Si apre il secondo e ultimo fine settimana di Mittelfest 2026 PAURA: sabato 25 luglio è una delle giornate più ricche con sette appuntamenti dal mattino alla notte, tra prime assolute e nazionali, musica, circo, danza e il grande teatro a Gorizia.
Da non perdere, infatti, la prima assoluta di Era di maggio alle 21.30 al Teatro Verdi di Gorizia: la voce intensa di Alessio Boni guida il racconto scritto da Flavio Santi, mentre le musiche originali di Damiano Drei, eseguite dall’Orchestra La Corelli diretta da Jacopo Rivani, immergono gli spettatori nel maggio 1976 in Friuli — un ragazzo, i sogni, la radio accesa, Sandokan, gli Abba — e nell’attesa invisibile che cambierà tutto. La messinscena è a cura di Giacomo Pedini.
La giornata inizia alle ore 10.30 all’Orto delle Orsoline con un incontro gratuito e molto atteso: Toni Capuozzo, presidente di Mittelfest e inviato di guerra, dialoga con Mauro Corona, scrittore e uomo delle montagne friulane, sul tema di questa edizione — la paura. Due voci autorevoli e complementari per ragionare sull’emozione primordiale che ci riguarda tutti, nei conflitti come nella quotidianità e nel rapporto con la natura. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Sul palco ci sarà anche Davide Micalich, presidente di UEB Gesteco Cividale, la squadra di basket di cui Mittelfest è sponsor: senza paura, Micalich è stato capace di creare una realtà diventata simbolo di Cividale e del territorio.
Nel pomeriggio alle 16, ancora all’Orto delle Orsoline, Il Progetto Famiglia torna con La musica dei balocchi di Anaïs Drago e Saba Salvemini: i bambini assisteranno ad un concerto-laboratorio nel mondo di Pinocchio in cui il giovane pubblico si trasforma in orchestra di tuoni, coro di falegnami ed ensemble di ciuchini, scoprendo la grammatica della musica attraverso il gioco.
Alle 17.30 nella Chiesa di San Francesco, prima nazionale di Fos della pluripremiata cantante greca Erini: accompagnata da violoncello e lira cretese, racconta con la sua voce memorabile il dramma dell’esodo greco dall’Asia Minore nel 1923 — più di un milione di persone costrette ad abbandonare la propria terra — e la paura di dimenticare le proprie radici, del silenzio e dell’identità che svanisce.
Alle ore 18 e alle ore 22 al Chapiteau al Belvedere, doppia replica in prima nazionale di Symbiosis di Kolja Huneck e Luuk Brantjes: circo contemporaneo, magia nouvelle e teatro oggettuale in una tenda a cupola personalizzata, in un raffinato e ipnotico dialogo coreografico tra corpi, oggetti, materia e spazio. Prima nazionale nell’ambito della collaborazione con Terminal Festival.
Alle ore 19 al Teatro Ristori, Best Regards di e con Marco D’Agostin, premio UBU come miglior performer under 35 nel 2018: un tributo laico e pop per Nigel Charnock, danzatore e coreografo scomparso nel 2012, è la lettera che D’Agostin scrive a qualcuno che non risponderà mai. Un invito a cantare insieme una nostalgia che ci riguarda tutti, noi che non siamo arrivati in tempo per dire quello che volevamo.