Giovedì 9 aprile, presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia, è stata eseguita la prima Risonanza Magnetica cardiaca con stress farmacologico della Regione. Si tratta di un traguardo di grande rilevanza clinica, dal momento che sul territorio nazionale sono ancora poche le strutture in grado di fornire questa tipologia di prestazione d’avanguardia.
La Cardio RM con stress permette una valutazione del miocardio all’aumento del lavoro cardiaco, come nello sforzo fisico: durante l’esame polso, pressione arteriosa ed elettrocardiogramma vengono monitorati costantemente dal personale.
Questa innovazione segna l’avvio di una nuova opportunità nei percorsi diagnostici dedicati al paziente ischemico. L’introduzione di questa metodica di imaging cardiaco per l’identificazione dell’ischemia inducibile si affianca alle procedure già in uso presso l’Ospedale, come l’ecocardiografia e la scintigrafia, ma porta con sé i notevoli vantaggi esclusivi della Risonanza Magnetica: la panoramicità, la multiparametricità e, aspetto fondamentale per la sicurezza del paziente, la totale assenza di radiazioni ionizzanti.
Il prestigioso risultato è stato raggiunto grazie alle sempre maggiori competenze sviluppate dall’intera équipe medico-tecnico-infermieristica appartenente al Dipartimento di Diagnostica per Immagini, guidato dal dr. Massimo Sponza.
Nello specifico, la complessa metodica è stata messa a punto dalla dr.ssa Michela Puppato, responsabile della SOS di Cardio Imaging afferente alla Radiologia Interventistica. Il progetto ha visto inoltre la stretta e proficua collaborazione del dr. Massimo Burelli della Cardiologia, struttura diretta dal prof. Massimo Imazio.
Questo traguardo sottolinea due aspetti fondamentali: da un lato il ruolo centrale e trainante della Radiologia Interventistica e del Dipartimento di Diagnostica per Immagini che, grazie all’innovazione tecnologica e al continuo sviluppo di competenze, permette di offrire ai pazienti percorsi clinici sempre più precisi, sicuri e all’avanguardia; dall’altro la multidisciplinarietà e la continua sinergia con la Cardiologia, che dimostra come l’integrazione delle diverse competenze specialistiche sia l’elemento chiave per implementare procedure complesse e offrire ai pazienti percorsi diagnostico-terapeutici sempre più avanzati e completi.