Prende il via lunedì 8 giugno, con una proiezione al cinema Ariston di viale Romolo Gessi, la rassegna Cinema di Frontiera, ideata dal Circolo della Cultura e delle Arti nell’ambito del progetto annuale di Divulgazione umanistica 2025-26, realizzato con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e il contributo delle Fondazioni Casali ETS, in collaborazione con la Casa del Cinema di Trieste. Un appuntamento che arriva a pochi giorni dall’evento celebrativo per gli ottant’anni del Circolo, in programma il 12 giugno al Ridotto del Teatro Verdi, e che ne prolunga idealmente lo spirito: tre mesi di proiezioni – fiction, documentari, cortometraggi, film d’animazione – e presentazioni di libri in varie location cittadine: oltre all’Ariston, il teatro Miela, la sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich e il Giardino pubblico Tommasini per una serata all’aperto. Ogni appuntamento è a ingresso libero.
Il filo conduttore è il confine – fisico, storico, identitario – esplorato attraverso cinematografie e sguardi diversi: dal western europeo al documentario contemporaneo, dalla fiction storica all’animazione, passando per le fratture e le riconciliazioni che hanno segnato questo angolo d’Europa.


Ad aprire la rassegna, l’8 giugno alle 18 all’Ariston, sarà La campana di San Giusto (1954), film drammatico diretto da Mario Amendola e Ruggero Maccari, ambientato a Trieste durante la Prima guerra mondiale, introdotto dal critico cinematografico Sergio Germani. Il 19 giugno alle 20 sempre all’Ariston tocca a Non ti scordar di me (2025) di Anja Medved, documentario poetico sulle memorie condivise del territorio transfrontaliero tra Gorizia e Nova Gorica, ricostruite attraverso fotografie di famiglia e ricordi d’infanzia. Sarà la regista stessa a presentare il film al pubblico in sala. Il 23 giugno alle 18 all’Ariston è la volta di No Man’s Land (2001) di Danis Tanović, Premio Oscar per il miglior film straniero: una satira feroce sull’assurdità della guerra nei Balcani, presentata da Nicoletta Romeo, storica animatrice dell’Associazione Alpe Adria di Trieste. Il 29 giugno alle 17.30, al Miela, va in scena Desperado Trail (1965) – conosciuto anche come Winnetou: il giorno più lungo dei pellerossa – western europeo tratto dai romanzi di Karl May, introdotto da Carlo Gaberscek, massimo esperto di set e location del cinema western.
A luglio e oltre il programma prosegue con altri titoli: El Shatt (2023) di Ivan Ramljak, documentario su una pagina dimenticata della Seconda guerra mondiale – l’evacuazione di profughi dalmati verso un campo nel deserto del Sinai – presentato da Mila Lazic il 6 luglio alle 17.30 al Miela. In programma anche The Wire (2021) di Tiha K. Gudac, sul filo spinato eretto dalla Slovenia al confine con la Croazia e le sue conseguenze su una comunità storicamente unita; Storia di un confine (2008), film documentario di Giampaolo Penco, sulle vicende del territorio carsico e del confine italo-sloveno nel Novecento; Manodopera (2022) di Alain Ughetto, poetico film d’animazione in stop-motion sulla storia degli emigrati italiani in Francia a inizio Novecento. Chiude il ciclo una serata dedicata ai cortometraggi selezionati dal bando “Corti senza confine” della Friuli Venezia Giulia Film Commission, al Giardino pubblico Tommasini, e la presentazione del volume Il cinema della frontiera adriatica 1945-2025 di Alessandro Cuk nella sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich.
Ogni proiezione sarà preceduta da una presentazione. A fare gli onori di casa il presidente del CCA Paolo Battaglini e il direttore della Sezione Cinema Alessio Bozzer. Per il calendario completo e gli aggiornamenti: www.circoloculturaeartits.org e la pagina Facebook del Circolo.