
Marcatori: pt 17°, Morra 26° Costa, 34° Morra; st 48° Rada, 51° Morra, 57° Rada, 73° Voca .
TRIESTINA (3-4-2-1) : Matosevic, Kosijer, Anzolin, Silvestri, Davis, Voca, Jonsson ( st 86° Cacciopoli), Vicario (st 69° Gningue), D’Urso (st 69° Mullin), Begheldo (pt 39° Silvestro), Faggioli (st 86° Kljajic). All. Marino.
VICENZA (3-5-2): Massolo, Levebre (st 1° Benassai), Capello (st 64° Stuckler), Cuomo, Tribuzzi, Sandon (st 64° Golin), Zonta, Costa (st 73° Caferri), Rada, Vitale (st 64° Alessio), Morra. All. Gallo.
Arbitro: Aloise di Voghera.
NOTE: spettatori 2498, di cui ospiti 1526, ammoniti Silvestri e Benassai. Angoli 10-1 per il Vicenza, recuperi 2’ e 0’.
Espulso pt 26° Silvestri per doppia ammonizione.

Malinconico addio alla serie C della Triestina, che nell’ultima partita di questo nefasto campionato (retrocessa unicamente per colpa della pesantissima penalizzazione di 24 punti), subisce al Rocco sei reti dalla fortissima capolista.
Un congedo amaro, crudele, come del resto è stato questo tragico, sciagurato campionato.

Contro il Vicenza, capolista indiscusso del campionato e promosso in serie B da settimane, seguito da oltre 1600 festanti supporters, gli uomini del bravo Marino stasera al Rocco non hanno retto il campo, surclassati da una netta superiorità tecnica dei berici.
Troppa differenza tra le due squadre, enorme superiorità tecnica, perfettamente oliata negli schemi, individualità elevata in tutti i suoi elementi i veneti.

Il tutto contro una Triestina che, già in svantaggio al 17°, è rimasta in dieci per la giusta espulsione di Silvestri, costretto a un fallo netto da ultimo uomo, a causa del sciagurato passaggio sbagliato del portiere Matosevic.
Da lì in poi è stata sagra totale per la capolista, andata ripetutamente a segno con azioni pregevoli, scambi veloci e incisivi che hanno distrutto la già debole difesa dei rosso alabardati, perforata da ogni lato dalla pressione inarrestabile degli ospiti.

Sotto già di tre reti alla fine del primo tempo e dopo aver subito ben sei reti, nella ripresa è arrivata almeno la rete della bandiera per la derelitta Unione, per merito di una pregevole iniziativa individuale di Voca.

Va detto che il Vicenza ha giocato con serietà e impegno tutta la partita, non concedendo assolutamente nulla agli uomini di Marino, come è giusto che sia stato.

Alla fine apoteosi per gli uomini di mister Gallo, che vanno a fare festa sotto la curva ospite, festeggiati da ben 1600 tifosi vicentini, mentre gli alabardati sono andati sotto la curva Furlan a raccogliere i timidi applausi dei pochi tifosi presenti stasera.

In ogni caso, assoluto onore a Marino e a Tesser, unitamente a tutti i giocatori, che hanno profuso volontà, amore per la maglia e determinazione in tutto l’arco di questo disgraziato campionato.
