La società Lignano Pineta e la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato ad arricchire il patrimonio artistico e identitario della località, attraverso la realizzazione di nuove opere musive da collocare a Lignano Pineta.

In base all’intesa, le opere saranno ideate e realizzate dalla Scuola Mosaicisti del Friuli, anche attraverso il coinvolgimento di docenti e allievi nell’ambito delle proprie attività. I progetti saranno sottoposti preventivamente all’approvazione dalla società Lignano Pineta, con particolare attenzione agli aspetti estetici, tecnici e al corretto inserimento nel contesto urbano. I costi di realizzazione saranno sostenuti interamente dalla società Lignano Pineta. 

La collaborazione rafforza un legame culturale già consolidato nel tempo e conferma la volontà della società Lignano Pineta di investire nella qualità dello spazio pubblico, nella valorizzazione del territorio e nel dialogo tra turismo, arte e cultura.

Fondata nel 1922, la Scuola Mosaicisti del Friuli rappresenta una delle più autorevoli istituzioni internazionali dedicate all’arte musiva, punto di riferimento per la formazione professionale, la ricerca artistica e la realizzazione di opere in Italia e nel mondo.

Per la società Lignano Pineta si tratta di una storia che affonda le radici in una lunga tradizione. Grazie alle dodici edizioni del Simposio di Mosaico, gli ingressi dei sette recapiti spiaggia dello stabilimento balneare sul lungomare Kechler sono stati impreziositi da opere musive realizzate dagli studenti specializzandi della Scuola Mosaicisti del Friuli, trasformando nel tempo questo tratto di passeggiata in una vera e propria “galleria d’arte” a cielo aperto.

Le opere hanno reso omaggio ad alcune tra le più importanti figure artistiche e culturali del Friuli Venezia Giulia come il pittore Gianni Borta, il pittore e scultore Giorgio Celiberti, lo scultore Luciano Ceschia, l’architetto, urbanista ed artista Marcello D’Olivo, l’artista Carlo Ciussi, il pittore Luigi Del Sal e il maestro Afro Basaldella, tra i massimi interpreti dell’arte italiana del Novecento. Progetti artistici curati dalla graphic designer Lucia Ardito, consigliere per l’immagine coordinata della società Lignano Pineta, che ha saputo tradurre e reinterpretare le opere originali in chiave musiva, adattandole con sensibilità al contesto urbano. Tutte le opere musive realizzate sul lungomare Kechler di Lignano Pineta sono state documentate dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale – ERPAC.

La nuova convenzione apre ora una fase ulteriore di sviluppo, con l’obiettivo di dare continuità a un percorso che unisce creatività, qualità artigianale e identità territoriale, contribuendo a rendere Lignano Pineta una località sempre più riconoscibile anche sotto il profilo culturale e artistico.  

«Crediamo che il turismo contemporaneo debba offrire non solo servizi e accoglienza, ma anche bellezza, memoria e luoghi capaci di raccontarsi. Il mosaico, con la sua storia e la sua forza espressiva, rappresenta uno straordinario strumento di valorizzazione del paesaggio urbano – ha dichiarato il presidente della società Lignano Pineta Giorgio Ardito –

Rimarca Stefano Lovison, presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli: «L’intesa di proseguire la collaborazione con la società Lignano Pineta è per la Scuola Mosaicisti del Friuli un’occasione preziosa di lavorare per il nostro territorio, attraverso la ricerca di soluzioni formali che dialogano con le esigenze degli spazi pubblici. Sono delle sfide estetiche e tecniche, in linea con le espressioni contemporanee, senza tradire la pratica e il sapere ereditato dalla tradizione che contraddistingue la Scuola. Sono mosaici che nascono da un processo di condivisione e di scambio tra allievi, maestri, artisti e professionisti, tutti coinvolti e indirizzati a un unico obiettivo: rendere ancora più speciale il nostro territorio

Con questa iniziativa Lignano Pineta conferma la propria vocazione a essere laboratorio di idee, eleganza e innovazione, dove il patrimonio naturale incontra il valore dell’arte pubblica.