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LA SCRITTRICE TEDESCA ESTHER KINSKY, VOCE FRA LE PIÙ ALTE E ORIGINALI DELLA SCENA LETTERARIA TEDESCA, MERCOLEDÌ 16 APRILE A PORDENONE

Inserito da Paolo Bencich | Apr 15, 2025 | Cultura | 0 |

LA SCRITTRICE TEDESCA ESTHER KINSKY, VOCE FRA LE PIÙ ALTE E ORIGINALI DELLA SCENA LETTERARIA TEDESCA, MERCOLEDÌ 16 APRILE A PORDENONE

La scrittrice tedesca Esther Kinsky, narratrice, poetessa e traduttrice, una delle voci più alte e originali della scena letteraria tedesca, sarà a Pordenone, domani, mercoledì 16 aprile alle 18.30 nello spazioZero di Pordenone, la nuova sala polifunzionale di Cinemazero, per presentare il suo nuovo libro” Di luce e polvere” (Iperborea, 2025), tradotto dal tedesco da Silvia Albesano e disponibile in tutte le librerie dal 26 marzo.

L’ evento, organizzato nell’ambito di Dedica Incontra dall’Associazione culturale Thesis, Cinemazero e Iperborea Casa Editrice, in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand (l’interpretariato sarà a cura di Laura Amighetti), vedrà l’autrice dialogare con Riccardo Costantini, curatore di Pordenone Docs Fest, dopo un’introduzione di Claudio Cattaruzza, curatore del festival Dedica. Alle 20.30 sarà proiettato “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher (prevendite attive: www.cinemazero.it) film del cuore di Esther Kinsky, scelto perché particolarmente affine allo spirito del nuovo libro.

Dopo il successo di “Rombo”, il romanzo ispirato al violento terremoto che colpì il Friuli nel 1976 (Iperborea, 2023), il nuovo libro “Di luce e polvere” è una dichiarazione d’amore al cinema e un poetico atto di resistenza al suo tramonto.La protagonista del romanzo, straniera in viaggio nella vasta piana ungherese, che appare come una terra incantata di orizzonti infiniti e nostalgia, non resiste all’impulso di comprare il cinema in disuso che è stato un tempo il centro vitale del villaggio. Ricostruendo la storia romantica e leggendaria dell’uomo che lo aprì nel dopoguerra, lo rimette in funzione con l’aiuto di personaggi degni dell’impresa donchisciottesca. Kinsky intreccia una storia fra realtà e fiaba, ricca di richiami ai grandi maestri del cinema, a un’accorata riflessione su quello che il cinema come luogo fisico è stato per meno di un secolo: una finestra magica che ampliava lo sguardo e accendeva sogni, uno spazio protetto dal mondo che offriva un’esperienza comunitaria condivisa, oggi sostituita dalla privatizzazione delle esperienze.

Esther KINSKY (1956) – Narratrice, poetessa e traduttrice, è una delle voci più alte e originali della scena letteraria tedesca, più volte candidata al Deutscher Buchpreis e insignita dei più prestigiosi riconoscimenti, come il Premio della Fiera di Lipsia, il Premio Paul Celan e il premio Adelbert von Chamisso. La sua opera, spesso paragonata a quella di W.G. Sebald, si distingue per la maestria narrativa con cui indaga l’esperienza umana dei luoghi, la memoria e il ricordo.  Dopo Macchia e Sul fiume (Il Saggiatore, 2019 e 2021), con il romanzo Rombo (Iperborea 2023) ha ricevuto il Premio Kleist ed è stata candidata al Premio Strega Europeo.

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