Nasce all’Università di Udine un progetto internazionale, il primo del genere a livello italiano, per completare la formazione di nuovi infermieri provenienti dall’Argentina. L’Ateneo friulano, infatti, ha attivato una collaborazione con l’Istituto universitario italiano (IUNIR) di Rosario. Si tratta di un ateneo specializzato nelle scienze della salute, con circa la metà degli iscritti di origine italiana, che conta molti corsi di area medico-sanitaria fra i quali quello in infermieristica con un migliaio studenti. Una partnership formalizzata con accordi bilaterali e sancita da una visita di tre giorni all’ateneo friulano della vice rettrice Karina Elmir. Grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia l’iniziativa sarà operativa dal prossimo anno accademico. Consentirà all’Università di Udine di ospitare 15 laureati argentini, oltre che dal Ghana, per iscriverli al corso di laurea in Infermieristica e quindi ottenere la laurea anche in Italia attraverso un percorso di equipollenza.
La professoressa Elmir ha dapprima incontrato a Palazzo Antonini-Maseri: il prorettore Giorgio Alberti, il delegato all’internazionalizzazione, Enrico Salvati, e i responsabili del progetto accademico, Alvisa Palese e Silvio Brusaferro. Era presente anche il vice presidente della Fondazione Friuli, Guido Nassimbeni.
Ha quindi visitato il Dipartimento di Medicina guidata dal direttore Gianluca Tell e dalla vicecoordinatrice del corso di laurea in Medicina e chirurgia, Miriam Isola. Assieme a loro i professori Palese e Brusaferro e la responsabile dei servizi dipartimentali, Sonia De Marchi. Elmir, inoltre, ha visitato il Centro di alta simulazione e formazione del dipartimento, il cosiddetto “ospedale simulato” dell’ateneo friulano. Ad accompagnarla sono stati il direttore del Centro, Vittorio Bresadola, e il delegato dipartimentale per i rapporti con il Servizio sanitario regionale e con l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Paolo Lanzetta.
Oggi, a Palazzo Antonini Maseri, si tenuto un incontro con, fra gli altri: l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi; l’addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, Salvatore Barba, in collegamento, e, per l’ateneo, il prorettore Giorgio Alberti, i professori Brusaferro e Palese e il direttore generale, Gabriele Rizzetto.

Il progetto
Il progetto prevede che i candidati laureati saranno iscritti direttamente al secondo o terzo anno del corso di laurea in Infermieristica del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine per ottenere l’equipollenza del loro titolo di laurea. Grazie all’impegno della Regione Friuli Venezia Giulia ciascuno beneficerà di un contributo per l’intera durata del percorso formativo. L’aiuto economico, oltre a sostenere gli aspetti logistici e assicurativi, prevede anche la partecipazione a corsi di lingua italiana.
Gli studenti, dal canto loro, dovranno rispettare vincoli accademici e professionali rigorosi. I beneficiari dovranno seguire consecutivamente gli anni dei corsi di laurea previsti. Inoltre, dovranno conseguire almeno il 60% dei crediti formativi annuali previsti. Dopo la laurea è stato introdotto un vincolo occupazionale. I laureati si impegnano a partecipare alle procedure selettive del Servizio sanitario regionale (Ssr) nei tre anni successivi all’ottenimento del titolo. In caso di assunzione, c’è l’obbligo di rimanere all’interno degli enti del Servizio sanitario regionale per almeno cinque anni. Il venir meno dei requisiti accademici e degli obblighi occupazionali comporta la revoca e la decadenza immediata dal beneficio.
«Collegare il Friuli con l’Argentina significa continuare e ricreare connessioni internazionali concrete – ha spiegato il professor Silvio Brusaferro –. In questo, va riconosciuto il merito dell’Ente Friuli nel Mondo, che ha contribuito a costruire un primo ponte. Ora viene la sfida più importante, dare, grazie alla fattiva collaborazione di tutte le istituzioni coinvolte, concretezza al progetto trasformandolo in valore e far sì che produca opportunità per le persone, per i territori e per le istituzioni coinvolte» ha rimarcato Brusaferro.
«Per riuscirci – ha sottolineato la professoressa Alvisa Palese – servono impegno, professionalità e generosità per una Università di Udine del futuro sempre più aperta, internazionale e capace di costruire relazioni che superino i confini geografici e condividere un know how riconosciuto a livello internazionale come in questo caso per le scienze infermieristiche».
«Questa opportunità – ha evidenziato il prorettore Giorgio Alberti – arriva, inoltre, in un momento particolarmente favorevole: possiamo contare su docenti con un importante profilo internazionale che stanno dimostrando non solo la propria competenza, ma anche una grande generosità nel mettere esperienze, relazioni e professionalità al servizio di questo progetto».
L’Istituto universitario italiano
L’Istituto universitario italiano di Rosario (Iunir) offre corsi con titoli di studio universitari e post-laurea legati alle scienze della salute con validità nazionale. Inaugurato nel 2001. In un quarto di secolo l’Istituto è cresciuto e consolidato la sua qualità educativa con accordi nazionali e internazionali. Ha, inoltre, ampliato la proposta accademica con sempre nuovi corsi di laurea e post laurea, compreso il dottorato, di aggiornamento professionale, di formazione a distanza e corsi di lingua.