Dal 18 al 21 giugno: concerti, passeggiate, laboratori, degustazioni e la residenza artistica dedicata al legame con Bamberga

È stata presentata, martedì 9 giugno nella sede della Fondazione Friuli a Udine, l’undicesima edizione di Risonanze Festival, il festival di musica nel bosco della Valcanale, alla presenza, con un comunicato di benvenuto e plauso della manifestazione, del Vicepresidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Stefano Mazzolini, del Presidente della Fondazione Friuli, Bruno Malattia, del Sindaco del Comune di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, del Direttore artistico di Risonanze Festival, Alberto Busettini, di Stefano Gorasso della Fondazione Luigi Bon, del Direttore artistico di Legno Vivo, Davide Fregona, della prossima Direttrice del Conservatorio Tomadini di Udine, Cristina Nadal e di Simeone Morassi dell’Associazione Liutaria Italiana. 

Le dichiarazioni

Stefano Mazzolini: «Risonanze è una risorsa per il turismo e la tutela del territorio, valorizzando un prodotto Legno di nicchia come l’abete di risonanza, unico in Friuli Venezia Giulia. La Val Saisera rappresenta una grande risorsa, estiva e invernale, e quando la cultura sposa anche una natura unica si riesce a toccare più corde ed emozioni nelle persone». 

Boris Preschern: «Senza gli alberi non ci sarebbero stati Antonio Stradivari, Giuseppe Guarneri, Nicolò Amati…. Senza gli alberi non ci sarebbero stati Mozart, Beethoven, Bach. Non solo: senza gli alberi non sarebbero esistite la musica e neppure Venezia. Pronuncio queste parole in tempi in cui la moda sembra essere quella di proclamare il valore assoluto della biodiversità, talvolta anche a discapito delle attività umane. È questo il messaggio dell’11° Festival Risonanze di Malborghetto-Valbruna: far comprendere che il patrimonio forestale della Valcanale può e deve essere gestito, coniugando con buon senso ed equilibrio la tutela delle risorse naturali con le attività umane e con l’immensa sapienza delle mani degli artisti e, più in generale, degli uomini di buona volontà».

È inoltre intervenuto il presidente della Fondazione Friuli Bruno Malattia, che ha rimarcato l’unicità del concept Risonanze, plaudendo la sua capacità di fare rete con varie realtà del territorio regionale, approccio molto importante per diffondere cultura di qualità in ampi contesti. Cristina Nadal, prossima direttrice del Conservatorio Tomadini, tra le promotrici del corso di liuteria al conservatorio friulano, ha evidenziato l’importanza di coltivare questa filiera in ambito musicale, anche nel novero del festival che coniuga cultura e prodotto legno, auspicando il consolidarsi della liuteria e del mestiere del liutaio in Regione, avvalorando anche l’attività di Simeone Morassi, dell’Associazione Liutaria Italiana (ALI), docente del corso dedicato e promotore, figlio d’arte, di Giovanni Battista Morassi, “padre” del Lego di Risonanza della Valcanale. In questo senso il direttore artistico Alberto Busettini ha tenuto a riportare l’importanza di questa collaborazione con il Tomadini e con l’ALI, non solo in termini di valorizzazione del legno, ma anche di valorizzazione delle capacità artistiche degli studenti e dei liutai, che Risonanze possa consolidarsi come loro palcoscenico in ambito professionale. Davide Fregona, direttore artistico di Legno Vivo, distretto promosso da Musicae: Distretto Culturale del Pianoforte, ha posto l’accento su quanto il progetto Officina dell’Arte, con i migliori espositori e artigiani organologi che si terrà nel mese di luglio, sia fondamentale nella creazione di sinergie tra liuteria e impresa nella valorizzazione del legno di risonanza. Nel novero di queste fruttuose sinergie, anche Stefano Gorasso della Fondazione Bon ha espresso il plauso dell’iniziativa e della fruttuosa collaborazione con il festival, nel novero di una rete culturale che comprende il Friuli e le regioni di frontiera. 

Nel corso della conferenza stampa, in collaborazione con il Conservatorio Tomadini di Udine, la violoncellista Tosca Storer si è esibita in apprezzate esecuzioni con il Preludio n. 1 in sol maggiore di Johann Sebastian Bach ed il Preludio-fantasia di Gaspar Cassadò.

Ci sono festival che portano la musica in scena e poi c’è Risonanze che la riporta alla sua origine. Nel bosco, tra gli abeti rossi della Val Saisera, dove il legno armonico prende forma, diventa strumento, voce e vibrazione. Non solo grande musica, non solo alta liuteria, ma cammini in natura, benessere, degustazioni, incontri, laboratori, attività per famiglie e bambini. 

Dal 18 al 21 giugno Malborghetto-Valbruna torna ad accogliere Risonanze Festival che raggiunge l’undicesima edizione, confermandosi il luogo privilegiato per un’offerta culturale unica nel suo genere, capace di mettere in armonia patrimoni da far risuonare, valorizzare, contemplare, persino gustare, condividere. 

Come ricorda il direttore artistico Alberto Busettini: «Un’occasione per riscoprire e vivere questo grande patrimonio naturale, andare all’origine del suono, lasciarsi coinvolgere dal dialogo tra strumento e musicista, tra natura e musica, tra liutaio e artista. Tutt’altro che silenziosa, la foresta ne accoglie i suoni e ne ripete le vibrazioni che appartengono alla sua memoria. Un incontro intimo tra artisti e pubblico, un contatto più personale ed emozionale con la natura: i maestosi abeti di risonanza si possono toccare e abbracciare, o addirittura assaporare grazie alla ricetta del pane di corteccia». 

In un dialogo intimo fra natura, materia ed ascolto, il cuore del festival sarà ancora una volta condiviso tra la Val Saisera, con i concerti lungo il Forest Sound Track e negli spazi aperti del bosco, Palazzo Veneziano e la piazza del borgo nel cuore di Malborghetto, sede degli appuntamenti serali, degli incontri e delle esperienze più raccolte. Inoltre, Kinderalm Valbruna per le esperienze di “Baby Risonanze”, Casa Oberrichter e Palazzo Veneziano per “Risonanze Food”, con degustazioni in musica insieme a musicologi, liutai ed artisti. Concerti, attività outdoor tra escursioni e passeggiate tematiche, “Risonanze Zen” con suoni della natura e musica a 432 Hz per il benessere interiore, completano un lungo fine settimana là dove la natura risuona in tutta la sua essenza. 

L’edizione 2026 guarda anche all’Europa, con la residenza artistica “Bamberga a Risonanze”, dal 17 al 22 giugno. Una delegazione della storica città tedesca, con amministratori, docenti e giovani musicisti della scuola di musica di Bamberga, sarà ospite in Valcanale per rinsaldare un legame antico: per circa 750 anni, dal 1007 al 1759, la Valcanale appartenne al principato vescovile di Bamberga, lasciando un’impronta profonda nella storia culturale e linguistica del territorio.

I CONCERTI

Il programma musicale si apre venerdì 19 giugno con “Una chitarra tra gli alberi”, affidato alla giovane chitarrista tedesca Romy Resatsch, lungo il Forest Sound Track, con musiche di Villa-Lobos, Tárrega, Albéniz e Brouwer. In serata, Palazzo Veneziano ospiterà “Il quartetto, perfezione ed equilibrio” con il Michelsberg Streichquartett, mentre la piazza si trasformerà nel salotto del dopo festival con “Risonanze goes Jazz” in “Numen”, trio guidato dal pianista Angelo Comisso, con Alessandro Turchet al contrabbasso e Luca Colussi alla batteria.

Sabato 20 giugno sarà una giornata di grande suggestione. Al mattino, “Il quartetto di Bamberga nella foresta” porterà Beethoven tra gli alberi della Val Saisera. Nel pomeriggio, uno degli appuntamenti più evocativi dell’intero festival: “Una foresta, 4 stagioni”, con Lucio Degani violino solista, l’Orchestra da Camera Ferruccio Busoni e la direzione di Massimo Belli, in un viaggio fra le Quattro stagioni di Vivaldi e Piazzolla. La sera, a Palazzo Veneziano, l’attrice Astra Lanz ed il pianista Andrea Rucli daranno vita a “Dal mito alla fiaba: ruggiti in musica”, intrecciando parola, teatro e musica fino alla celebre Histoire de Babar di Poulenc. A seguire, in piazza, spazio alla black music acustica con “Acoustic soul music & funk!” con la voce di Ginga, il pianoforte di Rudy Fantin, la batteria di Simone Gerardo ed il contrabbasso di Alessandro Turchet.

Domenica 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la Val Saisera accoglierà uno degli eventi più attesi: il “Concerto del solstizio d’Estate” con la Gran Partita K 361 di Mozart eseguita dall’Orchestra Audimus diretta da Francesco Gioia. A mezzogiorno, in piazza, “Aperitivo in musica” con la marimba di Katharina Görz. Nel pomeriggio, la Val Saisera ospiterà “Musica da ripostiglio, Italian Bazar”, spettacolo-concerto ironico e travolgente tra swing, canzone d’autore, ritmi gitani, cubani e teatro musicale.

RISONANZE OUTDOOR, BABY RISONANZE, RISONANZE FOOD, RISONANZE EXPERIENCE

Risonanze è molto più di una rassegna di concerti. Con “Risonanze Outdoor” il pubblico potrà vivere passeggiate tematiche come “Alberi: un mondo quasi immaginario”, “A spasso per Malborghetto”, la visita al Fort Hensel e lungo i sentieri dell’acqua della Val Saisera. Con “Baby Risonanze”, i più piccoli saranno protagonisti di laboratori nell’orto, attività con gli animali della malga e del bosco, esperienze musicali immersive, come il “Circle Concert” dello Scune Ensemble, e laboratori culinari come “Manine in pasta”.

Completano il progetto “Risonanze Food”, con degustazioni guidate e momenti conviviali, “Risonanze Zen”, spazio dedicato al benessere e all’ascolto profondo, e l’“Officina dell’Arte” del progetto Legno Vivo promosso da “Musicae: Distretto Culturale del Pianoforte”, in programma il 24 e 25 luglio nel centro di Malborghetto con artigiani, strumenti, esposizioni, incontri, dimostrazioni e performance. Violini, chitarre, arpe, duduk, contrabbassi, corni, mandolini, organi di Barberia, fisarmoniche, pianoforti e altre opere dell’alto artigianato del legno saranno al centro di un racconto che unisce tecnica, bellezza e saper fare artigiano.

Tutte le attività del festival sono gratuite, con prenotazione obbligatoria per alcuni appuntamenti (www.risonanzefestival.com)