SORJ CHALANDON, DON GINO RIGOLDI E IL RAPPER KENTO PER IL PENULTIMO APPUNTAMENTO DEL FESTIVAL

Nel penultimo giorno del festival Dedica, venerdì 20 marzo alle 20.45 a Pordenone, originariamente previsto al Convento di San Francesco e ora spostato all’Auditorium Vendramini, prende forma uno degli incontri che sottolineano il cuore civile  del festival. La serata, intitolata “La furia dentro. Giovani, errori e riscatto”, si configura come uno spazio di confronto intenso e necessario, capace di intrecciare narrazione letteraria ed esperienza diretta, riflessione etica e testimonianza concreta.

Al centro dell’incontro il libro “La furia” di Sorj Chalandon, che diventa punto di partenza per interrogarsi sui temi della colpa, della responsabilità e della possibilità di redenzione, soprattutto quando protagonisti sono i più giovani. La voce dello scrittore si affianca a quella di don Gino Rigoldi, figura storica dell’impegno sociale e della giustizia minorile e a quella di Francesco “Kento” Carlo, artista e autore che da anni lavora nei contesti educativi e penitenziari portando la forza della parola e della musica come strumenti di consapevolezza e cambiamento. A condurre la conversazione sarà il giornalista Alessandro Mezzena Lona, che accompagnerà il pubblico lungo un dialogo capace di tenere insieme profondità e accessibilità.

Il cuore della serata ruota attorno a una domanda cruciale: può la giustizia trasformarsi in uno spazio di ascolto e di crescita, oltre che di sanzione? Le esperienze raccontate da Rigoldi, maturate in oltre cinquant’anni accanto ai ragazzi dell’Istituto penale minorile Cesare Beccaria, si intrecciano con le pratiche educative e artistiche di Kento, che nei suoi laboratori dà voce a chi spesso non ne ha. In questo dialogo, la letteratura di Chalandon non resta sullo sfondo, ma diventa lente attraverso cui osservare le contraddizioni e le fragilità del presente.

Dedica prosegue così il suo percorso con una tappa che mette al centro l’urgenza del racconto e la sua capacità di incidere nella realtà. Non una semplice presentazione, ma un momento di riflessione condivisa che invita il pubblico a interrogarsi, senza semplificazioni, sul rapporto tra errore e possibilità, tra condanna e futuro. Una serata che promette di lasciare tracce, aprendo uno spazio di ascolto autentico e necessario.