“Il protocollo ha due obiettivi principali: da una parte garantire un sempre più elevato standard di sicurezza degli alimenti per cittadini e consumatori e, dall’altra, armonizzare le procedure su base regionale, superando le difformità interpretative per garantire uniformità di applicazione delle norme in continua evoluzione. Si tratta di un investimento importante dal punto di vista organizzativo per garantire chiarezza di posizione nei confronti del sistema professionale e delle imprese, affinché si possa lavorare nel rispetto degli indicatori e delle soglie a tutela della salute delle persone.”
Così l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, in occasione della sigla dell’intesa con il vicepresidente provinciale di Confcommercio Udine e presidente di Fipe-Federazione italiana pubblici esercizi, Antonio Dalla Mora, alla presenza di Cristian Vida, coordinatore del progetto per Confcommercio, e dei rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico e dell’Università degli Studi di Udine.
L’iniziativa scaturisce dalla necessità di recepire l’evoluzione delle norme comunitarie, con particolare riferimento al regolamento sui controlli ufficiali 625/2017, che ha imposto una revisione complessiva delle attività sia del controllo pubblico che degli operatori del settore alimentare.
Il progetto coinvolge settori strategici della filiera produttiva regionale quali le carni – con un’attenzione specifica all’export del San Daniele – il comparto lattiero-caseario, la grande ristorazione, la grande distribuzione e il settore dei vegetali.
Il percorso prevede l’attivazione di dieci tavoli tecnici paritetici che vedranno il coinvolgimento di circa 50 imprese e relativi esperti di tutta la regione, chiamati a confrontarsi per superare le criticità legate all’applicazione della normativa europea e nazionale in materia di igiene e sistema HACCP. Nei gruppi opereranno fianco a fianco tecnici delle Aziende sanitarie, tecnologi e responsabili di produzione per definire strumenti tecnici condivisi a supporto sia delle attività ispettive che della produzione.
Alla Direzione centrale Salute spetterà il coordinamento tecnico-scientifico e la valutazione finale dei documenti prodotti, mentre l’Università di Udine assicurerà il monitoraggio e la validazione scientifica attraverso il Comitato di indirizzo. Il documento finale costituirà una piattaforma comune per fornire ai consumatori standard di sicurezza sempre più elevati.