Nel quadro di Nova Gorica–Gorizia Capitale Europea della Cultura, Fondazione Feltrinelli in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Sport della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il GECT GO,presentano a Gorizia l’incontro #ConfinePolitico, primo appuntamento del ciclo BORDER STORIES / STORIE DI CONFINE.
Lunedì 17 febbraio alle ore 18.30, l’Auditorium della Cultura Friulana ospiterà un momento di confronto dedicato alla riflessione sul significato contemporaneo del confine politico, abbandonando la concezione di “barriera” per abbracciare una prospettiva che sia di connessione, ibridazione, convivenza aperta nuove forme di innovazione.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Mario Anzil, Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, e di Massimiliano Tarantino, Direttore della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.
Il dibattito proporrà una rilettura del confine politico oltre la tradizionale concezione di barriera rigida tra Stati-nazione. In un contesto globale segnato da tensioni identitarie e nuove chiusure, il confine può diventare laboratorio di sperimentazione democratica e cooperazione transnazionale. L’obiettivo è interrogarsi su quali pratiche e modelli politici possano superare l’opposizione tra “noi” e “loro”, contribuendo a un rinnovato progetto europeo fondato su solidarietà, responsabilità condivisa e inclusione.
Durante l’incontro interverranno:
Stefano Bartolini, Professore Emerito presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze (IUE). Ha lavorato all’Università di Firenze, Trieste, Ginevra, Bologna ed all’ IUE di Firenze. Ha ricevuto il Premio Stein Rokkan dell’UNESCO (1990), il Premio Gregory Luebbert dell’APSA (2001), la “Honorable Mention della European Union Studies Association (2007). Dal 2006-2013 ha diretto il Robert Schuman Centre for Advanced Studies (IUE). E membro eletto della Accademia Europea delle Scienze. I suoi interessi di ricerca riguadagno la politica comparata, l’integrazione europea e la teoria politica. I lavori più recenti includono (2018), The Political, ECPR Press/Rowan and Littlefield, (versione italiana: (2022), Il Politico. Teoria dell’azione politica nucleare, Editrice Morcelliana) e (2022), Rule-Making Rules. A framework for political institutions, Cambridge, Cambridge University Press;
Angela Mauro, Inviata di HuffPost Italia a Bruxelles, è laureata con lode in lingue straniere e ha conseguito un Master in giornalismo europeo tra Utrecht, Aarhus e Cardiff. Voce di Prima pagina su Rai Radio 3, collabora con Marco Damilano a Il cavallo e la torre su Rai 3 ed è stata consulente sull’Unione Europea per Mezz’ora in più di Lucia Annunziata. È autrice di Europa sovrana. La rivincita dei nazionalismi (Fondazione Feltrinelli, 2023) e Europa sovrana. La normalizzazione dei nazionalismi. Il futuro dopo le elezioni (Fondazione Feltrinelli, 2024), oltre che coautrice di saggi di attualità politica come Stato d’Italia, La volta buona e Il Renzi.
Raoul Pupo, ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Trieste, è stato componente delle Commissioni storico-culturali italo-slovena e italo-croata ed è membro del comitato scientifico dell’Istituto nazionale Parri. Si occupa di storia della politica estera italiana, della frontiera adriatica, delle occupazioni militari italiane nel ‘900, della violenza politica nel XX secolo e degli spostamenti forzati di popolazione in Europa. Negli anni ’90 ha promosso la ripresa di interesse storiografico, sui temi delle Foibe e dell’Esodo dei giuliano-dalmati. Fra le sue opere le monografie Il lungo esodo (Rizzoli); Trieste ’45 (Laterza); Fiume, città di passione (Laterza); Adriatico amarisssimo (Laterza) e Italianità adriatica: le origini, il ’45, la catastrofe (Laterza).
Gorizia, città simbolo di una storia di separazioni e ricomposizioni, rappresenta il luogo ideale per questa riflessione. Qui il confine non è soltanto memoria di fratture, ma esperienza concreta di convivenza, scambio e dialogo. L’incontro intende valorizzare proprio questa dimensione, ponendo al centro la possibilità di costruire identità plurali, post-nazionali e transnazionali capaci di riconoscere le differenze come risorsa e non come limite.