Sui dati dell’ultimo Rapporto SIAE, l’analisi di Casinos.com assegna al Friuli-Venezia Giulia il secondo posto nazionale con un punteggio di 74,3 su 100: terzo dato nazionale per densità di locali sul territorio.
La musica dal vivo in Italia non è mai stata così diffusa. L’ultimo Rapporto SIAE conta oltre 65mila concerti in un anno, quasi 29 milioni di spettatori e una spesa record che sfiora i 990 milioni di euro: numeri che nel giro di pochi anni hanno moltiplicato il pubblico e spinto i palchi ben oltre i palasport, dentro anfiteatri, siti archeologici e piazze di provincia. A trainare il fenomeno c’è una figura nuova di spettatore, il superfan, che vive il concerto come un weekend e spende molto più della media: è lui il cuore della vera comunità dei live, e non abita per forza dove ci si aspetterebbe.
Proprio questa diffusione capillare ha riscritto la geografia musicale del Paese, spostando il baricentro dai grandi eventi metropolitani a un fitto reticolo di appuntamenti medio-piccoli. Nel segno della Festa della Musica del 21 giugno, Casinos.com l’ha fotografata costruendo il Music Lover Index 2026, un indice che incrocia quattro parametri dei soli concerti: i locali e gli organizzatori di ogni regione, pesati sugli abitanti e sul territorio, più la varietà dei generi proposti. Il risultato è una classifica che toglie il primato alle solite capitali.
Il Friuli-Venezia Giulia sale sul secondo gradino del podio con 74,3 punti. Il suo punto di forza è l’equilibrio su tutti i fronti: cinquantasette locali ogni centomila abitanti e ottantasei ogni mille chilometri quadrati, terza densità territoriale d’Italia. A completare il quadro, quarantuno organizzatori ogni centomila residenti e un indice di varietà musicale di settantanove su 100, segno di una scena che non si appoggia a un solo genere.
Il piazzamento del Friuli non nasce da un singolo punto di forza, ma da una musica dal vivo di casa un po’ ovunque. È una delle poche regioni con almeno un concerto di musica leggera ogni mille abitanti, e ha un pubblico tutt’altro che monotematico: qui il jazz, dopo il pop, è il secondo genere più seguito per affluenza media, davanti alla classica, segno di un ascolto curioso e maturo. Un piccolo Nord-Est che, lontano dai riflettori, suona molto più di quanto la sua dimensione lasci immaginare.
“Il Friuli-Venezia Giulia è il ritratto di come la musica dal vivo abbia messo radici lontano dalle grandi città”, spiega Daniele Alfieri, analista di Casinos.com. “È una regione piccola dove i palchi sono fitti in ogni angolo, ben organizzati e capaci di offrire un po’ di tutto, jazz compreso. È la prova che il baricentro della musica italiana si è spostato verso i territori più piccoli, dove suonare tutto l’anno conta più di un solo grande evento”.

Metodologia
Il Music Lover Index 2026 è un indice elaborato da Casinos.com sui dati del Rapporto SIAE – Spettacolo, Intrattenimento e Sport. L’analisi considera i soli concerti e mette a confronto tutte e venti le regioni italiane su quattro indicatori: i locali per centomila abitanti, i locali per mille chilometri quadrati, gli organizzatori per centomila abitanti e la varietà dei generi musicali proposti. Ogni indicatore è stato riportato su una scala da 0 a 100 e i quattro valori sono stati combinati in un punteggio composito finale, anch’esso da 0 a 100, che stabilisce la posizione di ogni regione in classifica.
La classifica integrale e la mappa dei generi musicali regione per regione, è disponibile al seguente link:
https://www.casinos.com/it/news/music-lover-index-2026-classifica-regionale-superfan-musica-live