La XXII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani – riconoscimento istituito dal festival vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani – viene assegnata a Perché ero ragazzo di Alaa Faraj. Lo ha annunciato oggi, martedì 14 aprile, la presidente dellaGiuria Angela Terzani Staude. Edito da Sellerio, il romanzo – “una storia esemplare di dignità e coraggio” – come afferma la motivazione – raccoglie le lettere dal carcere di un ragazzo libico nato a Bengasi nel 1995. Nell’agosto del 2015 Alaa Faraj aveva vent’anni. Era uno studente di ingegneria, una promessa del calcio. Alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nelle sue aspirazioni: raggiungere l’Europa, riprendere a studiare e ad allenarsi, dopo che l’università e il campionato erano stati cancellati nella Libia sconvolta dalla guerra civile. Ma ottenere un visto era impossibile. E così Alaa sceglie di partire a bordo di un barcone insieme agli amici di pallone, senza avvisare la famiglia. Durante quella traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato, dopo una frettolosa indagine, di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”, Alaa Faraj è stato condannato a 30 anni di carcere. Eppure – si legge nella motivazione “Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere”. Continua ad affermare la sua innocenza, accettando, sempre fiducioso nella giustizia, il ruolo del detenuto, ma mai quello del criminale. È grazie all’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che si trasforma in uno scrittore. Racconta la sua storia in un italiano appreso dentro le celle, scrivendo a mano, in stampatello, su fogli rimediati in prigione e poi inviati – lettera dopo lettera – alla sua “carissima amica Ale”. Ne nasce un romanzo di formazione e un romanzo epistolare. Un resoconto in presa diretta che si fa stile letterario a pieno titolo. “Alaa – si legge nella motivazione – non vuole la nostra pietà: cerca giustizia. La destinataria delle sue lettere dal carcere sa ascoltare la sua voce, il suo respiro narrativo, ne incoraggia la funzione terapeutica. Ma il padrone della pagina è lui: è lui a imporre il metodo nel procedere della scrittura. E lei lo rispetta, regalandogli l’accesso a quel surrogato di libertà che la letteratura concede perfino ai carcerati”. Ed è a “questo racconto doloroso ma necessario”, a “questa storia esemplare di dignità e coraggio”, che la giuria ha scelto di conferire il Premio Terzani 2026. “Scrivere questo libro – afferma Alaa Faraj – non è stato facile. Non è stato facile tornare indietro nel tempo e provare quella emozione frustrante e terribile. Ma è doveroso farlo”. “Questa tragedia deve essere raccontata anche per quelle persone morte che non hanno avuto giustizia”. E ancora: “Non voglio un risarcimento economico. Voglio la mia dignità. Voglio la mia libertà fisica in un’aula di tribunale. Non voglio il compromesso. Siamo ancora in tempo”. Lo scorso dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso ad Alaa la grazia parziale, uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi. Ad Alaa ora restano da scontare ancora alcuni anni ed è in corso una nuova procedura di revisione del processo.

Perché ero ragazzo sarà al centro della serata di premiazione, sabato 9 maggio, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21). Sarà come sempre Angela Terzani a leggere la motivazione della giuria e a consegnare il Premio ad Alaa Faraj, che potrà partecipare previa autorizzazione delle autorità competenti. Condotta dal giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, membro della giuria del Premio, la serata ospiterà l’intervento della destinataria delle lettere di Alaa Faraj, Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto all’Università di Palermo, della giornalista Luciana Castellina, che per prima ha scritto del libro, di don Francesco Saccavini, prete di periferia impegnato nel sociale, e, in collegamento, del giurista Gustavo Zagrebelsky. La parte musicale sarà affidata all’Orchestra d’archi e percussioni del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, diretta dal Maestro Fabio Serafini, con Lucio Degani violino solista; alcuni brani del libro saranno letti dall’attore e regista Massimo Somaglino.
La Giuria che ha assegnato il Premio Terzani 2026 è composta da Angela Terzani (presidente), Saskia Terzani, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Andrea Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini. I giurati ringraziano tutti gli autori e autrici candidati a questa edizione del Premio e le loro case editrici.
LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
Era ragazzo Alaa Faraj quando la guerra civile in Libia ha sospeso il gioco del calcio: la sua passione, il suo talento. Non aveva ancora vent’anni quando fu chiusa l’Università di ingegneria: il suo progetto di ragazzo di famiglia benestante. Aveva la testa piena di sogni quando è salito su quel barcone maledetto per cercare in Europa un futuro possibile. È l’inizio di un “incubo chiamato giustizia”. È condannato a 30 anni di carcere con l’accusa di essere lo scafista responsabile della morte di 49 migranti nascosti nella stiva.
Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere. Ma è l’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che lo trasforma in uno scrittore.
È così che ci fa entrare nei ricordi della sua bella famiglia, nella spensieratezza della vita di quartiere a Bengasi, nella sacralità delle sue amicizie. E ci precipita nel suo inferno giudiziario. Alaa non vuole la nostra pietà: cerca giustizia.
Un romanzo di formazione e un romanzo epistolare. Un resoconto in presa diretta che si fa stile letterario a pieno titolo.
L’italiano è quello imparato in carcere, per capire e farsi capire, scolpito in una neo-lingua dal lessico originale, talvolta approssimativa nelle desinenze e nelle concordanze, ma mai nella chiarezza dei ragionamenti e nella potenza espressiva di emozioni e sentimenti. È la lingua speciale della testimonianza diretta, che ci concede il diritto di commuoverci fino alle lacrime. La destinataria delle sue lettere dal carcere sa ascoltare la sua voce, il suo respiro narrativo, ne incoraggia la funzione terapeutica. Ma il padrone della pagina è lui: è lui a imporre il metodo nel procedere della scrittura. E lei lo rispetta, regalandogli l’accesso a quel surrogato di libertà che la letteratura concede perfino ai carcerati.
Per questo racconto doloroso ma necessario, per questa storia esemplare di dignità e coraggio, la giuria del Premio letterario Internazionale Tiziano Terzani conferisce il Premio Terzani 2026 a Alaa Faraj per la sua opera prima Perché ero ragazzo, Sellerio 2025.
I VINCITORI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI DEL PREMIO TERZANI
Giornaliste e giornalisti di Gaza, alla memoria (2025); Sally Hayden e menzione speciale per Ai Weiwei (2024); Zerocalcare (2023), Colum McCann (2022), Andri Snær Magnason (2021), Amin Maalouf (2020), Franklin Foer (2019), Domenico Quirico (2018), Sorj Chalandon (2017), Martin Caparrós (2016), David Van Reybrouck (2015), Mohsin Hamid e Pierluigi Cappello (2014), George Soros (2013), Ala al-Aswani (2012), Leslie T. Chang (2011), Umberto Ambrosoli (2010), Ahmed Rashid (2009), Fabrizio Gatti (2008), Anna Politkovskaja, alla memoria (2007), Jonathan Randal (2006), François Bizot (2005).