Sarà il palcoscenico verde del Teatro di Verzura al Castello di Spessa ad accogliere il debutto della nuova produzione operistica del Piccolo Opera Festival 2026, ovvero “L’ape musicale” di Lorenzo Da Ponte in scena il 30 giugno e il 2 luglio alle 21.00 in questo suggestivo scenario naturale tra i panorami del Collio, come omaggio speciale alla figura del letterato, impresario e avventuriero dell’Età dei Lumi scelto come ideale fil rouge del programma dedicato al tema della “Libertà”. E infatti, quale migliore rappresentazione della libertà può esserci di uno spettacolo nato come un divertente “pastiche” che coglie – fior da fiore – scene e musiche dai più grandi compositori del Settecento per creare una nuova trama in forma di vivace opera buffa: un espediente allora in voga per ascoltare, in un’unica rappresentazione, le più note pagine d’opera, offrendo oggi l’occasione per recuperare lo spirito e i gusti di un’epoca. Motivo ulteriore di interesse notare che, tra le varie versioni di questo libretto, nato per il Burgtheater di Vienna nel 1789 e poi ripreso nel 1791, il festival ha deciso di ispirarsi a quella destinata alla prima rappresentazione italiana, avvenuta a Trieste per il Carnevale del 1792, mentre un’ultima riscrittura fu curata nel 1830 dallo stesso Da Ponte per New York, ultima tappa della sua lunga vita come autore, impresario e divulgatore della cultura italiana. La direzione musicale della GO! Bordereless Orchestra è affidata al Maestro Omer Arieli, mentre la regia è firmata da Giulio Ciabatti, con scene e lucidi Paolo Vitale e costumi di Ilaria Papis, Nel cast di interpreti, spazio ai giovani artisti e artiste dell’Accademia GO! Borderless Opera Lab, con voci provenienti da Italia, Slovenia, Cile e Russia/Armenia.
Lo spettacolo ha la forma di un “teatro nel teatro”, ovvero inserisce le parti musicali (scelte da autori quali Paisiello, Cimarosa, Vicente Martín y Soler, Antonio Salieri e naturalmente il grande e amatissimo W.A. Mozart) dentro una cornice che segue le peripezie di una sgangherata compagnia d’opera a rischio di bancarotta, che tenta di mettere in scena uno spettacolo in grado di risollevarne le traballanti sorti economiche, destreggiandosi sul palco fra applausi, arie e duetti, mentre dietro le quinte volano copioni, spartiti, trilli, gelosie, bisticci e “sconcertanti concertati”. Su questa base Giulio Ciabatti ha pensato a un allestimento originale in stile “felliniano”, nella suggestione di un parallelo tra il personaggio del poeta/impresario alter-ego di Da Ponte e il regista di “8 e ½” e “Prova d’orchestra”, maestro nel raccontare “ciò che appartiene alle fodere dei sogni e dei ricordi”.
Ed ecco allora il Poeta squattrinato Bonario, con la voce del baritono Manuel Sedmak, che cerca di metter su un’Impresa, attorniato (o “intralciato”) da Farinella, l’eccentrica prima-donna della compagnia, interpretata dal mezzosoprano Javiera Paz Barrios, e da Capriccio, desideroso di esibirsi anche come eunuco nei panni del povero Calpigì, ruolo affidato al tenore Nico Franchini. E poi Zuccherina, ambiziosa soubrette, ovvero Greta Di Sopra, il buffo Brunetto, prodigo di tirate sconclusionate, vestito dal baritono Marko Erzar, e Cecchina, personaggio dietro il quale si cela Giulia, la nipotina adottiva di Da Ponte che egli fece debuttare proprio con quell’opera, qui impersonata dal soprano Sofia Dhzavadian. Un cast brillante perun gioco che vuole mantenere intatta la leggerezza dell’originale, con la curiosità di vedere come andrà a finire.
In occasione delle serate a Spessa, saranno presenti per mostra, assaggi e piccole degustazioni, gli apicoltori del territorio AnnApi e Sturm di Cormòns, Azienda Podversic di Gorizia, oltre ai prodotti artigianali di Alimentari Tomadin di Cormòns.
Biglietti già in prevendita tramite il sito www.piccolofestival.org (online sul circuito www.vivaticket.com) oppure in prenotazione all’InfoPoint del Festival: tel/whatsapp +39 389 0295464 / mail: [email protected]
Info sul web: www.piccolofestival.org