Questa mattina alla presenza tra gli altri dell’assessore alle Politiche del patrimonio immobiliare, Elisa Lodi, di Marta e Paolo, genitori di Sveva, la piccola cestista triestina a cui, all’età di sette anni, è stata diagnosticata una grave malattia oncologica e alla quale è stata dedicata l’Associazione #IotifoSveva, dell’imprenditore del Gruppo Cerbone, Lorenzo Cerbone, del rappresentante del Rotary di Gorizia, Francesco Delli Zotti che ha donato tutto l’arredamento alla sede, del direttore del Servizio territorio, ambiente, lavori pubblici e patrimonio del Comune di Trieste,Lucia Tomasi, dei consiglieri comunali Stefano Bernobich e Corrado Tremul, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto dell’Associazione “Io tifo Sveva” per la realizzazione di un ricreatorio oncologico in via Mascagni 1 e la concessione di 4 appartamenti in Strada di Fiume da destinare ad ospitalità provvisoria.

“Il Comune è onorato di essere al vostro fianco in questo progetto, che abbiamo scelto di sostenere fin dal primo momento. Si tratta di un’iniziativa nuova e innovativa, resa possibile soprattutto grazie a due genitori eccezionali, dal cuore immenso e colmo d’amore. Siete un esempio per tutti noi ed è straordinario ascoltarvi parlare, così come vedere la passione con cui portate avanti l’Associazione e le idee che continuate a sviluppare. Siete davvero dei vulcani di energia e rappresentate una risorsa preziosa per tutta la nostra comunità”, ha esordito Elisa Lodi.

“Anche il Comune ha voluto dare il proprio contributo, intervenendo in particolare sui serramenti di quello che un tempo era un semplice magazzino in affitto e che oggi, grazie all’impegno condiviso, è diventato un luogo di accoglienza e speranza. Nasce così un comodato gratuito, perché questa è la finalità che deve avere un’Amministrazione comunale: mettere a disposizione del territorio e delle associazioni strumenti adeguati per poter lavorare e offrire servizi concreti alla comunità. Complimenti a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa struttura”, ha continuato la Lodi.

“E non ci fermiamo qui, abbiamo già approvato in Giunta la consegna di quattro alloggi destinati a Io Tifo Sveva, pensati per le esigenze delle famiglie che arrivano in città e hanno bisogno di un supporto abitativo per accompagnare i propri bambini nelle cure presso il IRCCS Burlo Garofolo. Gli appartamenti si trovano in Strada di Fiume, in una zona vicina al Burlo e facilmente accessibile anche dal punto di vista dei parcheggi. Noi continueremo ad andare avanti con il nostro lavoro e a sostenere questi progetti”, ha concluso Elisa Lodi.

Marta Bassi, la mamma di Sveva ha ringraziato per i presenti per la presenza: “Grazie per essere qui. È una gioia enorme vedere realizzato qualcosa che abbiamo immaginato fin dall’inizio. Il nostro problema era riuscire a dare una normalità a Sveva, perché per un bambino fragile la normalità, improvvisamente, non esiste più. Nel nostro caso significava andare al parco giochi all’una di notte, tutti insieme, come famiglia. Da lì è nata l’esigenza di pensare a un luogo sicuro, dove i bambini potessero tornare a essere bambini e non pazienti. All’inizio avevamo immaginato di utilizzare uno spazio comunale inutilizzato, creando un ambiente interamente dedicato a loro, senza vincoli di orari rigidi. È così che ha preso forma questa idea, che allora sembrava soltanto un sogno. Per realizzarla servivano risorse e competenze; noi, però, avevamo già l’esperienza più importante: quella di genitori che hanno vissuto il percorso oncologico accanto alla propria figlia. Oggi siamo qui, in un ambiente che trasuda amore ed empatia. C’è tutto ciò che avevamo immaginato: uno spazio per la lettura, l’angolo asilo-scuola, la zona motoria, il cinema e persino una stanza dedicata alla musica”.

“Tutto ciò è stato possibile grazie a un incredibile lavoro di squadra. Senza la collaborazione e il sostegno di tante persone, tutto questo non avrebbe potuto diventare realtà. Siamo orgogliosi di poter donare alla città di Trieste un luogo che prima non esisteva, a una città che ci ha dato tantissimo, soprattutto dal punto di vista umano e affettivo. Altri bambini e altre famiglie, purtroppo, non hanno avuto la stessa fortuna. Per questo sentiamo il dovere di restituire tutto l’amore che abbiamo ricevuto”.

Lorenzo Cerbone del Gruppo Cerbone ha sottolineato il grande lavoro di squadra, “perché da soli non si costruisce nulla. Tante persone hanno messo a disposizione tempo, competenze ed energie, a titolo completamente gratuito, per rendere possibile la realizzazione di questa struttura. Questo è soltanto il primo passo di un percorso che speriamo possa continuare e crescere nel tempo”.

“Desideriamo ringraziare il Comune di Trieste e tutta l’Amministrazione, perché nell’ultimo anno c’è stata un’accelerazione decisiva e una volontà concreta che hanno permesso di portare a termine l’opera in tempi rapidi”.

L’Assessorato ai Lavori pubblici, Grandi Opere, Manutenzioni e valorizzazione del Demanio e del Patrimonio, Impiantistica scolastica e sportiva, Promozione ed eventi sportivi, Politiche del Patrimonio Immobiliare e dello sport, attraverso il Servizio Immobiliare del Comune di Trieste, rafforza concretamente il proprio sostegno a IoTifoSveva, Associazione impegnata nell’assistenza ai minori affetti da patologie oncologiche e alle loro famiglie, mettendo a disposizione nuovi spazi operativi e quattro alloggi destinati all’accoglienza temporanea dei nuclei familiari dei piccoli pazienti.
Con il provvedimento approvato dalla Giunta comunale n. 140 del 30 marzo 2026, l’Amministrazione riconosce il crescente valore sociale delle attività sviluppate dall’Associazione – dal supporto psicologico alle iniziative ricreative e relazionali, fino all’accompagnamento delle famiglie nei percorsi di cura – consolidando in modo concreto una collaborazione istituzionale fondata sulla promozione del benessere, dell’accoglienza e della vicinanza alle cure.

Il Nido di Sveva è un progetto che nasce dal cuore del Gruppo Cerbone di Trieste, in collaborazione con l’Associazione IoTifoSveva e con il supporto di diverse realtà imprenditoriali e associative locali, tra cui un gruppo di Rotary Club e il Family Oce PFC di Milano.

L’intervento, della durata di quattro anni con possibilità di rinnovo fino a un massimo di otto, prevede l’ampliamento della sede operativa di via Mascagni n.1 (subalterni 1 e 2), attraverso la concessione gratuita di ulteriori locali da destinare a supporto logistico e sviluppo delle attività associative (sempre presso via Mascagni al n. 1/1 subalterni 3 e 4), nonché autorizzare il comodato gratuito per quattro appartamenti in Strada di Fiume n. 48, in prossimità dell’Ospedale Burlo Garofolo, che saranno destinati all’ospitalità temporanea delle famiglie dei minori assistiti nelle fasi precedenti e successive al ricovero.

Si tratta di un’iniziativa di elevato valore sociale, che consentirà di offrire un sostegno concreto alle famiglie che affrontano percorsi di cura particolarmente delicati, garantendo accoglienza, prossimità ai luoghi di cura e un supporto logistico capace di alleggerire il carico organizzativo ed economico che spesso accompagna la malattia.

La decisione rappresenta inoltre un significativo riconoscimento del ruolo svolto da IoTifoSveva come ente del Terzo Settore e della capacità dell’associazione di costruire, in sinergia con i servizi sanitari e con le istituzioni, una rete di solidarietà e di cura attorno ai bambini e ai loro cari.

Un passo importante che consolida a Trieste un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e Terzo Settore, capace di trasformare il patrimonio pubblico in luoghi di accoglienza, sostegno e speranza per le famiglie più fragili.