Secondo l’analisi condotta dall’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute grazie all’Archivio Informatico delle Tecnologie Medicali sulle 60.704 apparecchiature biomedicali di proprietà del Ssr, nel 2025 sono aumentate sia le apparecchiature nuove sia quelle che non necessitano di essere sostituite a breve termine
Sono oltre 60.700 le apparecchiature biomedicali a disposizione degli enti del Servizio Sanitario Regionale (Ssr) del Friuli Venezia Giulia. Negli ultimi anni è aumentato costantemente il loro numero e al contempo ne è diminuita l’obsolescenza, mettendo, quindi, a disposizione degli operatori della salute e dell’utenza macchinari più efficienti e tecnologicamente avanzati.
Lo certifica lo studio condotto dall’Agenzia Regionale di Coordinamento per la Salute (Arcs), sull’obsolescenza e affidabilità del parco tecnologico biomedicale regionale di proprietà degli Enti del Ssr basandosi sui dati 2025 dell’Archivio Informatico delle Tecnologie Medicali (Aitb) del Ssr Fvg, nel rispetto degli indirizzi e indicazioni generali della Direzione Centrale Salute, politiche sociali e disabilità (Dcs).
Condotto per il terzo anno consecutivo, lo studio, finalizzato a garantire nel tempo la corretta valutazione del fabbisogno di rinnovo del parco tecnologico biomedicale, mostra che il parco macchine sanitarie governato dalle strutture di Ingegneria Clinica degli Enti del Ssr conta 60.704 apparecchiature biomedicali di proprietà con un corrispondente valore di sostituzione a nuovo pari a circa 597 milioni di euro.
Nell’analisi di Arcs, l’affidabilità di ciascun asset è stata rappresentata attraverso un indice di priorità di sostituzione (Ips) calcolato come media pesata dei parametri obsolescenza (anni di vita di ciascun asset) e tasso di guasto (media annua di guasti). I risultati dimostrano che, rispetto ai due anni precedenti, si sono avuti risultati positivi dovuti alle assegnazioni di risorse previste dai bilanci annuali della Regione e, in parte, ai finanziamenti relativi alle progettualità Pnrr. In particolare, si è verificato un aumento di attrezzature nuove, anche relative alla dotazione messa a disposizione delle nuove strutture territoriali quali Case della Comunità e Ospedali di Comunità, con progressivo incremento del valore totale di sostituzione a nuovo del parco macchine regionale. Inoltre, lo studio ha evidenziato anche un progressivo aumento degli asset che non necessitano di essere sostituiti a breve termine (cioè con Ips inferiore a 1), con una conferma di un progressivo miglioramento dello stato generale di obsolescenza e affidabilità del parco macchine regionale di proprietà, grazie anche a una progressiva dismissione delle attrezzature più datate e tecnologicamente più obsolete.
Inoltre, lo studio condotto da Arcs ha anche certificato la progressiva sostituzione delle Grandi Apparecchiature sanitarie più datate come Tomografia assiale computerizzata (Tac), Risonanza magnetica nucleare (Rmn), acceleratori lineari, Tomografia a emissione di positroni (Pet), Gamma camere, Angiografi e Mammografi, con una tendenza in ulteriore miglioramento grazie alle ulteriori sostituzioni pianificate per il biennio 2026-2027. A titolo di esempio, la tendenza dell’ultimo triennio dello stato di obsolescenza di Rmn, Tac e Angiografi risulta in miglioramento rispetto alla media nazionale, europea e allo standard suggerito dal Comitato Europeo delle Industrie del settore radiologico ed elettromedicale (Cocir) che suggerisce di garantire almeno il 60% delle apparecchiature installate con un’età inferiore ai 5 anni, non più del 30% con un’età tra i 6 e i 10 anni e non più del 10% con un’età superiore a 10 anni.
«Il continuo miglioramento del numero e dell’aggiornamento delle attrezzature e macchinari messi a disposizione del Servizio Sanitario Regionale del Friuli Venezia Giulia – dichiara Stefano Dorbolò, direttore generale di Arcs – è un aspetto fondamentale che la Regione sta perseguendo per garantire alla cittadinanza una qualità ed efficacia delle cure sempre maggiore e ai professionisti della salute la possibilità di svolgere il loro lavoro in modo sempre più aggiornato alle più recenti evoluzioni della tecnologia medica. L’obiettivo – conclude – è di continuare a perseguire costantemente questo miglioramento a favore di tutta l’utenza».