DA SUSAN CHOI A ANDREW SEAN GREER, DA SALMAN RUSHDIE A MICHEL HOUELLEBECQ, DA JEAN ECHENOZ A LEILA SLIMANI, ASSAF GAVRON, STEFANIA AUCI, MAURO COVACICH, MAURIZIO DE GIOVANNI, LAURA MORANTE, VIOLA ARDONE, MAURO CORONA, WALTER SITI, ENRICO GALIANO, OSCAR FARINETTI, ANDREA MAGGI, ILARIA TUTI, ANTONIO MANZINI, ERALDO AFFINATI, MATTEO BUSSOLA, SERENA BORTONE, GIOVANNI GRASSO, ERRI DE LUCA, STEFANI ANDREOLI, CSABA DALLA ZORZA, GIANNI RIOTTA, ANDREA PENNACCHI, ROMANA PETRI. NEL CARTELLONE 2026 UN RECORD DI ANTEPRIME: IL “DONO” DEGLI AUTORI E AUTRICI OSPITI AL PUBBLICO DEL FESTIVAL.

Ci sono momenti storici nei quali la letteratura non si limita a raccontare il mondo, ma si assume il compito di radiografarne le fratture profonde, le verità più scomode e le contraddizioni latenti, ma anche le visioni di speranza e le prospettive di riscatto che si aprono sul futuro. La 27^ edizione di pordenonelegge, Festa del libro e della libertà, in programma dal 16 al 20 settembre 2026, si apre esattamente sotto questo segno: trasformando la città in un polo culturale dove convergono i nodi cruciali del nostro tempo. Promosso da Fondazione Pordenonelegge.it, il festival schiera un palinsesto vastissimo dedicato agli incontri di letteratura e saggistica: un cartellone che supera quest’anno ogni record per densità e pluralismo delle voci, mettendo a confronto generi e generazioni. A dare il via a questa cinque giorni di riflessioni letterarie sarà un grande protagonista, Salman Rushdie, atteso mercoledì 16 settembre al Teatro Verdi per l’inaugurazione del festival, mentre la giornata conclusiva vedrà la straordinaria partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (domenica 20 settembre), chiamato a suggellare un’edizione che elegge il tarassaco – fiore spontaneo che fende il cemento – a perfetta metafora di una lettura libera e democratica.

Il panorama internazionale si conferma di straordinario spessore, evidenziando la caratura globale del festival come finestra aperta sulle realtà più lontane del pianeta. Fra gli appuntamenti più attesi: l’anteprima italiana del nuovo romanzo del Premio Pulitzer Andrew Sean Greer (venerdì 18 settembre), il romanzo Villa Coco, una raffinata e ironica commedia di formazione edita La nave di Teseo, ambientata alla fine degli anni Novanta tra le colline toscane e le passioni per l’arte. La grande narrativa mitteleuropea troverà voce nell’anteprima del giovane autore ungherese Nelio Biedermann (sabato 19 settembre) che svelerà “Lázár”, un’imponente saga familiare pubblicata da Guanda, nella quale attraversiamo oltre mezzo secolo di storia dell’Europa centrale, fra le persecuzioni del Novecento e la dissoluzione degli imperi. Dall’Olanda arriveranno invece, sempre in anteprimaKader Abdolah (sabato 19 settembre) per reinterpretare in chiave epica e autobiografica la figura del profeta persiano in Parla Zarathustra (Iperborea) e il giovane Tiemen Hiemstra (domenica 20 settembre), protagonista con l’anteprima di W (Adelphi), un romanzo che esplora i confini sottili tra amicizia, identità reale e universo digitale. Gli occhi del pubblico saranno puntati sulla prima presentazione della nuova fatica di Michel Houellebecq (domenica 20 settembre): Si perde sempre titola la monumentale opera omnia poetica (La nave di Teseo) he raccoglie l’intera produzione in versi dell’autore offrendo uno sguardo disincantato sul destino dell’uomo contemporaneo. La complessa eredità del dopoguerra prenderà corpo nelle pagine della scrittrice francese Bérénice Pichat (sabato 19 settembre) con l’anteprima di La piccola cameriera (Salani), una claustrofobica indagine sui sentimenti all’interno di una casa borghese ferita dal primo conflitto mondiale, mentre il maestro della narrativa francese Jean Echenoz (domenica 20 settembre) sceglie il festival per l’anteprima di Bristol (Adelphi), un raffinato labirinto di finzioni cinematografiche e inganni narrativi attorno a un regista di serie B. Lo sguardo civile sulle ferite aperte del mondo contemporaneo sarà poi affidato al grande autore israeliano Assaf Gavron (domenica 20 settembre), autore di Seguendo le tracce (Giuntina), un affresco corale sulla riconciliazione seguendo le vite di quattro amici dagli anni Ottanta a oggi, in anteprima nazionale al festival, come la nuova opera della scrittrice franco-marocchina Leila Slimani (domenica 20 settembre), Porterò il fuoco (La nave di Teseo), nata da una notte in solitudine a Punta della Dogana. Mentre la polacca Anna Kańtoch (domenica 20 settembre) condurrà il pubblico in un’indagine cupa nella Slesia di fine millennio.

Sul versante della narrativa e della saggistica italiana, pordenonelegge si offre come un ricco mosaico di storie inedite. Fa il suo ingresso nella narrativa italiana una delle più amate protagoniste della scena contemporanea. Laura Morante (sabato 19 settembre) presenta un mosaico di racconti con filo rosso musicale, ambientati nella Roma degli anni Sessanta. Le radici calde e complesse del Meridione riaffioreranno con la presentazione in anteprima di Cunti, storie, romanzi. I libri della mia vita (Mondadori ragazzi), dove l’autrice, Stefania Auci, racconta i libri della sua formazione attraverso un elogio alla magia della lettura e alla libertà di scegliere ciascuno la propria storia. (sabato 19 settembre). Enrico Galiano (mercoledì 16 settembre) racconta di un misterioso incontro fra due ragazzi svela come il modo migliore per affrontare un incubo sia imparare insieme a riderci sopra e Andrea Maggi (venerdì 18 settembre) nel suo nuovo romanzo di formazione intenso e profondo trasforma l’Odissea in uno specchio della crescita adolescenziale. Mentre Francesca Giannone (sempre sabato 19 settembre) guiderà il pubblico nel Salento degli anni Sessanta per narrare una rivoluzione domestica guidata da quattro sorelle. Il viaggio nel Sud Italia continuerà con l’anteprima di Antonella Cilento (giovedì 17 settembre), La fabbricante di isole, (Bottega Errante) e con Francesca G. Marone (sabato 19 settembre), capace di intrecciare i destini storici di tre donne straordinarie. Le ferite profonde della memoria bellica e del territorio saranno invece esplorate da Ilaria Tuti (giovedì 17 settembre), che darà voce alla Carnia invasa dai cosacchi in un racconto aspro di violenza e compassione.

La riflessione sul presente si sposterà sui nodi delle relazioni familiari, della cura e della fragilità intergenerazionale. Le crepe della famiglia borghese e l’universo dell’adolescenza saranno analizzati nel romanzo della psicoanalista Stefania Andreoli (venerdì 18 settembre). Il valore salvifico dell’insegnamento e dell’istruzione guiderà il romanzo autobiografico di Eraldo Affinati Nella palude del padre, in anteprima a pordenonelegge venerdì 18 settembre (Feltrinelli Gramma): una vicenda dolorosa di passioni recise, delusioni, amarezze, sogni infranti e avventure segrete, ma anche una storia di possibile riscatto e sorprendente redenzione. L’anteprima del romanzo di Roberta Di Lorenzo (giovedì 17 settembre), Dimmi che rimani (Garzanti), racconterà la fragilità di una sedicenne ricoverata in ospedale. Storie di riscatto sono racchiuse negli oggetti usati descritti da Matteo Bussola (giovedì 17 settembre), Serena Bortone (sabato 19 settembre) seguirà tre donne nel corso di quattro decenni di storia italiana, Mauro Covacich (domenica 20 settembre) proporrà una favola moderna sulle geometrie imprevedibili dei sentimenti, Andrea Vitali (venerdì 18 settembre) torna nella Bellano del 1931 con una vicenda irresistibile sospesa tra ospedale, convento, cimitero e pettegolezzo; Dario Voltolini (sabato 19 settembre) racconta della missione vitale e poetica di rotolacampo che deve un terreno dignitoso per disperdere i propri semi e garantire il futuro; Csaba dalla Zorza (sabato 19 settembre) racconterà la ricerca della felicità in una Provenza densa di silenzi familiari.

Torna alla saga dei Dos Santos con una storia sulla fine di un amore e sull’abbandono, la penna di Romana Petri (domenica 20 settembre), Elena Rui (sabato 19 settembre) ricostruisce l’improvviso lutto per la morte di Albert Camus attraverso lo sguardo delle quattro donne della sua vita mentre Anna Katharina Fröhlich (domenica 20 settembre) percorrerà le vicende di una ragazza che nel suo viaggio in India si farà ammaliare da un guidatore di risciò verso un futuro di libertà.

Daria Bignardi (giovedì 17 settembre) presenterà un intenso memoir che trasforma l’isolamento da fatto privato a condizione collettiva della nostra epoca, mentre Concita De Gregorio (giovedì 17 settembre) proporrà un coro di voci e incontri capaci di scorgere la luce anche davanti all’abisso della malattia. Lo scrittore friulano Mauro Corona (domenica 20 settembre) svelerà in anteprima il suo romanzo più intimo, Felice (Giunti), dando voce al fratello scomparso tragicamente nel 1968, mentre Elena Varvello (sabato 19 settembre) esplorerà i sentimenti in un’Italia segnata dalla povertà e dal fascismo. La questione generazionale prenderà la forma di un vero e proprio processo con Erri De Luca (mercoledì 16 settembre), che metterà in scena un vecchio scrittore chiamato a rispondere davanti a un tribunale di giovani, mentre Dario Ferrari (venerdì 18 settembre) adotterà un registro sarcastico per raccontare il mondo editoriale e il rapporto tra padri e figli, e Giovanni Grasso (sabato 19 settembre) arriva con un’indagine sulle comunità apocalittiche.

Il romanzo di genere poliziesco e il giallo legale occuperanno uno spazio di assoluto rilievo, confermandosi strumenti affilati per radiografare le contraddizioni della società contemporanea. Alessandro Robecchi (giovedì 17 settembre) orchestrerà una commedia nera nella Milano cinica, mentre Antonio Manzini (giovedì 17 settembre) riporterà in scena il vicequestore Rocco Schiavone attraverso racconti brevi. I meandri oscuri dell’arte contemporanea saranno battuti dal magistrato Manrico Spinori nato dalla penna di Giancarlo De Cataldo (venerdì 18 settembre), mentre Cristina Cassar Scalia (venerdì 18 settembre) riaprirà un mistero sepolto tra le terme romane di Catania. Il maestro del noir partenopeo Maurizio de Giovanni (sabato 19 settembre) sigillerà il tempo sospeso della lotta armata nell’atteso capitolo conclusivo della saga dell’Orologiaio, Viola Ardone (giovedì 17 settembre) seguirà la storia del piccolo Kostya che fugge dalla guerra in Ucraina, mentre Daniele Mencarelli (giovedì 17 settembre) cambierà scenario immergendosi nelle campagne di Latina. I segreti familiari si intrecceranno nella Pisa di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone (sabato 19 settembre), laddove Gianni Riotta (domenica 20 settembre) spingerà il genere verso il thriller geopolitico globale tra fake video e intelligenza artificiale e Andrea Pennacchi (mercoledì 16 settembre) renderà omaggio a Shakespeare rendendolo protagonista di una indagine letteraria, teatrale e criminale. Le indagini storiche nella Bari del 1911 saranno firmate da Michele Emiliano (domenica 20 settembre), mentre Giuseppe Tonutti (venerdì 18 settembre) introdurrà il filone del giallo legale affrontando il tema dell’eutanasia, e Piergiorgio Pulixi (sabato 19 settembre) tornerà sulle avventure del celebre libraio-investigatore Marzio Montecristo con Il fattore gatto (Marsilio).

La forma del dialogo e il confronto diretto diventeranno la cifra stilistica caratteristica di questa edizione, offrendo occasioni inedite per sparigliare le carte tra autori e generi differenti. Due modi diversi di esplorare il mistero vedranno confrontarsi Tullio Avoledo e Fabiano Massimi (sabato 19 settembre), sospesi tra le ombre digitali del presente e i delitti rituali della Roma settecentesca. Le geografie del giallo si incroceranno nel dialogo tra Serena Cappellozza e Bruno Gambarotta (giovedì 17 settembre), così come nell’incontro tra Francesco Musolino e Carlo Calabrò (venerdì 18 settembre). I legami interrotti e il pudore della memoria tra padri e figli saranno al centro del dialogo fra Andrea Vianello, in anteprima al festival con I figli si baciano di notte (Solferino), una storia piena di vita con i padri resi muti dal pudore dei sentimenti e le famiglie che cambiano, e Luigi Nacci (venerdì 18 settembre); mentre le sfide di giovani donne costrette a reinventarsi saranno raccontate da Barbara Bellomo e Ludovica Elder (sabato 19 settembre).

Oscar Farinetti e Piercarlo Grimaldi (sabato 19 settembre) rileggeranno i miti antichi e le parole di Omero per dimostrare come i grandi classici siano pilastri fondamentali per salvare la memoria culturale, l’immaginazione e la capacità di raccontare storie. La lingua italiana si trasformerà in un divertente viaggio in mongolfiera grazie ai linguisti Valeria Della Valle e Giuseppe Patota (sabato 19 settembre), pronti a proporre ottanta giochi linguistici tra enigmi e trasformazioni delle parole, mentre il saggista Andrea Segrè e il poeta Davide Rondoni (giovedì 17 settembre) intrecceranno la povertà francescana con la sobrietà contemporanea. Infine, lo scrittore Marco Balzano e l’agente letterario Piergiorgio Nicolazzini (venerdì 18 settembre) faranno il punto sulla straordinaria fortuna dei romanzi italiani all’estero e le due scrittrici Giulia Dal Mas e Silvia Dai Pra’ (giovedì 17 settembre) dialogheranno su storei di donne che devono scegliere chi diventare dentro luoghi che trattengono e feriscono. Le biografie e le riletture storiche completeranno l’affresco culturale: Francesco Piccolo (sabato 19 settembre) esplorerà il privato malinconico di Totò, Stefano Petrocchi (venerdì 18 settembre) rievocherà la complessità di Maria Bellonci, e Valeria Parrella (domenica 20 settembre) ridarà vita a una Giovanna d’Arco indomita. Il destino e la forma stessa della scrittura saranno messi sotto processo da Walter Siti (venerdì 18 settembre), intenzionato a esaminare la mutazione del romanzo da genere scandaloso a prodotto addomesticato, mentre Mario Andreose (giovedì 17 settembre) racconterà la propria educazione veneziana nello specchio della rinascita italiana. Il quadro della narrativa contemporanea si arricchirà infine con le prove d’autore di Hazel Riley (giovedì 17 settembre), Beatrice Camerin (venerdì 18 settembre), Giorgio Costacurta (mercoledì 16 settembre), Francesco Antonini (venerdì 18 settembre) proiettato in un futuro sorvegliato dalla tecnologia, Pier Giorgio Gri (sabato 19 settembre) immerso nelle passioni politiche della Udine degli anni Settanta, gli studi sulla lingua di William Cisilino e Flavio Santi (giovedì 17 settembre), e la scrittura corporea di Sonia Lisco (venerdì 18 settembre). La storia collettiva e i confini contesi dell’Adriatico riprenderanno vita nel dialogo tra Paolo Marsich e Francesca Silvestre (sabato 19 settembre), e da Matteo Mantoani (giovedì 17 settembre), autore di un affresco d’epoca ambientato tra il Friuli e l’Austria. Mentre il cammino di tre ragazze nel Friuli rurale di fine Ottocento sarà tracciato da Elena Commessatti (sabato 19 settembre). Le sfide del viaggio e l’esplorazione geografica saranno invece al centro dell’anteprima di Emilio Rigatti e Amedeo Lovisoni (sabato 19 settembre) con l’anteprima di A Kabul per una luce accesa(Ediciclo), pronti a ripercorrere un’avventura su una Willys del 1953.

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