Per ogni euro di produzione dell’azienda si attiva un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro. Oltre il 90% del valore aggiunto resta tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia

 BAT Trieste ha reso noti oggi i risultati della terza edizione dello studio realizzato dal MIB Trieste School of Management sullimpatto dellA Better Tomorrow Innovation Hub, limpianto di produzione avviato a Trieste nel gennaio 2022.

Lo studio aggiorna e amplia le evidenze raccolte nelle precedenti edizioni, integrando all’analisi dell’impatto diretto una valutazione degli effetti indiretti e indotti generati dall’attività dell’azienda e una nuova componente qualitativa che approfondisce il rapporto con il territorio, identificando gli elementi distintivi del cosiddetto “Modello BAT”, basato sulla collaborazione tra impresa, istituzioni, fornitori e comunità locale.

Nel 2025 BAT Trieste ha attivato una produzione complessiva pari a 275,6 milioni di euro nel sistema economico nazionale. Per ogni euro di produzione dell’azienda si attiva un effetto moltiplicativo fino a 5,5 euro e una quota superiore al 90% del valore aggiunto prodotto rimane tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda la dimensione quantitativa, l’impatto diretto si assesta nel 2025 sui 50 milioni di euro, quello indiretto, relativo alla catena di fornitura calcolato attraverso precisi modelli economici, vale 159 milioni di euro, mentre il calcolo dell’indotto, che tiene in considerazione l’effetto sui redditi delle famiglie coinvolte lungo la catena di fornitura, porta la produzione complessiva attivata da BAT Trieste fino a 275,6 milioni di euro.

L’analisi degli effetti diretti, indiretti e indotti – si legge nello studio del MIB Trieste School of Management – conferma la centralità di BAT Trieste come attore di sviluppo economico e occupazionale. L’ampiezza delle stime relative agli effetti indotti riflette la varietà dei comportamenti di spesa delle famiglie, ma in ogni scenario emerge una capacità strutturale di generare valore diffuso. Nel complesso, il modello produttivo e relazionale dell’azienda si conferma un fattore di crescita stabile e rilevante per il Friuli Venezia Giulia e per il sistema economico italiano.

Gli obiettivi dello studio sono molteplici – ha dichiarato Andrea Di Paolo, Presidente di BAT Trieste -. Da un lato c’è la quantificazione delle ricadute dirette e indirette sull’economia di un territorio circoscritto, inclusi gli aspetti occupazionali. Dall’altro, il report restituisce una sintesi del percorso di crescita di BAT Trieste e delle modalità con cui questo si è concretizzato dal gennaio 2022 a dicembre 2025, valorizzando la relazione con il territorio e ricambiando con risultati concreti la fiducia riposta in noi da istituzioni e comunità locale. BAT Trieste ha quasi raggiunto i 400 dipendenti diretti a poco più di quattro anni dal suo insediamento, evidenziando livelli di crescita costanti che tengono al centro la catena di fornitura locale”.

Secondo quanto emerso dallo studio, la crescita di BAT Trieste non è infatti solo il risultato di un progetto industriale solido, ma anche dell’intensità delle relazioni costruite con un ecosistema articolato di stakeholder.

Per BAT, costruire A Better Tomorrow significa trasformare una visione in un modello di crescita concreto, misurabile e scalabile. Trieste rappresenta pienamente questo approccio: non solo un investimento di successo, ma un hub strategico in cui innovazione, collaborazione istituzionale e creazione di valore per il territorio si integrano in modo coerente – dichiara Simone Masè, Presidente e Amministratore Delegato di BAT Italia –. I risultati dello studio MIB dimostrano che è possibile generare impatto economico e sociale tangibile mantenendo al tempo stesso una prospettiva globale. È esattamente questo equilibrio – tra radicamento locale e visione internazionale – che guida le nostre scelte e che vogliamo continuare a rafforzare”.

BAT Trieste – ha commentato Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia – è un attore fondamentale del tessuto produttivo della Venezia Giulia. Ed è la dimostrazione di quanto si possa fare quando si trova un territorio pronto ad accogliere nuovi insediamenti produttivi, ricettivo ed elastico in tutte le sue componenti, amministrative e imprenditoriali, umane e occupazionali.

Un territorio, quello della Venezia Giulia, con un alto indice di valore aggiunto per singola unità, come viene ben dimostrato e confermato anche lo studio realizzato da BAT Trieste e che ne attesta l’importante posizionamento in quest’area.

Ben vengano, quindi, aziende come BAT Trieste capaci di portare contributi fondamentali a queste performance per un territorio che ha davvero dimostrato come professionalità, lungimiranza e collaborazione tra istituzioni e realtà imprenditoriali siano riusciti a far crescere in armonia sviluppo e società.

Voglio ricordare anche l’attenzione avuta da BAT Trieste per il tessuto sociale in cui ha messo radici. Dallo sport, alle associazioni, alle istituzioni e – concedetemi un ringraziamento particolare, al dott. Andrea Di Paolo – alla Fondazione Villa Russiz di Capriva del Friuli che con le sue finalità contribuisce in maniera determinante ad affiancare il percorso di vita di decine di giovani e giovanissimi che si trovano a vivere gravi complessità familiari”.

IL MODELLO BAT: CRESCITA INDUSTRIALE E RADICAMENTO TERRITORIALE

La terza edizione dello studio introduce anche un confronto diretto con alcuni dei soggetti che, nel tempo, hanno interagito con BAT Trieste attraverso relazioni di fornitura, rapporti istituzionali o attività di sponsorship. Le interviste restituiscono un’immagine coerente: la società è percepita come un partner capace di generare valore oltre la dimensione commerciale, favorendo crescita, innovazione, reputazione e attrattività del territorio.

Le collaborazioni hanno prodotto assunzioni, investimenti, trasferimento di competenze e ricadute positive sul tessuto imprenditoriale locale. Anche le istituzioni coinvolte confermano l’esistenza di un Modello BAT”, fondato su cooperazione, rapidità amministrativa e coesione territoriale, capace di rafforzare l’attrattività di Trieste e del Friuli Venezia Giulia ben oltre il perimetro immediato dell’insediamento.

L’analisi restituisce l’immagine di un’azienda che cresce insieme al territorio e che contribuisce a modellarne dinamiche economiche, occupazionali e sociali.

SCHEDA TECNICA SUI DATI OGGETTO DELLO STUDIO

I DATI DI BILANCIO: OLTRE IL 90% DEL VALORE AGGIUNTO RESTA TRA TRIESTE E IL FRIULI VENEZIA GIULIA

Nel 2025 BAT Trieste ha proseguito il proprio percorso di sviluppo con risultati economici e patrimoniali in ulteriore miglioramento. Le risorse umane hanno raggiunto 355 unità, con un incremento di 99 persone rispetto al 2024. Il fatturato ha sfiorato i 50 milioni di euro, segnando una crescita del 66%; il valore aggiunto è salito a 29,8 milioni di euro, mentre l’utile d’esercizio ha raggiunto 2,8 milioni di euro (+75%).

Anche il patrimonio netto ha registrato un deciso rafforzamento, superando i 200 milioni di euro (+23% sul 2024). Gli investimenti complessivi sono arrivati a 230 milioni di euro, con un incremento del 36%, a conferma della continuità del piano di sviluppo industriale e dell’impegno sul medio periodo.

La ripartizione del valore aggiunto evidenzia una forte centralità del capitale umano: 20 milioni di euro riguardano la remunerazione del personale, pari al 66% del totale. Seguono l’azienda, gli azionisti, i creditori e la pubblica amministrazione, con quote sostanzialmente stabili rispetto alle precedenti rilevazioni. Sul piano territoriale, oltre il 90% del valore aggiunto generato da BAT Trieste rimane tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Di questo, oltre 27 milioni di euro sono attribuibili direttamente alla città di Trieste, che da sola assorbe quasi il 90% del totale, mentre la restante quota regionale interessa il resto del territorio friulano e giuliano.

INVESTIMENTI, FINANZA E FISCALITÀ

L’analisi dei flussi finanziari conferma la prosecuzione dell’attività di investimento, sostenuta da flussi derivanti dai finanziamenti per quasi 58 milioni di euro, di cui 35 milioni legati a nuovi aumenti di capitale.

I valori cumulati relativi al periodo 2022-2025 raggiungono 241 milioni di euro di investimenti (Capex) e 92,9 milioni di euro di spese operative (Opex), con una forte concentrazione territoriale sia sul fronte degli investimenti sia su quello dei costi operativi.

Sul piano fiscale, il gettito diretto complessivo sfiora 1,2 milioni di euro, di cui circa 800 mila euro di IRES e 300 mila euro di IRAP, oltre alla componente di addizionali IRPEF versate dai dipendenti. Il dato conferma la capacità dell’insediamento di produrre effetti tangibili anche sul versante della fiscalità locale e nazionale.

IMPATTO COMPLESSIVO: 275,6 MILIONI DI EURO DI PRODUZIONE ATTIVATA

Il valore dello studio del MIB sta nell’aver esteso la misurazione oltre l’impatto diretto, includendo anche gli effetti indiretti e indotti. Se l’impatto diretto viene quantificato in 50 milioni di euro, quello indiretto, legato alla catena di fornitura, ammonta a 159 milioni di euroA questi si aggiunge la stima dellimpatto indotto, che porta la produzione complessiva attivata da BAT Trieste nel 2025 a 275,6 milioni di euro.

L’occupazione attivata, diretta e lungo la filiera, raggiunge 594 unità di lavoro equivalenti, con oltre il 70% degli effetti occupazionali concentrati in Friuli Venezia Giulia, a conferma del ruolo di BAT Trieste come motore di sviluppo non solo per la città, ma per l’intero sistema territoriale regionale.

Il risultato deriva dalla combinazione degli effetti diretti generati dall’attività aziendale, degli effetti indiretti prodotti lungo la catena di fornitura e degli effetti indotti derivanti dalla spesa delle famiglie coinvolte nel sistema economico collegato a BAT Trieste.

L’ampiezza delle stime relative agli effetti indotti riflette la varietà dei comportamenti di spesa delle famiglie – si legge nello studio del MIB – ma in ogni scenario emerge una capacità strutturale di BAT Trieste di continuare a generare valore diffuso. Nel complesso, il modello produttivo e relazionale dell’azienda si conferma un fattore di crescita stabile e rilevante per il Friuli Venezia Giulia e per il sistema economico italiano”.