I Campionati Europei di Ciclismo su Strada rendono omaggio alla Slovenia, uno dei paesi che hanno dominato la scena mondiale nell’ultimo decennio. Un’occasione per conoscere da vicino le strade dove sono cresciuti grandi campionesse e campioni come Urška Žigart, Tadej Pogačar, Primož Roglič e l’astro nascente Jakob Omrzel.

Gli appassionati di ciclismo si sono abituati, negli ultimi dieci anni, a vedere i ciclisti sloveni protagonisti ai grandi appuntamenti del calendario mondiale. Per la prima volta, dal 2 al 7 ottobre 2026, sarà proprio la Slovenia stessa al centro dei riflettori del mondo delle due ruote, ospitando l’edizione 2026 dei Campionati Europei di Ciclismo su Strada UEC 2026.

Oltre 800 atleti, più di 50 Paesi e 14 gare distribuite su sei giornate: si trattadel più importante evento ciclistico mai ospitato dall’indipendenza della giovane Repubblica di Slovenia, che premia un Paese dove, oltre i grandi successi agonistici, la bici è un elemento caratterizzante della quotidianità. La natura, il paesaggio e l’amore per lo sport sono le fondamenta su cui sono cresciuti i migliori atleti sloveni di oggi, compresi i ciclisti.

Se il primo gande nome della golden age del ciclismo è stato Primož Roglič, primo sloveno a vincere un Grand Tour con la Vuelta 2019 e poi capace di conquistarla altre tre volte, dal 2020 il simbolo assoluto di questa generazione è Tadej Pogačar: uno dei corridori più vincenti della storia recente del ciclismo mondiale e campione del Mondo in carica. A loro si affianca oggi, una nuova generazione: alla Vuelta appena conclusa, accanto allo straordinario secondo posto di Roglič, protagonista il ventenne Jakob Omrzelsesto nella Classifica Generale,che ha anche conquistato la sua prima vittoria da professionista, diventando il più giovane sloveno di sempre a vincere una tappa in un Grande Giro.

Dalla terra dei campioni a destinazione per ciclisti

I risultati dei professionisti, del resto, raccontano soltanto una parte della storia. In Slovenia la bicicletta è diventata negli anni anche un vero prodotto turistico, costruito intorno a un territorio particolarmente adatto al ciclismo su strada: abbastanza compatto da permettere di passare nell’arco di un viaggio dalle salite alpine alle colline vitate, dalle pianure orientali alle strade dal clima mediterraneo.

Oggi 14 aree del Paese rispondono agli standard per le destinazioni ciclistiche sviluppati dall’Ente Sloveno per il Turismo insieme all’associazione Hiking & Biking Slovenia. Non si tratta soltanto di avere belle strade su cui pedalare: il sistema tiene conto anche della presenza di percorsi segnalati e cartografati, punti informativi, guide, noleggio e assistenza tecnica e, soprattutto, di strutture ricettive specializzate nell’accoglienza dei ciclisti.

Una base organizzata che permette alla Slovenia di rivolgersi non soltanto al cicloturista, ma anche a chi costruisce la propria vacanza intorno alle uscite su strada, cercando servizi adeguati e la possibilità di combinare la bici con gastronomia, natura e piccoli centri storici.

Un percorso sportivo, una cartolina dalla Slovenia

C’è già un primo verdetto da questi Europei: non vincerà Pogačar. Il campione sloveno, detentore del titolo continentale, sarà infatti costretto a rinunciare alla gara di casa dopo l’infortunio rimediato alla Vuelta. Un’assenza pesante, cui si aggiunge con grosse probabilità quella di Urška Žigart. Tuttavia, non mancherà lo spettacolo, nonché un terreno di sfida avvincente tra alcune regioni particolarmente affascinanti della Slovenia centrale. Le prove principali partiranno, infatti, dal cuore di Lubiana, con il gruppo che attraverserà il centro della capitale e passerà anche accanto al celebre Triplice Ponte, prima di lasciare la città e dirigersi verso la Slovenia alpina. Da qui la corsa toccherà Škofja Loka, Kranj, l’Arboretum Volčji Potok e Kamnik, per raggiungere infine Šenčur e il circuito conclusivo ai piedi delle Alpi di Kamnik e della Savinja.

È una successione di paesaggi che racconta bene perché la Slovenia sia diventata una destinazione particolarmente interessante per il ciclismo su strada: dalla dimensione urbana e verde di Lubiana alle città storiche, fino alle strade che si arrampicano verso le Alpi. A Kranj il centro storico si affaccia sulla spettacolare gola del Kokra; Kamnik apre invece le porte al mondo alpino e a un territorio che i ciclisti sloveni conoscono molto bene.

Proprio da Kamnik parte, ad esempio, uno degli itinerari su strada più impegnativi e scenografici del Paese: un anello di circa 130 chilometri intorno alle Alpi di Kamnik e della Savinja, attraverso tre valichi e con sconfinamento in Austria prima del ritorno in Slovenia.

Nel tratto conclusivo, la cartolina lascia spazio alla selezione sportiva: il circuito attorno a Šenčur sale verso Možjanca, sfiora l’area di Krvavec e passa nei pressi del castello di Strmol, con le Alpi a fare da sfondo.

È qui che il paesaggio visto fino a quel momento diventa anche il terreno su cui si infiamma la gara.

Tre itinerari autunnali in Slovenia prima di tornare sui rulli per l’inverno

Gli Europei di ciclismo arrivano in Slovenia nei primi giorni di ottobre, quando per molti amatori la stagione comincia a volgere al termine. Ma prima di tornare sui rulli per l’inverno e a pedalare fissando le pareti del garage, c’è ancora tempo per qualche bella uscita su strada. In Slovenia l’autunno si presta bene soprattutto alle zone collinari e vinicole, dove le temperature restano più miti e il paesaggio cambia completamente volto tra vigneti, boschi e piccole città. Ecco tre itinerari da non perdere:

Brda, tra vigne e ulivi

Nel Collio sloveno l’autunno si pedala tra colline terrazzate, vigneti e piccoli borghi, lungo una rete di oltre 280 chilometri di percorsi ciclabili. Finita la vendemmia, qui si avvicina un altro momento importante dell’anno agricolo: tra ottobre e novembre comincia la raccolta delle olive. A Brda crescono più di 40.000 ulivi, una presenza meno conosciuta rispetto alla vite ma profondamente legata al paesaggio e alla cucina di questa parte della Slovenia. Tra una salita e l’altra, quindi, il viaggio può continuare nelle cantine e nei frantoi, assaggiando l’olio nuovo appena spremuto.

Maggiori informazioni: Percorsi ciclistici | Olio d’oliva | Vino

Jeruzalem, dalla zucca allo Šipon

Si dice che in Slovenia esista un muro invisibile che divide il paese in due, a tavola: a ovest, verso il Mediterraneo, domina l’olio d’oliva; andando verso est, il testimone passa all’olio di semi di zucca, scuro e intenso, ingrediente immancabile della cucina della Štajerska e del Prekmurje. A raccontare il passaggio basta una pedalata: 27 chilometri da Središče ob Dravi a Kog, dal frantoio dove si produce l’olio di zucca ai vigneti dello Šipon, il vitigno simbolo della zona. In mezzo ci sono le colline della Prlekija, le strade del vino e, in autunno, i klopotec, le grandi raganelle di legno che risuonano tra i filari per spaventare gli storni. Un itinerario che, più che inseguire il cronometro, invita a capire come cambia la Slovenia chilometro dopo chilometro.

Maggiori informazioni: Gastronomia | Percorsi ciclabili

Solčava, l’ultima montagna prima dell’inverno

Per chi non vuole ancora rinunciare alle Alpi, la Strada panoramica di Solčava è una delle ultime belle occasioni della stagione. Corre per 37 chilometri ai piedi delle Alpi di Kamnik e della Savinja, tra boschi, vallate e fattorie di montagna, e può essere percorsa anche in bicicletta; per un’uscita più breve ci si può concentrare sul tratto centrale di 21 chilometri, quasi interamente asfaltato. In ottobre, naturalmente, conviene tenere d’occhio il meteo: le condizioni in montagna possono cambiare rapidamente. Ma nelle giornate limpide il premio è notevole, con i boschi che cominciano a cambiare colore e le cime alpine a fare da sfondo.

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