Dopo il viaggio tra le storie di innovazione di Roberto Bonzio, la rassegna Leggermente vive un momento di particolare significato emotivo. Martedì 17 marzo, alle ore 21.00, il palco del Cinema Splendor ospita un “ritorno a casa” molto atteso: quello di Paolo Patui. Già direttore artistico della rassegna, Patui torna a San Daniele nelle vesti di autore e regista per presentare un’opera necessaria, che scava nelle pieghe rimosse della nostra memoria collettiva.
Scomparsi per decenni dai radar della storia, ignorati a lungo come si fa con un bubbone che non vorresti fosse esistito: questa è stata per molti anni la triste e ingiusta sorte dei profughi del litorale austriaco, e non solo, tra iI 1915 e il 1918. Non se ne voleva parlare, né ammettere l’esistenza perché troppo scomoda la realtà di questi civili, che vennero sfollati dalle zone di combattimento sul confine italo-austriaco durante la Prima guerra mondiale e radunati all’interno di appositi campi profughi. Fortunatamente questo buco nero della storia è stato lentamente e pazientemente riempito da studi, esperti, appassionati, persone che non appena hanno scoperto le testimonianze e le memorie di questa realtà ne hanno compreso il dramma e hanno in qualche modo voluto ricostruirne le vicende. Lo fa anche Fuggiaschi, uno spettacolo ideato, scritto e diretto da Paolo Patui, che avvalendosi di testimonianze storiche di vario tipo, sorrette da una drammaturgia fedele alle condizioni di queste persone, ne ha ricomposto la triste e angosciosa situazione. Il reading, che si avvale anche delle preziose musiche scritte appositamente da maestro Juri Dal Dan e eseguite dallo stesso al pianoforte con il contributo prestigioso di Francesco Bearzatti al clarinetto e Maurizio Ravalìco alle percussioni, narra di ciò che si è pensato e vissuto sia dal punto di vista dell’Impero Asburgico, sia da quello degli sfollati del litorale del confine Austro-Ungarico che furono costretti a peregrinare a lungo all’interno del vasto territorio dell’impero, dall’Austria alla Cecoslovacchia, dall’Ungheria alla Romania.
I dialoghi scritti da Paolo Patui e le memorie che lo stesso autore ha scelto e montato in un collage teatrale, sono interpretate anche grazie al contributo di Marta Riservato e Francesco De Carlo. Il disegno grafico è a cura di Simone Cassin e Riccardo Violino e per la stessa volontà degli autori cerca di uscire dallo scontato cliché di immagini d’epoca per animare e dare un contributo di modernità a questa ricostruzione della memoria che sorprendentemente propone numerosi punti di contatto con il nostro mondo e i nostri tempi. Un importante contributo di consulenza storica è stato offerto dal professor Paolo Malni, ma un grande plauso va a Gianfranco Simonit che ha fortemente voluto questo spettacolo e ha fornito un materiale ricco, vario, raro e prezioso a chi poi lo porterà in scena. Se lo spirito dell’evento non può ignorare le angosce, le sofferenze e i patimenti vissuti dai profughi sia alla partenza che al ritorno, che avvenne in territori distrutti e devastati, va anche detto che un’arma fondamentale al fine di reggere il peso di questa condizione venne affidata, come è giusto che sia, anche ai momenti di svago e di divertimento che venivano organizzati dagli stessi profughi all’interno dei campi in cui erano radunati e che lo spettacolo non rinuncia a utilizzare, rivestendo l’intera narrazione con la delicata presenza di leggerezza e ironia.
La stagione proseguirà venerdì 24 aprile con l’ironia graffiante di Leonardo Manera, per poi concludersi il 22 maggiocon lo spettacolo di narrazione e musica Figli di un’unica storia di Daniele e Alessandro Venier. L’attività viene sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di San Daniele, della Biblioteca Guarneriana, della Fondazione Friuli e di Primacassa. Le informazioni e le prenotazioni si trovano sul sito www.leggermente.it. È possibile prenotare scrivendo a [email protected] o via WhatsApp al +39 339 3697658.