La sostenibilità ambientale e sociale e l’attenzione ai valori umani sono al centro del progetto legato alla “Foresta dei Giusti” in Friuli Venezia Giulia: partner di riferimento è il Comune di Paluzza che, dopo aver dedicato un anno fa una quercia alla nuotatrice siriana Yusra Mardini, per l’eroico salvataggio di un gruppo di profughi prossimi al naufragio nelle acque del Mediterraneo, ha intitolato nella mattinata di ieri – venerdì 28 novembre – un acero campestre, situato in prossimità della Torre Moscarda, alla memoria di Paul Grüninger, il capitano della polizia cantonale di San Gallo che curante la Seconda Guerra mondiale aveva salvato centinaia di ebrei, falsificando e manipolando documenti per consentire alle famiglie ebree provenienti dall’Austria di cercare rifugio in Svizzera. Processato dalle autorità del suo Paese con l’accusa di aver permesso illegalmente l’ingresso di 3.600 ebrei in Svizzera, Grüninger venne dichiarato colpevole dal tribunale di San Gallo nel 1941. Trent’anni dopo, nel 1971, è stato però riconosciuto Giusto tra le nazioni. Il tributo di Paluzza, città di montagna situata proprio al crocevia transfrontaliero, va quindi quest’anno a un “Giusto” che ha vegliato non solo sui confini del suo Paese, ma anche sui valori umani, in un tempo tormentato e a rischio della sua vita.

L’iniziativa rientra nel più vasto cartellone “La memoria del legno”, promosso e curato da Damatrà onlus in sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, capofila il Comune di Spilimbergo. Partner di riferimento del progetto è l’organizzazione internazionale no profit Fondazione Gariwo – La Foresta dei giusti. Info damatra.com.

La cerimonia di intitolazione ha registrato la partecipazione del Vicesindaco di Paluzza Fabrizio Dorbolò e dell’Assessore all’Istruzione Paola Monai, che nella sala consiliare hanno accolto una rappresentanza degli studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo Linussio – Matiz insieme alle loro famiglie, ospite speciale la cantautrice Nicole Coceancig, che ha intonato insieme ai ragazzi e alle ragazze alcune canzoni dal suo album Zohra, accompagnando le riflessioni degli studenti sull’accoglienza e sull’identità di confine. Subito dopo, i partecipanti sono saliti alla Torre Moscarda per l’intitolazione dell’acero a Paul Grüninger. Gli studenti e le studentesse hanno appeso all’albero alcune campane in terracotta realizzate in classe: l’albero diventerà così un custode della memoria del bene, e il suono delle campanelle ricorderà a tutti che la memoria va coltivata con cura. Una targa con QR code sull’albero permetterà di approfondire la biografia del dedicatario.
