Un incontro aperto al pubblico con il collettivo Robida e il curatore Lorenzo Lazzari nell’ambito del progetto Mind The Gap: al centro l’arte come pratica condivisa e nuove visioni sostenibili dell’abitare

Robida è un collettivo con sede a Topolò/Topolove, un piccolo paese di 25 abitanti al confine fra Friuli e Slovenia. Ma Robida è anche una delle voci di Mind The Gap, il progetto dedicato alle arti visive contemporanee ideato e promosso da Altreforme che ruota quest’anno attorno alla mostra Dall’evidenza alle immagini, visitabile a Casa Cavazzini a Udine fino al 24 maggio.

E sarà il lavoro del collettivo al centro del prossimo incontro in programma a ingresso libero a Casa Cavazzini giovedì 9 aprile alle 18.30. Un dialogo aperto al pubblico tra il collettivo e il curatore della mostra Lorenzo Lazzari.

Ospitata all’interno dell’esposizione, l’installazione di Robida raccoglie una documentazione eterogenea sulla sua attività a Topolò e sugli scambi relazionali che sono intercorsi negli anni. I visitatori sono invitati ad entrarvi per scoprire i materiali proposti, con una domanda: è possibile pensare e rendere concreti nuovi modi di abitare insieme che non siano in contrasto col benessere del pianeta?

Il collettivo
Il collettivo lavora con approcci multidisciplinari a diversi progetti radicati a Topolò o che prendono il paese come punto di partenza di riflessioni e pratiche. Robida opera nell’intersezione tra editoria e pratiche spaziali portando avanti da più di dieci anni una rivista multilingue, Robida magazine, una radio di comunità, progetti e azioni di cura sulla natura-cultura che circonda Topolò. Organizza una Accademia dei margini, riflettendo costantemente su nuove possibili modalità di abitare il paese e il suo paesaggio. Nel 2022 ha ricevuto il premio New European Bauhaus per il progetto Topolò/Topolove: The Village as House.