il rispetto per il repertorio e la libertà di deformarlo, lasciando che ogni pezzo trovi la propria cifra senza perdere coerenza d’insieme. Accanto a lui il capo balletto Raffaele Morra garantisce una disciplina ferrea: il virtuosismo non è mai sacrificato alla gag, anzi, è proprio la qualità tecnica a rendere irresistibile la parodia.

Il programma presentato a Trieste ha saputo alternare brani celebri del grande repertorio a novità studiate per sorprendere. Tra i capisaldi non poteva mancare una suite da Swan Lake di Pyotr Ilyich Tchaikovsky: il secondo atto, con i cigni candidi e malinconici, diventa nelle mani dei “Trocks” un piccolo laboratorio di ironia coreografica. Le linee sono impeccabili, i port de bras sinuosi, le diagonali pulitissime. Eppure basta un’esitazione studiata, uno sguardo esasperato, una competizione fittizia tra cigni per trasformare la purezza romantica in teatro comico di altissima classe. Non si ride della musica, né della coreografia originale: si ride dei cliché che il tempo ha incrostato attorno a quel capolavoro.

Altro momento attesissimo è stato il “Pas de Quatre” ispirato al celebre pezzo ottocentesco che riuniva le grandi stelle del tempo: qui la satira si concentra sulle rivalità tra dive, sugli inchini esagerati, sulle smorfie di superiorità. Ogni variazione è danzata con sicurezza, le punte lavorano con precisione, ma l’espressione del volto racconta un sottotesto irresistibile. La caricatura delle “grandi étoiles” è affettuosa e spietata nello stesso tempo.

Non sono mancati i richiami alla sensualità sinuosa de Camille Saint-Saëns, con estratti che evocano atmosfere esotiche e animali fantastici. Anche qui la cifra è doppia: rispetto rigoroso della partitura e improvvisi scarti ironici che ribaltano l’aspettativa. Il pubblico coglie il gioco e si lascia trascinare.

Accanto ai brani celebri, le novità hanno dimostrato come la compagnia non viva di sola memoria. Una nuova creazione firmata internamente, costruita su un collage musicale sorprendente, ha giocato con l’idea del balletto “contemporaneo” visto attraverso la lente “Trocks”: movimenti esasperatamente drammatici, cadute simulate, gesti minimalisti portati all’eccesso. È una satira più sottile, che prende di mira non più soltanto il repertorio classico ma anche certe derive intellettualistiche della danza moderna.

Un’altra novità ha riletto in chiave comica il grande adagio romantico, trasformando il tradizionale passo a due in una sequenza di imprevisti calcolati: prese che sembrano sfuggire, equilibri mantenuti un secondo di troppo, sguardi disperati lanciati al partner. Eppure la struttura tecnica resta saldissima, segno della preparazione meticolosa guidata da Raffaele Morra.

I costumi, sontuosi e volutamente fedeli alla tradizione, amplificano l’effetto teatrale. I tutù sono ricchi, stratificati, candidi o pastello a seconda del brano; i corpetti scolpiscono fisici atletici senza tentare di mascherarne la natura maschile. L’ambiguità diventa linguaggio scenico. Le parrucche, talvolta appena sopra le righe, contribuiscono a delineare figure che oscillano tra la diva romantica e la caricatura dichiarata.

Le scene evocano laghi incantati, corti regali, saloni aristocratici. Non c’è nulla di improvvisato: l’apparato visivo è curato con la stessa serietà di una compagnia tradizionale. Ed è proprio questa serietà a rendere più efficace la deviazione comica. Le luci accompagnano con sensibilità i cambi di atmosfera, passando da tonalità soffuse e liriche a tagli più netti che evidenziano il gesto ironico.

Ciò che i “Trocks” vogliono prendere in giro non è il balletto in sé, ma l’aura di intoccabilità che spesso lo circonda. Smontano le isterie delle prime ballerine, l’eroismo un po’ rigido dei principi, la drammaticità esasperata delle eroine romantiche. E lo fanno dall’interno, con una competenza che nasce da anni di studio e di palcoscenico.

Al “Il Rossetti” il pubblico ha reagito con risate spontanee e applausi convinti, spesso a scena aperta. Chi li aveva già applauditi nelle precedenti tappe triestine ha ritrovato quella miscela unica di disciplina e irriverenza; chi li scopriva ora ha compreso immediatamente perché siano diventati un fenomeno di culto internazionale.

Il ritorno a “Il Rossetti” non è stato dunque una semplice replica di successi passati, ma un programma equilibrato tra brani celebri, dal “Lago dei Cigni” ai pas de deux romantici più iconici e novità capaci di rinnovare il linguaggio della compagnia. Una dimostrazione che la loro arte non è formula ripetuta, ma organismo vivo, in continua trasformazione sotto la guida vigile di Tory Dobrin.

DANCERS

Colette Adae Holly Dey-Abroad     Heidi Kleine    Varvara Laptopova  

Marina Plezegetovstageskaya  Grunya Protazova   Moussia Shebarkarova     

Olga Supphozova     Maya Thickenthighya    Gerd Törd     Minnie van Driver   

Vera Vidludik   Tatiana Youbetyabootskaya    Blagovesta Zlotmachinskaya

Bruno Backpfeifengesicht      Jacques d’Aniels   Ronald Deaulin    

Boris Dumbkopf     Nicholas Khachanfallenjar    Araf Legupski    

Marat Legupski  Polykarp Legupski  Timur Legupski  Vyacheslau Legupski

Mikhail Mudkin      Yuri Smirnov     Pavel Törd      William Vanilla

STAFF

Tory Dobrin Artistic Director

Liz Harler Executive Director

Isabel Martinez Rivera Associate Director

Raffaele Morra Ballet Master

Shelby Sonnenberg Production Manager