
Questa mattina alla presenza del sindaco, Roberto Dipiazza, dell’assessore alle Politiche del territorio, Michele Babuder, del sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, e dell’assessore alla tutela e valorizzazione ambientale, Raniero Selva, sempre di Alghero e dell’assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione, Pierpaolo Roberti e di una nutrita delegazione della cittadina sarda, lo squero marittimo situato alla fine della pineta di Barcola, all’altezza della statua della “Sirenetta” è stato intitolato “Squero Fertilia – Città giuliana di Sardegna”, in omaggio alla frazione del Comune di Alghero che, nel secondo dopoguerra, accolse numerosi esuli istriani, fiumani e dalmati.
“È una bellissima iniziativa, grazie per essere qui a tutti voi, è davvero un grande piacere. Sono occasioni importanti perché uniscono le persone e aiutano anche a superare i momenti difficili e drammatici che il mondo sta attraversando in questo periodo. Trieste ha vissuto pagine complesse nel corso della propria storia, ma è riuscita ad andare oltre. Oggi Trieste è una città multietnica e multireligiosa, dove si vive in pace e si lavora insieme guardando al futuro”, ha affermato il Primo cittadino.

“Con questa intitolazione – ha dichiara l’assessore alle Politiche del territorio, Michele Babuder – Trieste rinnova il proprio impegno nel custodire e tramandare la memoria dell’Esodo, una pagina profondamente legata alla storia e all’identità della nostra città. Fertilia rappresenta un simbolo di accoglienza, solidarietà e rinascita per tante famiglie costrette a lasciare le proprie terre. Intitolare questo luogo a quella comunità significa rafforzare un legame storico e umano che ancora oggi unisce Trieste e la Sardegna. In Sardegna si trova il Leone di Venezia più a occidente d’Italia e oggi abbiamo voluto dedicare un ulteriore segno di legame tra la Sardegna e l’Istria, una terra che ha accolto tanti istriani custodendo la memoria delle terre lasciate. Ringrazio anche l’associazione che, grazie alla gestione di questo squero affidata dal Comune, ha sostenuto con entusiasmo fin dall’inizio l’idea di unire le due terre attraverso il mare, mantenendo vivo lo sguardo e il legame verso quella terra d’Istria.”
“Per me questo gesto assume anche un significato personale, essendo figlio e nipote di esuli istriani. La memoria dell’Esodo non appartiene soltanto ai libri di storia, ma vive ancora oggi nei racconti familiari, nelle tradizioni e nelle esperienze tramandate di generazione in generazione. Trieste ha il dovere morale di custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni come patrimonio comune della nostra identità nazionale”.
Il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto ha ringrazio il Sindaco di Trieste “per l’ospitalità, ma soprattutto per aver ribadito con questo gesto l’amicizia che si è creata negli anni con la nostra comunità. Fertilia è una terra che ha recentemente festeggiato il 90° anniversario dalla sua fondazione ed è stata protagonista di una sorta di ‘terza rinascita’: la prima legata alla sua costruzione nel periodo delle bonifiche, la seconda con l’arrivo degli esuli che hanno trasformato il dolore dell’abbandono delle loro terre, della loro casa e della loro patria in una risorsa per contribuire alla costruzione di una comunità fondata su valori importanti. Una comunità fatta da persone provenienti da culture diverse, che hanno saputo integrarsi e crescere insieme. Oggi si può parlare di una terza rinascita di Fertilia, una cittadina che ha sperimentato l’integrazione, l’ha vissuta concretamente ed è pronta a portarne testimonianza nel mondo”.

Il provvedimento, approvato dalla Giunta comunale su proposta del sindaco Roberto Dipiazza, presentata dall’assessore alle Politiche del Territorio Michele Babuder.
L’iniziativa nasce dalla volontà di creare un luogo simbolico dedicato alla memoria dell’Esodo giuliano-dalmata, una delle vicende più drammatiche del Novecento italiano, che tra il 1943 e il 1956 costrinse centinaia di migliaia di persone ad abbandonare l’Istria, Fiume e la Dalmazia.
Lo squero di Barcola, tradizionale approdo utilizzato ancora oggi dai cittadini per il varo di piccole imbarcazioni, canoe e natanti, assume così anche un valore simbolico: il mare, che per molti profughi rappresentò la via della fuga e della speranza, diventa oggi luogo di memoria e riflessione collettiva.
Fertilia, fondata nel 1936 come città di bonifica, divenne nel dopoguerra uno dei principali centri di accoglienza per gli esuli giuliano-dalmati. Nel tempo, la comunità degli esuli ha contribuito in modo significativo alla vita culturale e sociale del territorio, mantenendo vivo il ricordo delle proprie origini e consolidando un forte legame con Trieste.
Proprio nei mesi scorsi la città di Alghero ha celebrato il novantesimo anniversario della fondazione di Fertilia con una serie di eventi istituzionali e culturali svoltisi tra il Teatro Civico di Alghero e l’ex Cineteatro di Fertilia, dedicati alla memoria, all’identità e al valore dell’accoglienza che la comunità ha saputo rappresentare nel secondo dopoguerra.
Le celebrazioni, promosse dal Comune di Alghero insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sostenute dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, hanno ribadito il ruolo di Fertilia quale luogo simbolo dell’incontro tra la comunità sarda e quella giuliano-dalmata.

Negli ultimi anni Fertilia è inoltre divenuta protagonista di un importante percorso di valorizzazione storica e culturale legato alla memoria dell’Esodo giuliano-dalmata e al tema dell’identità delle comunità adriatiche.
Tra le iniziative più significative si inserisce il progetto “Rotta 230° – Ritorno alla Terra dei Padri”, promosso dall’Ecomuseo Egea e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ha ripercorso simbolicamente a ritroso il viaggio compiuto nel 1948 dai pescatori istriani giunti in Sardegna dopo l’esodo.
Il viaggio, compiuto a bordo dell’imbarcazione “Klizia”, ha collegato Fertilia, Trieste, Venezia, Chioggia e le coste istriane, trasformandosi in un grande progetto di memoria condivisa tra comunità unite dalla stessa storia. Il percorso ha dato origine anche al docufilm “Rotta 230° – Ritorno alla Terra dei Padri”, diretto da Igor Biddau e presentato in numerosi eventi culturali e istituzionali dedicati al Giorno del Ricordo e alla storia dell’Esodo.
Particolarmente significativo è stato anche il legame costruito con Trieste e con la Barcolana, dove la comunità di Fertilia è stata presente anche nelle ultime due edizioni attraverso incontri culturali, momenti istituzionali e la partecipazione dell’imbarcazione simbolo del progetto “Ritorno alla Terra dei Padri”, contribuendo a rafforzare ulteriormente il ponte ideale tra Sardegna e Adriatico orientale.
L’iniziativa del Comune di Trieste si inserisce dunque in un percorso di memoria condivisa e collaborazione culturale già avviato tra le due comunità e volto a valorizzare il patrimonio storico dell’esodo adriatico orientale, non soltanto come ricordo del passato, ma come testimonianza viva di integrazione, identità e rinascita.
La nuova denominazione dello squero sarà accompagnata dall’apposizione dell’indicazione toponomastica recante la dicitura “Squero Fertilia – Città giuliana di Sardegna”, quale segno tangibile di un percorso condiviso di memoria storica, identità e amicizia tra Trieste, Fertilia e Alghero, accomunate dalla volontà di trasmettere alle nuove generazioni la memoria dell’Esodo giuliano-dalmata e delle comunità che ne hanno custodito la storia.