Domenica 26 luglio si chiude Mittelfest Paura, la 35ª edizione del festival diretta da Giacomo Pedini, l’ultima del suo doppio mandato. Una giornata conclusiva che abbraccia tutte le generazioni — dalle famiglie con bambini al pubblico della grande danza e del teatro di ricerca.
In Piazza Duomo alle 21.30, il festival si chiude idealmente con un viaggio terre lontane e la prima nazionale di Esploratori o geografi? Due visioni per comprendere il mondo: partendo da Il Piccolo Principe, l’esploratore e avventuriero Alex Bellini riflette su come conosciamo la realtà accompagnato dalla musica elettronica di Luca Lagash (bassista dei Marlene Kuntz) e da un’installazione video con intelligenza artificiale che trasforma il parlato in tipografia dinamica completano un’esperienza sinestetica e inclusiva.
È una prima assoluta quella di John e Joe di Ágota Kristóf, alle 16.30 al Teatro Ristori, diretto e interpretato da Manuela Mandracchia e Alvia Reale: i due vagabondi del testo diventano in scena due donne di mezza età ai margini di una società spietata, la cui amicizia viene messa alla prova da un biglietto della lotteria. Un ritratto crudo e poetico della solitudine nell’era del capitalismo, tra comicità e amarezza, in un’atmosfera che richiama il cinema di Aki Kaurismäki.
Prima assoluta anche per la danza di Compagnia Arearea che alle 19.30 alla Chiesa di San Francesca porta in scena 8. otto archi_otto corpi con musiche di Michael Gordon e otto violoncelli disposti in cerchio e otto danzatori, dentro: l’8 diventa l’infinito, la circolarità, il continuo passaggio tra individuale e collettivo, tra presenza e assenza, tra silenzio e vibrazione.
L’ultima giornata di festival si apre già alle ore 10.00 alla Casa per Anziani di Cividale con l’ultimo appuntamento di “Che si fa stasera?”: Toni Capuozzo e Giacomo Pedini presentano per l’ultima volta gli eventi in calendario, insieme ad alcuni degli artisti ospiti.
Alle 10.30 all’Orto delle Orsoline, Pop di Nicola Galli porta al Progetto Famiglia una performance interattiva per bambini e bambine dai 5 ai 10 anni su una piattaforma di pluriball, in cui il danzatore disegna geometrie con il corpo invitando il pubblico a condividere la gioia del movimento.
A seguire, sempre all’Orto delle Orsoline alle 12.30, c’è il concerto Disorienti: Anaïs Drago al violino e Peppe Frana all’oud costruiscono un dialogo autentico tra tradizione asiatica e jazz, orientale e occidentale, senza facili esotismi.
Alle 18 e alle 22 al Chapiteau al Belvedere, ultime due repliche di Symbiosis di Kolja Huneck e Luuk Brantjes in una tenda a cupola personalizzata che diventa lo spazio performativo e la porta di accesso a un mondo di stupore delicato nel quale immergersi senza paure.