Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”, venerdì 4 settembre alle 18.30, alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, avrà luogo la presentazione del catalogo “Leonor Fini. Memorie triestine” (ed. Istituto Italiano di Cultura di Parigi) con testi del direttore Diego Marani, scrittore e glottoteta di valenza internazionale, e di Marianna Accerboni, ideatrice e curatrice della mostra e degli eventi collaterali, che ha inserito nel volume notizie e immagini inedite provenienti dalle sue ricerche. Seguiranno la presentazione dei profumi “Lolò” e “Kot”, creati da Accerboni per interpretare la duplice e complessa personalità della Fini e realizzati in edizione limitata, e la proiezione di due video dedicati alla celebre artista di madre e formazione triestine: uno, inedito, ambientato a Parigi e uno ambientato nella sua casa di Saint-Dyé-sur-Loire, a Sud della capitale francese. Seguiranno una visita guidata con la curatrice (€ 5,00) e un brindisi offerto dall’Azienda Benjamin Zidarich.

Leonor Fini amava molto le fragranze e nel ‘36 aveva disegnato un flacone per il profumo Shocking di Elsa Schiapparelli, la grande sarta italiana che in quegli anni aveva inventato il colore rosa shocking e da Parigi stava sfondato nel mondo. La Fini, divenuta, grazie anche al suo corpo flessuoso, la testimonial di Schiapparelli, per il profumo della maison aveva disegnato un’iconica boccetta, oggi molto ricercata dai collezionisti del vintage, con la forma di un busto da sartoria ispirato alle famose curve dell’attrice Mae West, cliente della Schiapparelli che, non amando l’aereo, si faceva inviare gli abiti da Parigi direttamente negli Stati Uniti. Per Leonor Marianna Accerboni ha ideato due fragranze: “Lolò”, come la pittrice veniva chiamata a Trieste da ragazza, e “Kot”,che in polacco significa gatto, soprannome con cui la Fini chiamava Costantin Jelenski, importante intellettuale di Varsavia che, in un ménage à trois con Stanislao Lepri, fu una presenza fondamentale nella sua vita.
“Lolò” è un eau de parfum intensa e sensuale, che interpreta la personalità dell’artista attraverso note di testa d’ispirazione mitteleuropea, tra cui cumino e cannella, di cuore come per esempio lo zenzero e note di fondo, tra cui l’ambra. “Kot” interpreta invece quella traccia sottilmente androgina che s’intuisce nella personalità della Fini e quella efebica dei suoi compagni prediletti attraverso note tra cui emergono il fico e la tuberosa. Ambedue le fragranze sono realizzate utilizzando componenti a base di estratti naturali provenienti da coltivazioni biologiche e biodinamiche, che caratterizzano gli oli essenziali e l’alcool derivante dalla canna da zucchero presenti in ambedue i profumi.
L’evento è inserito nella rassegna “Una Luce sempre accesa”, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste.
Sabato 5 e domenica 6 settembre alle 18 avrà luogo una visita guidata condotta dalla curatrice, seguita da una degustazione di vini offerta dall’Azienda Benjamin Zidarich.
L’incontro si situa nel fine della mostra – realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, il sostegno, tra gli altri, delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e il media partenariato de Il Piccolo – che mira ad approfondire la personalità e l’opera di Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina nell’ottica dell’innovazione cui aderirono. Tutte formatesi, eccetto la più giovane Miela, a stretto contatto con il colto milieu internazionale e d’avanguardia che connotava allora Trieste, in cui già brillavano personaggi triestini loro coetanei, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale: tra questi, il futuro gallerista Leo Castelli e Bobi Bazlen, il famoso critico, estetologo e artista Gillo Dorfles, il grande traghettatore della letteratura dell’Est europeo in Italia, accanto a Italo Svevo e Umberto Saba. Poliedriche, indipendenti sul piano personale e professionale e grandi viaggiatrici, queste artiste furono a contatto con le avanguardie internazionali, da cui trassero linfa, novità e ispirazione.

La mostra è promossa dall’Associazione Foemina APS di Trieste e realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, ideata e curata da Marianna Accerboni.
Media partner Il Piccolo, quotidiano di Trieste / Gruppo editoriale Nem
Con il sostegno di
Fondazione CRTrieste, Le Fondazioni Casali, Ciaccio Arte / Big Broker Insurance Group (Milano), Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina, Trieste), Videoest Trieste, Gruppo Ermada Trieste, Finzi Carta Trieste
DOVE: Sala Luttazzi / Magazzino 26 / Porto Vecchio / Trieste
DATA e ORARIO APPUNTAMENTO COLLATERALE: 4 settembre ore 18.30
DATE MOSTRA: 24 luglio_27 settembre 2026
ORARIO MOSTRA: giovedì 16_20 / venerdì, sabato, domenica e festivi 11_20 / autobus linea 20, fermata Porto Vivo Porto Vecchio – Generali Convention Center)
INGRESSO MOSTRA € 5 / VISITA GUIDATA € 5