Immagini: ph credits – Andrea Cristofanon  

Per Col Vetoraz, l’edizione appena conclusa di Vinitaly si è distinta per dinamismo e contemporaneità, grazie a un concept capace di creare un dialogo originale e coinvolgente tra vino e gastronomia.

Nonostante il delicato e articolato scenario politico ed economico a livello globale, – commenta Francesca Miotto – Responsabile Comunicazione per Col Vetoraz –  il Vinitaly 2026 ha registrato risultati positivi, ponendosi come un’importante occasione di relazione e confronto. L’evento si è rivelato particolarmente proficuo sotto il profilo commerciale, grazie ai numerosi incontri con nuovi clienti e al consolidamento di rapporti già esistenti, soprattutto sul mercato italiano, ma con interessanti riscontri anche a livello internazionale. Di particolare rilievo, inoltre, la visita presso il nostro stand di autorevoli rappresentanti delle province venete, che ha offerto l’opportunità di approfondire tematiche legate al mercato nazionale e di avviare un dialogo costruttivo, destinato a tradursi in future collaborazioni.”

Allo stand dell’azienda è andato in scena un inedito percorso di degustazione che, nel segno di equilibrio, armonia ed eleganza – valori fondanti della filosofia aziendale – ha raccontato nel piatto l’incontro tra suggestioni asiatiche e la più autentica tradizione veneta. Un’esperienza che ha ottenuto l’apprezzamento corale della numerosa partecipazione registrata nelle giornate di fiera, sia di stampa che di operatori del settore intervenuti. 

La creazione gastronomica firmata dallo chef Paolo Speranzon del Ristorante San Martino di Chies d’Alpago (Belluno), ha preso come punto di partenza un ingrediente simbolo del territorio e della proposta di accoglienza aziendale: la sopressa veneta. Da qui è nato un racconto culinario capace di unire culture e territori, trasformando un prodotto identitario in una chiave di lettura contemporanea. 

Protagonista un raffinato raviolo al vapore, evocazione di terre lontane, che, in un sorprendente gioco di equilibri e contrasti, accoglie un ripieno di sopressa di malga del territorio di Valdobbiadene, esaltato da una salsa agrodolce allo zafferano dell’Alpago e delicate note di coriandolo. La ricca componente aromatica, caratterizzata da grassezza, morbidezza e la naturale tendenza dolce espressa dal ripieno, dialoga con le note esotiche della salsa agrodolce che amplificano la complessità aromatica, mantenendo sempre un perfetto equilibrio.

Questa proposta ha trovato la sua espressione ideale nell’abbinamento con il Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze. Un vino che si rivela interprete perfetto di questo dialogo contemporaneo: da un lato la freschezza e l’effervescenza contribuiscono a bilanciare la componente grassa del piatto, dall’altro la morbidezza e immediatezza aromatica accompagnano con eleganza la tendenza dolce e le sfumature speziate della preparazione.

Un incontro di sapori che celebra il territorio e intrecciandosi con le suggestioni della cucina asiatica, ha trasformato ogni assaggio in un piccolo viaggio tra identità, innovazione e piacere. Il Cartizze diventa così un ponte culturale, capace di dialogare con influenze lontane senza perdere il legame con il proprio territorio d’origine.

Col Vetoraz Spumanti S.p.A.

Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a quasi 400 mt di altitudine, nel punto più alto dell’omonimo colle parte delle celebri colline del Cartizze. È proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi e crescere e raggiungere in soli 10 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.300.000 kg di uva Docg vinificata l’anno da cui viene selezionata la produzione di 1.250.000 di bottiglie. Oggi, raggiunti i 30 anni, la sfida è quella di riuscire a mantenere nel tempo questa importante posizione conquistata. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali.