Un percorso audioguidato che accompagna il pubblico alla scoperta di Pordenone sotto il nazismo grazie alla drammaturgia di Riccardo Tabilio e degli studenti e delle studentesse del Liceo Leopardi-Majorana di Pordenone
Torna In\Visible Cities “XL”. Dopo il successo della prima edizione, nata dalla spinta di GO!2025, la versione allargata del Festival Urbano Multimediale apre i suoi orizzonti invitando il pubblico a esplorare il territorio della regione con eventi itineranti e partecipativi capaci di valorizzare il patrimonio storico, urbanistico e naturalistico, offrendo nuove prospettive sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Da aprile a ottobre, infatti, In\Visible Cities “XL” accompagnerà il pubblico a Pordenone, Gorizia, Val Rosandra, Sappada, Gradisca d’Isonzo, Torviscosa e fino sul Monte Sabotino per conoscere storie e prospettive di osservazione inedite.
Si comincerà dal Friuli Occidentale. Domenica 26 aprile, alle 10.30, la prima tappa è in programma a Pordenone con “Ritratto di una città in pezzi”. La partenza è prevista dall’area dell’ex Caserma di via Montereale, punto di inizio di un’esperienza immersiva e partecipativa che trasformerà la città in un racconto vivo e che accompagnerà i presenti (massimo 25 persone) a riscoprire luoghi e storie spesso rimasti ai margini della memoria collettiva. Il progetto, promosso da ANED Pordenone e curato da Quarantasettezeroquattro, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è stato realizzato nella drammaturgia da Riccardo Tabilio assieme agli studenti e delle studentesse del Liceo Leopardi-Majorana. La camminata sarà a ingresso gratuito, ma è necessario la prenotazione inviando un Whatsapp o SMS al numero 3349255783 indicando “Camminata ANED” e indicando nome, cognome e il numero di partecipanti.

Indossate delle cuffie wi-fi, i partecipanti saranno invitati a seguire una narrazione audioguidata che li condurrà tra le vie della città. Sarà un viaggio nei luoghi dell’occupazione nazista, delle persecuzioni e delle deportazioni, ma anche tra le pietre d’inciampo che oggi restituiscono nomi e identità a chi è stato annientato. Le voci in cuffia accompagneranno i partecipanti dentro una dimensione di “realtà aumentata”, dove il presente si sovrapporrà al passato, rendendo visibili storie, volti e scelte che hanno segnato profondamente la comunità.
Non sarà solo un racconto delle vittime, ma una narrazione più ampia e complessa, che darà spazio anche alle responsabilità, alle ambiguità e alle zone d’ombra di un’intera società. Un intreccio di vicende umane che chiamerà direttamente in causa chi partecipa, rendendolo parte attiva dell’esperienza.
Il pubblico non si limiterà infatti ad ascoltare: sarà coinvolto, guidato, invitato ad agire nello spazio urbano, a osservare con occhi nuovi, ad “abitare” la città seguendo le suggestioni ricevute in cuffia. Un’esperienza collettiva e al tempo stesso profondamente personale, capace di creare connessioni tra le persone e i luoghi, tra la memoria e il presente.