L’Associazione Casa del Cinema di Trieste, in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, presenta “Mario Magajna e la Trieste del Cinema”, una mostra fotografica che inaugura martedì 14 aprile alle ore 18.00 nell’atrio di Casa del Cinema, in piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste. La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 fino al 31 maggio.
Nell’immenso archivio di Mario Magajna (1916–2007), storico fotoreporter del «Primorski dnevnik», quotidiano degli sloveni in Italia, si conserva anche un nucleo di circa cento fotografie dedicate al cinema “fatto” a Trieste. I ritratti di Claudia Cardinale, Silvana Mangano, Rosanna Schiaffino, ma anche di Liana Orfei e Maria Schell, raccontano il talento del fotografo e il fascino delle dive del cinema di passaggio a Trieste.


La mostra ripercorre i set realizzati in città e nei dintorni tra il 1957 e i primi anni Ottanta, oltre a vere e proprie “sequenze” fotografiche, come quelle scattate durante le riprese di Vlak bez voznog reda di Veljko Bulajić (1959) o Senilità di Mauro Bolognini (1962). Tra immagini di documentazione e scatti di backstage di film celebri e di pellicole oggi dimenticate, prende forma un vero racconto per immagini, accompagnato da stralci della stampa dell’epoca («Primorski dnevnik» e «Il Piccolo»).
La serata inaugurale del 14 aprile prende avvio alle ore 18.00 con l’apertura della mostra nell’atrio di Casa del Cinema, a cui seguirà un aperitivo offerto al bar del Teatro Miela. La serata prosegue poi con due proiezioni ad ingresso libero di film i cui set furono seguiti da Mario Magajna: alle 18.30 sarà presentato Ernesto (1979) di Salvatore Samperi, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Saba, con Martin Halm e Michele Placido — un film intimo e coraggioso che restituisce sullo schermo la Trieste di inizio Novecento filtrata dalla sensibilità di uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Alle 20.30 sarà la volta di Senilità (1962) di Mauro Bolognini, liberamente ispirato al capolavoro di Italo Svevo, con Anthony Franciosa, Claudia Cardinale, Betsy Blair e Philippe Leroy: un’opera che traduce con eleganza e malinconia il mondo borghese e tormentato di Emilio Brentani, figura emblematica della letteratura triestina. Due titoli raramente visibili al cinema per riscoprire sul grande schermo il rapporto tra la grande letteratura triestina e il cinema italiano.


La mostra è accompagnata da due appuntamenti aperti al pubblico. Venerdì 17 aprile alle ore 17.00 è in programma una passeggiata cinematografica con Elisa Grando, un percorso alla scoperta dei luoghi triestini legati al cinema. Venerdì 8 maggio alle ore 18.00 Massimiliano Schiozzi condurrà invece una visita guidata all’interno della mostra. Entrambi gli eventi sono a ingresso gratuito, ma richiedono la prenotazione all’indirizzo [email protected].
Mario Magajna, nato a Santa Croce, si trasferì a Trieste già da bambino, dove frequentò la scuola media inferiore. A 14 anni prese in prestito dalla vicina una macchina fotografica e iniziò così a scoprire i segreti della fotografia. Terminata la scuola, trovò impiego in un negozio di materiale fotografico a Trieste e con i primi guadagni si comprò una macchina fotografica di migliore qualità. Durante la guerra approfondì le sue conoscenze nel campo presso l’ospedale principale di Trieste, dove sviluppava lastre radiografiche e fotografava interventi chirurgici.


Nel 1945 fotografò l’arrivo dell’esercito jugoslavo a Trieste. Nello stesso anno iniziò la collaborazione con il «Primorski dnevnik», che proseguì anche dopo il pensionamento fino al 1993. Il Fondo Primorski dnevnik, che raccoglie le fotografie di Mario Magajna, è conservato presso la Sezione di storia della Biblioteca Nazionale e degli Studi di Trieste e conta circa 300.000 scatti. Con il suo lavoro ha creato una testimonianza documentata dei cambiamenti storici e culturali del nostro territorio e della vita degli sloveni in Italia dal dopoguerra fino alla metà degli anni ’90 del secolo scorso. Fu un uomo di dialogo nel turbolento panorama politico ed etnico locale, elemento di collegamento tra le diverse correnti ideologiche della comunità e tra la popolazione slovena e quella italiana.
Magajna si dedicò alla fotografia d’informazione, ma sapeva cogliere con il suo obiettivo anche la natura in tutte le stagioni e l’espressività dell’uomo nei diversi momenti della vita. Ritrasse il mondo urbano e rurale, documentò eventi sportivi e culturali, oltre a immortalare personalità di rilievo provenienti dagli ambienti politici, culturali e cinematografici. La sua fotografia è stata presentata in pubblicazioni monografiche e antologiche e in mostre a Trieste, a Lubiana, in Austria e in Australia. Per il suo lavoro, Magajna ha ricevuto numerosi premi.
La mostra, ideata da Massimiliano Schiozzi e Cristina Sain, è a cura di Casa del Cinema di Trieste e di Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, in collaborazione con Cizerouno e Narodna in študijska knjižnica – Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi ETS, che conserva l’archivio Magajna. La mostra è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed è una nuova presentazione della mostra Sirene immaginarie. Dive e cinema nelle foto di Mario Magajna, ideata da Massimiliano Schiozzi e curata assieme a Cristina Sain per il 28° Trieste Film Festival.
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