Riapre al pubblico il Museo della Moda e delle Arti applicate di Gorizia, ospitato nella storica sede di Borgo Castello 13. L’inaugurazione è prevista, su invito, venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18.30, mentre l’apertura al pubblico è programmata a partire dalle 19.30, offrendo ai visitatori l’occasione di riscoprire una delle pochissime istituzioni museali italiane dedicate organicamente alla storia del tessile e del costume.
Il percorso espositivo, che si snoda nelle Case Dornberg, Tasso e Formentini, è stato curato da Raffaella Sgubin, Direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ERPAC FVG, con il supporto di Therese Schoenholzer Nichols, co-curatrice scientifica, il contributo progettuale dell’architetto Chiara Lamonarca, dello Studio Polo 1116 per la grafica e l’immagine coordinata, e del textile designer Bernhard Duss per le elaborazioni visive.

Il rinnovato percorso privilegia i nuovi ingressi della collezione museale – tra cui spicca una collezione di moda di livello europeo che copre il periodo dal XVIII secolo alla prima metà del XX secolo – presentati in sequenza cronologica e affiancati, per una più efficace contestualizzazione, da dipinti e oggetti già parte delle collezioni dei Musei Provinciali di Gorizia. Si ha il privilegio così di ammirare raffinati abiti femminili del tipo “andrienne”, accostati a completi maschili con marsina, sottomarsina e calzoni in sete luminose, oltre a delicati servizi da tavola in argento, maioliche e porcellane.
L’itinerario di visita si apre con la sezione tessile dedicata alla produzione della seta, attività che tra XVIII e XIX secolo rivestì un ruolo centrale nell’economia della Contea di Gorizia. Qui spicca il raro torcitoio circolare da seta a trazione umana, risalente al Settecento e considerato un unicum nel suo genere, il cui funzionamento è illustrato attraverso un approfondito video a cura dell’ingegner Flavio Crippa. Il prodotto audiovisivo è girato negli anni Novanta nel Palazzo Linussio di Tolmezzo, restaurato dal fotografo e videomaker Luigi Vitale, autore anche di un video che mostra il macchinario in anni recenti, azionato dallo stesso Crippa. Nella stessa sezione trova collocazione il monumentale dipinto “La famiglia Senigaglia” di Giuseppe Tominz (ca. 1844 – 1845), emblematica rappresentazione della borghesia mercantile goriziana, in cui abiti, gioielli e accessori diventano espressione tangibile di status e identità sociale. Accanto a esso, una selezione di preziosi tessuti e paramenti sacri a testimoniare l’eccellenza della produzione locale.

La seconda parte dell’allestimento propone un articolato percorso nella storia della moda europea, dal XVIII agli inizi del XX secolo. Per precisa scelta curatoriale, la quasi totalità dei capi esposti proviene da una collezione recentemente acquisita da ERPAC FVG grazie ai fondi PNRR: si tratta di abiti finora inediti, selezionati per colmare le lacune cronologiche delle raccolte del Museo della Moda e delle Arti applicate, che oggi conta circa 10.000 pezzi tra abiti, accessori, gioielli e paramenti sacri.
Il passaggio tra Sette e Ottocento segna una profonda trasformazione del gusto e delle forme: agli abiti femminili altocinti, ispirati alla statuaria classica, si affiancano le eccentriche fogge maschili degli “Incroyables”. Superata la stagione del Biedermeier – o Romanticismo borghese – si giunge all’epoca delle crinoline, emblema di un’eleganza sontuosa e teatrale. Tra i pezzi di maggiore rilievo spicca proprio una rarissima crinolina, sottostruttura in cerchi metallici concepita per ampliare il volume delle gonne.

Un’attenzione particolare è riservata alle arti applicate, con un focus dedicato alle vetrerie del Goriziano, protagoniste del progetto europeo “Glass Routes”. In mostra sono esposte bottiglie utilizzate per il trasporto di vini spagnoli che partivano dal porto di Trieste diretti in Spagna; qui il vino veniva imbottigliato e successivamente spedito verso le Indie. Sono presenti anche bottiglie destinate ai liquori, in particolare al rosolio, impiegate dai produttori triestini: una testimonianza dei vivaci traffici commerciali del Settecento.
Il percorso si conclude con il passaggio dal profano al sacro, attraverso la sezione dedicata al Monastero di Sant’Orsola di Gorizia, presente in città dal 1672 per oltre tre secoli. Il patrimonio acquisito da ERPAC FVG – comprendente paramenti sacri, quadreria e arredi liturgici – restituisce uno straordinario esempio di arte e devozione. I paramenti, databili tra la fine del Seicento e la metà del Settecento, colpiscono per la raffinatezza dei ricami, la vivacità delle sete e i bagliori dell’argento. A dominare l’allestimento è infine il monumentale mobile da sacrestia, sormontato dalle sculture del Crocifisso, di Sant’Orsola e di Sant’Agostino.
Il nuovo allestimento, frutto di un accurato lavoro interdisciplinare, si distingue quindi per un rinnovato impianto espositivo e per l’importante arricchimento delle collezioni permanenti, con acquisizioni recenti per un valore superiore ai 500 mila euro.

Gestito da ERPAC FVG, il Museo rappresenta l’ultimo tassello della riapertura del complesso museale di Borgo Castello, pienamente restituito alla fruizione grazie a un articolato intervento di riqualificazione sostenuto da fondi PNRR. Il costo complessivo degli adeguamenti strutturali del polo ammonta a 4.862.666,67 euro, di cui 383.548,74 euro destinati specificamente al Museo della Moda e delle Arti applicate. I lavori sono stati realizzati dalla impresa MIMEC S.R.L. di Quinto di Treviso. «L’aspetto più rilevante – ha osservato la responsabile del progetto, Federica Rovello – è stato intervenire su una preesistenza architettonica storica e complessa nel rispetto della sua connotazione di spazi e percorsi, coniugando tradizione e tecnologie innovative al fine di garantire la sua completa accessibilità».
La Direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici di ERPAC FVG, Raffaella Sgubin, ha spiegato che «il nuovo allestimento si differenzia dai precedenti per la focalizzazione su epoche di grande interesse storico e notevolissimo impatto visivo, come il Settecento e l’Ottocento, grazie al potenziamento delle collezioni museali con fondi PNRR».

Durante l’inaugurazione spazio a un momento musicale con il concerto “Breve visione di un artista perduto”, organizzato dall’Impresa Culturale e Creativa Diapaeson e con protagonista il giovane chitarrista friulano Marco Di Lena.
La traduzione in lingua inglese delle didascalie è stata curata dalle allieve e dagli allievi del Polo Liceale “Dante Alighieri” di Gorizia, che hanno partecipato al Progetto/FSL/Orientamento/Service Learning GO(rizia) International 2025! con il coordinamento di Susanna Feleppa.


Orari e tariffe
Da sabato 18 aprile il museo sarà visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Il biglietto d’ingresso prevede una tariffa intera di 5€ e ridotta di 3€ (18-25 anni, gruppi min. 10 persone, nuclei familiari con minorenni – prezzo per adulto, soci Coop, FAI e Touring Club Italiano), mentre per le scolaresche è previsto un ridotto di 1€; l’ingresso è gratuito per minorenni, insegnanti in servizio, guide turistiche abilitate, giornalisti, persone con disabilità (e accompagnatore), tesserati ICOM, possessori FVGcard e per tutti ogni prima domenica del mese. Sono disponibili anche visite guidate (intero 10€, ridotto 8€, scolaresche 6€, gratuito 5€). È inoltre attivo un biglietto cumulativo con il Museo della Grande Guerra: intero 8€, ridotto 5€ (stesse categorie), ridotto scolaresche 2€ e gratuito con le medesime agevolazioni; anche in questo caso sono previste visite guidate (intero 13€, ridotto 10€, scolaresche 7€, gratuito 5€) con possibilità di aggiungere la visita guidata a un’ulteriore sede al costo di 5€.
Dalle 19.30 alle 21.00 del 17 aprile e dal 18 aprile al 1° maggio dalle 9.00 alle 19.30 compresi l’ingresso al museo sarà gratuito.