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BOSTON MARRIAGE DI DAVID MAMET, CON MARIA PAIATO E MARIANGELA GRANELLI PER LA REGIA DI GIORGIO SANGATI AL TEATRO ROSSETTI DI TRIESTE

Inserito da Paolo Bencich | Feb 24, 2025 | Spettacoli ed Eventi | 0 |

BOSTON MARRIAGE DI DAVID MAMET, CON MARIA PAIATO E MARIANGELA GRANELLI PER LA REGIA DI GIORGIO SANGATI AL TEATRO ROSSETTI DI TRIESTE

Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria un terzetto d’attrici impeccabili per la scrittura dirompente di David Mamet autore cinematografico e teatrale pluripremiato e di grande successo. A dirigere uno spettacolo da non perdere – al Politeama Rossetti martedì 25 e mercoledì 26 febbraio alle 20.30 – Giorgio Sangati.

«Stati Uniti, fine Ottocento – racconta il regista – un salotto, due dame e una cameriera. Tutto farebbe pensare a una trama convenzionale, un incontro tra amiche un po’ affettate, ma alla forma non corrisponde la sostanza: nella conversazione dal vocabolario ricercato fioccano volgarità e veniamo a sapere che le due sono state un tempo una coppia molto affiatata. L’espressione “Boston Marriage”, infatti, era in uso nel New England a cavallo tra il XIX e il XX secolo per alludere a una convivenza tra donne economicamente indipendenti da uomini.

Dopo la separazione, Anna, la padrona di casa, ha trovato un uomo ricco che la mantiene e vorrebbe ora approfittare della protezione di lui per riprendere con sé Claire, appena arrivata in visita. Ma Claire non è lì per quello; è tornata per ben altri motivi e la riconquista si rivelerà molto più complicata del previsto, con colpi di scena rocamboleschi che coinvolgeranno anche la giovane cameriera, in un crescendo ritmico esilarante, quasi da farsa.

È un Mamet diverso dal solito, che si prende una vacanza dalla gravità e gioca per il gusto di giocare, strizza l’occhio agli esperimenti brillanti di Tennessee Williams, ma, soprattutto, all’“Importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde. Protagonista assoluto, infatti, insieme alle interpreti, è il linguaggio e, di contro, il non-detto, l’allusione, la stravaganza, il paradosso. Mamet si diverte a parodiare la prosa ampollosa dell’epoca, ma dietro l’apparente assurdità della superficie si nasconde l’intento ambizioso di rovesciare la realtà attraverso uno scherzo che mira a creare anche un po’ di raffinatissimo scandalo.

Qui sta il senso anche “politico” di un testo che divertiva e stupiva insieme il pubblico americano del 1999 così come oggi può sorprendere quello italiano.

Il continuo gioco di facciate diventa la chiave di questa messa in scena che cerca di amplificare la funzione di prestidigitazione dell’opera, che nasconde da un lato per rivelare dall’altro: un set di un film o di una serie dove la finzione sembra essere l’unico modo per dire la verità.

È una prova per grandissime attrici come Maria Paiato e Mariangela Granelli, vere e proprie funambole della parola e dell’emozione che giocheranno insieme a Ludovica d’Auria questa bizzarra partita all’ultimo sangue per smascherare ogni convenzione riguardo l’Amore».

È in programma il giorno della prima – martedì 25 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli – una prolusione allo spettacolo per il ciclo “Peter Brown presents…” con il direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, che è coorganizzatrice dell’iniziativa assieme allo Stabile regionale.

L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Biglietti e abbonamenti sono ancora disponibili presso i punti vendita e nei circuiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it

Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

BOSTON MARRIAGE
di David Mamet
traduzione Masolino D’Amico
con Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria
regia Giorgio Sangati
scene Alberto Nonnato
luci Cesare Agoni
costumi Gianluca Sbicca
musiche Giovanni Frison
assistente alla regia Michele Tonicello
produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Biondo di Palermo
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd
Per gentile concessione di A3 Artists Agency

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