Sul palco del Tiere uno degli appuntamenti più affascinanti del festival. Nel pomeriggio archi e balestre, filosofia e attività per i più piccoli

Dopo aver attraversato la tragedia greca, il mito e la scena contemporanea, il Tiere Teatro Festival guarda sabato 29ve agosto verso l’Oriente e porta al Forte di Osoppo una delle più affascinanti tradizioni teatrali del mondo, il Kathakali, con lo spettacolo “L’Età Divina degli Scherzi”, in programma alle 21 sul palco principale. Una serata in cui danza, musica, gesto rituale e narrazione si fondono in un linguaggio scenico di straordinaria forza visiva, per accompagnare il pubblico nel cuore del Mahabharata, il grande poema epico dell’India antica.

E per il pubblico del Festival l’esperienza comincerà ancora prima dello spettacolo. Dalle 19, infatti, sarà possibile entrare nei camerini del palco principale per assistere al “Kathakali Backstage”, osservando da vicino le diverse fasi della preparazione del volto e scoprendo il significato simbolico di colori, linee e forme che distinguono eroi, divinità, demoni e creature mitologiche.

La tradizione millenaria del Kathakali

A portare in scena lo spettacolo saranno Ruben Manenti, Simone Noris e Alessandro Rigoletti, nella produzione del Teatro Tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche. Al centro del racconto c’è Bhima, eroe del Mahabharata, impegnato nella ricerca del prezioso fiore saugandhika, richiesto dalla moglie Draupadi. Il suo viaggio attraverso foreste misteriose e creature leggendarie lo condurrà all’incontro con Hanuman, il dio-scimmia che lo sottoporrà a una serie di prove destinate a misurare non soltanto la sua forza, ma soprattutto la sua capacità di comprendere il valore dell’umiltà, della saggezza e della conoscenza di sé.

“L’Età Divina degli Scherzi” diventa così molto più di una semplice rappresentazione teatrale. È un viaggio dentro una tradizione millenaria, quella del Kathakali, nato nella regione del Kerala nel XVII secolo e caratterizzato da una tecnica rigorosa, costumi monumentali, trucchi simbolici e un sofisticato linguaggio del corpo. Gesti codificati, espressioni facciali e movimenti diventano strumenti per raccontare la storia, trasformando ogni gesto in una forma di poesia visiva.

Una dimostrazione di come il mito possa continuare a parlare all’uomo contemporaneo attraverso linguaggi e culture differenti.

Una giornata tra scenografia, antiche armi, filosofia e creatività

La giornata di sabato prenderà il via già alle 10, al Teatro della Corte di Osoppo, con il Laboratorio di scenografia antica, che proseguirà fino alle 17 sotto la guida della scenografa Luigina Tusini. Un’occasione per avvicinarsi alla costruzione dello spazio scenico e al mondo della rappresentazione teatrale attraverso un’attività pratica. Alle 16, sul prato del Forte di Osoppo, sarà invece protagonista la storia delle antiche armi con l’incontro/dimostrazione “L’Arte di Archi e Balestre antiche”, realizzato con gli Arcieri e Balestrieri di Cividale. Alle 17 tornerà la Passeggiata filosofica al Forte di Osoppo, mentre alla stessa ora, al prato del Teatro della Corte, spazio ai più piccoli con il Laboratorio di Archimede, attività creativa e storie pensata per bambini dai 6 ai 10 anni, a ingresso libero e con prenotazione consigliata.