L’Università di Udine ha vinto l’“oscar del restauro”, i Focal international awards, con il restauro digitale del film inglese del 1917 “The German retreat and the battle of Arras” (“La ritirata tedesca e la battaglia di Arras”). L’opera era fra i cinque candidati della categoria “Miglior restauro e preservazione” (https://focalint.org/awards/2026-winners-announcement). La premiazione è avvenuta ieri sera a Londra, alla Church House Westminster. Il lavoro è stato commissionato dall’Imperial War Museum di Londra con cui l’Ateneo ha un accordo di ricerca e cooperazione. È il primo caso di candidatura, e ora di vittoria, di un progetto realizzato con una università. Al restauro della pellicola, coordinato da Simone Venturini, Gianandrea Sasso e Serena Bellotti, ha lavorato il laboratorio “La camera ottica” del Media Lab, del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, insediato al Lab Village. Al restauro hanno partecipato anche tirocinanti dei corsi di studio in Discipline dell’audiovisivo, dei media e dello spettacolo (Dams) e della laurea magistrale in Scienze del patrimonio audiovisivo (Imacs). I Focal, giunti alla 23esima edizione, premiano annualmente l’eccellenza nella conservazione e nel restauro di film storici, pellicole e materiali d’archivio.
«È un risultato di straordinario prestigio per l’Università di Udine – sottolinea il rettore Angelo Montanari – che premia un lavoro di ricerca e sperimentazione di altissimo livello che da decenni caratterizza il settore del restauro e della preservazione dell’audiovisivo il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, dipartimento riconosciuto di eccellenza dal Ministero dell’università e della ricerca».
Per Simone Venturini, «si tratta di un risultato eccezionale che premia un’intera filiera di ricerca, didattica e terza missione dell’ateneo e del dipartimento e che si deve a un ampio gruppo di lavoro. Oltre a Gianandrea Sasso, direttore tecnico del restauro, e Serena Bellotti, dottoressa di ricerca del nostro ateneo e docente di restauro digitale, vanno ricordate le infrastrutture laboratoriali, fortemente volute e supportate dai vertici di ateneo e dipartimentali, e quindi le responsabili scientifiche del Media Lab, Mariapia Comand, e di La Camera Ottica, Cosetta Saba. Non da ultimo il progetto vincitore, condotto con l’Imperial War Museum cui va la nostra riconoscenza per la fiducia e l’investimento, è stato reso possibile dai tirocinanti del Dams e dalla magistrale Imacs. Con l’apertura del rinnovato Dams a Udine, dal prossimo settembre, siamo certi che i nuovi immatricolati troveranno analoghe opportunità nei settori del cinema, dei media, delle arti performative e dello spettacolo e porteranno energia ed entusiasmo in un ateneo che sta puntando molto sulla qualità della ricerca e dei nuovi entranti» conclude Venturini.
«La soddisfazione è davvero tanta – afferma la direttrice del dipartimento, Linda Borean –, un riconoscimento che premia la visione innovativa e la tenacia nella sperimentazione, nonché le collaborazioni internazionali del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, dipartimento. di eccellenza dell’ateneo».
Il film
“The German retreat and the battle of Arras”, della durata di 77 minuti, è uno dei documentari sui combattimenti che il governo britannico sponsorizzò durante la prima guerra mondiale. L’obiettivo era quello di mostrare l’avanzata degli Alleati sul campo di battaglia e risollevare così il morale della popolazione. Molto più di altre opere di questo tipo, questa su Arras mostra la tremenda distruzione provocata dalle armi pesanti. L’opera restaurata era stata presentata in anteprima mondiale, a Pordenone, alle Giornate del cinema muto dell’anno scorso.