Luoghi come entità vive e non solo come scenari passivi in cui si intrecciano le azioni, i drammi e le speranze delle generazioni umane che li attraversano e li segnano nel corso dei secoli. Ogni centro abitato, ogni paesaggio porta impresso un racconto. Esistono, però, luoghi, in cui gli eventi, in particolare quelli traumatici del Novecento, hanno lasciato tracce molto profonde, ferite quasi irreversibili: sono luoghi di memoria che chiedono di essere “consolati” e rigenerati, per recuperare una nuova vitalità e potersi proiettare nel futuro. Saranno queste le premesse da cui partirà la conferenza “Promemoria sul Novecento. Decontaminare le memorie. Dare voce alle storie. Rovesciare il punto di vista” che si svolgerà venerdì 17 aprile, alle ore 18,00, al Teatro San Giorgio di Udine. Il tema sarà analizzato e approfondito dallo storico e saggista Alberto Cavaglion insieme a Sergia Adamo, docente di Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università di Trieste e coordinatrice del Centro di ricerca per gli studi di genere, e Silvia Daniela Inaudi, ricercatrice di Storia Contemporanea all’Ateneo giuliano. L’incontro, con ingresso libero, è organizzato dal Comitato Provinciale ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Udine e dalla sezione Città di Udine “Fidalma Garosi Lizzero – Gianna” con il Comune e rientra nell’ambito del progetto “Luoghi da consolare” realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
L’EVENTO
Nel percorso di avvicinamento al 25 aprile, la conferenza udinese vuole ribadire l’attualità della memoria come strumento di consapevolezza civile. «L’obiettivo è restituire voce alle storie che rischiano di essere dimenticate, aprire spiragli di futuro dentro un passato che ancora ci interroga. Sarà un’occasione per fermarsi, ascoltare, riflettere. Consolare, parola che noi dell’ANPI abbiamo voluto reinterpretare in chiave contemporanea partendo dalla rigenerazione di quei luoghi del Novecento a lungo dimenticati e fino ad oggi poco accessibili, come ad esempio i campi di concentramento fascisti di Visco e Gonars o la Caserma Piave di Palmanova, attraverso diverse forme di narrazione e di arte, rapportandoci così alla memoria storica in modo nuovo, liberandola dalla retorica e dalla ritualità.» osserva Antonella Lestani, presidente provinciale ANPI Udine.
Durante la serata, che sarà introdotta da Antonella Lestani, Alberto Cavaglioninviterà a guardare ai luoghi con uno sguardo più critico e consapevole. Traendo le mosse dal suo libro “Decontaminare i luoghi”, Cavaglion rifletterà su come gli spazi non siano solo da conservare, ma da comprendere nella loro complessità. La memoria che li abita può diventare ambigua, perfino distorta, se trasformata in rituale automatico o in spettacolo. Proporrà, quindi, una sorta di “ecologia della memoria”, un modo di rapportarsi al passato che eviti sia l’oblio sia l’eccesso di retorica. Su queste considerazioni, poi, si innesterà l’analisi di Sergia Adamo, che dialogherà con Silvia Inaudi sul concetto di consolazione e cura riferito in particolare al ruolo che le donne hanno avuto nella storia del Novecento. La serata sarà animata da incursioni artistiche di giovani attori e musicisti del Collettivo Casa Giovani del Sole.
I RELATORI
Alberto Cavaglion è professore di Storia dell’Ebraismo all’Università di Firenze. Autore di numerosi testi, oltre a “La resistenza spiegata a mia figlia” (Feltrinelli, 2015) ha scritto “Decontaminare la memoria: luoghi, libri, sogni” (ADD Editore, 2021). Ha curato, tra le altre, l’edizione commentata di “Se questo è un uomo” di Primo Levi (Einaudi, 2012). Ha pubblicato la monografia “Italo Svevo” (Bruno Mondadori, 2000) e “La misura dell’inatteso. Ebraismo e cultura italiana (1815-1988)” (Viella, 2022). Per Edizioni di Storia e Letteratura, ha firmato l’introduzione al Quaderno d’Israele di Giorgio Voghera.
Sergia Adamo è professoressa di Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università di Trieste, dove coordina il Centro di ricerca per gli studi di genere. Ha lavorato in diverse Università livello internazionale tra USA, Germania, Russia, Austria. Si occupa nelle sue ricerche di narrazioni transmediali, femminismo e teorie postcoloniali. Ha redatto alcuni testi e curato la pubblicazione di “Altrestorie/otherstories. Parole e immagini per raccontare le migrazioni del presente”.
Silvia Daniela Inaudi è ricercatrice di Storia Contemporanea all’Università di Trieste. È stata assegnista di ricerca presso L’Università di Torino, l’Università di Siena, la Scuola Normale Superiore di Pisa, e Research Fellow dell’Italian Academy-Columbia University, New York. Dal 2019 al 2023 è stato membro del progetto europeo Cost Action Who Cares in Europe?
IL PROGETTO “LUOGHI DA CONSOLARE”
L’idea progettuale nasce dalla presa di coscienza del valore profondamente innovativo che una visione di consolazione e rigenerazione dei luoghi segnati dalle tragedie del Novecento può avere in rapporto alla valenza che intendiamo dare loro oggi. L’originalità del progetto sta nel modo di concepire i luoghi, sfruttando il loro potenziale rigenerativo attraverso le azioni proposte avviandone così la trasformazione. Consolazione, rigenerazione, riparazione, cura: parole che non fanno da sfondo ma intessono la trama del progetto e guidano in un percorso che intende deviare dalle strade consuete per proporre un’azione di recupero del senso profondo di comunità, valorizzare i luoghi, coinvolgendo i giovani i quali rigenereranno i luoghi con nuovi linguaggi artistici. L’impatto rigenerativo risiede nella capacità di trasformare gli spazi in luoghi vivi, riaffermando il significato contemporaneo di questi siti capaci di ispirare azioni innovative in dialogo con il pubblico. Il Progetto gode del finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia.
