Presso la Sala Luttazzi (Magazzino 26, Porto Vecchio) a Trieste.

Inserito all’interno di Interferences, il public programme della Biennale, e curato da Riccardo Rizzetto, BID the Screen è uno spazio dedicato a pratiche filmiche sperimentali e di ricerca, che mettono in discussione i modi in cui la realtà viene narrata e legittimata. In questo contesto, lo schermo non è inteso come una superficie neutra, ma come un dispositivo politico in cui le immagini si organizzano e attraverso cui si immaginano possibili futuri.

Con la presente, saremmo molto lieti di chiedervi la pubblicazione e diffusione dei due appuntamenti in programma:

BID the Screen | Day 1: Lagoon / Ice / Data
19 aprile 2026, ore 15:00

La prima sessione riunisce tre essay-film che esplorano come forze politiche, tecnologiche ed economiche ridefiniscono le condizioni materiali del nostro pianeta.

Sonia Levy, We Marry You, O Sea: una riflessione sulla laguna di Venezia, che indaga l’intreccio tra acqua, ritualità e infrastrutture ambientali.
Susan Schuppli, Moving Ice: un’indagine sul movimento del ghiaccio attraverso il tempo geologico e storico, rivelando la sua trasformazione in risorsa coloniale all’interno del capitalismo globale.
Felix Lenz & Ganaël Dumreicher, Brute Force: una ricerca sulle logiche estrattive dell’immagine, che mette in luce le tracce materiali lasciate dai processi di estrazione dei dati.

Attraverso suolo, ghiaccio e dati, le opere restituiscono gli ambienti come archivi di trasformazione, invitando a mettere in discussione il dispositivo dello sguardo e a immaginare nuove possibilità.

BID the Screen | Day 2: Optics / Communication
25 aprile 2026, ore 15:00

La seconda sessione riunisce due film che riflettono sulle diverse forme di mediazione attraverso cui immagini, voci ed esperienze attraversano la distanza.

Filipa César & Louis Henderson, Sunstone: una traccia attraverso la genealogia delle tecnologie ottiche, dalle lenti dei fari del XIX secolo fino alle reti contemporanee di visione satellitare e orientamento algoritmico.
Nick Calori & Nicola Sersale, Letters from the Blue: un’esplorazione delle fragili infrastrutture della comunicazione umana, che mostra come la corrispondenza possa creare spazi di empatia all’interno di sistemi progettati per isolare.

Insieme, queste opere analizzano il funzionamento della mediazione su diverse scale, dalle infrastrutture ottiche globali agli atti più intimi della comunicazione.

Entrambi gli appuntamenti si terranno presso:
Sala Luttazzi, Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste
Ingresso libero fino a esaurimento posti.