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“SANGUE SULLA RESISTENZA” Storia dell’eccidio di Porzûs: TOMMASO PIFFER PRESENTA IL SUO LIBRO A CASARSA DELLA DELIZIA

Inserito da Paolo Bencich | Mar 12, 2025 | Cultura | 0 |

“SANGUE SULLA RESISTENZA” Storia dell’eccidio di Porzûs: TOMMASO PIFFER PRESENTA IL SUO LIBRO A CASARSA DELLA DELIZIA

La sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich di Casarsa della Delizia ospiterà giovedì 13 marzo 2025, alle 18.30, la presentazione del libro “Sangue sulla Resistenza” di Tommaso Piffer. L’autore dialogherà con la giornalista Silvia Giacomini.  Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di storia, che avranno l’opportunità di approfondire la conoscenza di uno degli episodi più controversi della Resistenza italiana: l’eccidio di Porzûs. Attraverso un imponente e accurato lavoro di archivio, che incrocia per la prima volta documenti inediti italiani e sloveni, Tommaso Piffer getta nuova luce su uno degli episodi più dolorosi della resistenza italiana, dando un nome e un volto ai mandanti dell’eccidio e mostrando come i fatti di Porzûs non siano soltanto una storia di frontiera, ma uno «straordinario crocevia di tutta la storia del Novecento europeo». L’evento è organizzato dalla Pro Casarsa in collaborazione con Forum Democratico, Comune di Casarsa della Delizia e con il sostegno del Centro Studi Pier Paolo Pasolini e Banca 360 Fvg.

“Siamo lieti di ospitare la presentazione di questo importante libro – spiegano Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa e Pierluigi Rosa, presidente di Forum Democratico – che contribuisce a fare luce su un capitolo controverso della nostra storia. Con questo evento, vogliamo offrire un’occasione di confronto, per comprendere meglio le dinamiche di un periodo storico complesso e promuovendo un dialogo costruttivo e una riflessione sul passato”. L’ingresso è libero.

Il 7 febbraio 1945 un commando di partigiani comunisti dei GAP attaccò a tradimento un gruppo di partigiani dell’Osoppo stanziato alle malghe di Porzûs, a pochi chilometri in linea d’aria da quello che oggi è il confine italo-sloveno. Il comandante e il delegato politico dell’Osoppo vennero uccisi sul posto, insieme a una donna e a un giovane che si trovavano alle malghe. Altri quattordici partigiani furono fatti prigionieri e assassinati barbaramente nei giorni successivi. Tra le vittime, anche il fratello di Pier Paolo Pasolini, Guido. Fu il più grave scontro interno alla resistenza italiana, oggetto di un dibattito storiografico e politico che si è trascinato fino a oggi. Nel primo dopoguerra la magistratura accertò la responsabilità di parte degli esecutori, ma molti interrogativi rimasero senza risposta. Chi aveva ordinato ai GAP di attaccare il presidio osovano? Era stato il Partito comunista italiano? Oppure il comando della divisione Garibaldi Natisone, che era entrato in rotta di collisione con gli osovani sull’appartenenza della zona di confine alla Jugoslavia socialista? O era stato il IX Corpo sloveno, che non aveva mai fatto mistero di non tollerare nella zona contesa formazioni partigiane che non fossero sotto il suo controllo? Oppure era stata una iniziativa personale dei gappisti? Attraverso un imponente e accurato lavoro di archivio, che incrocia per la prima volta documenti inediti italiani e sloveni, Tommaso Piffer getta nuova luce su uno degli episodi più controversi della storia della resistenza italiana, dando un nome e un volto ai mandanti dell’eccidio e mostrando come i fatti di Porzûs non siano soltanto una storia di frontiera, ma uno «straordinario crocevia di tutta la storia del Novecento europeo».

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