Il volume dedicato alla Collezione Grom della Fondazione CRTrieste è stato presentato ieri, giovedì 23 aprile, nella Sala Maggiore della Camera di Commercio della Venezia Giulia a Trieste. 

Nel corso dell’incontro Francesco Peroni, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste, ha affidato a Jasna Merkù, curatrice della catalogazione e autrice del volume, e a Lorenzo Michelli, conservatore e curatore della Galleria regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” la presentazione al pubblico dell’opera. 

Bogdan Grom

Bogdan Grom nasce nel 1918 a Devincina, sul Carso triestino, in un ambiente familiare sensibile all’arte che ne orienta fin da subito lo sguardo verso il bello e la natura. Si forma tra le accademie di Perugia, Roma, Venezia e Monaco, sviluppando una ricerca articolata tra pittura, scultura, grafica e design. Artista versatile e viaggiatore instancabile, raggiunge una dimensione internazionale pur mantenendo un forte legame con la terra d’origine.

Nel 1957 si trasferisce negli Stati Uniti per un incarico di docenza, avviando una nuova fase della sua carriera: qui si dedica in particolare alla scultura monumentale e all’integrazione tra arte e architettura, approfondendo il rapporto tra opera, luogo e memoria culturale. Continuerà a sperimentare con energia e curiosità fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2013 nel New Jersey.

La Collezione Grom della Fondazione CRTrieste 

La storia

Il viaggio delle opere dagli Stati Uniti all’Italia inizia nel settembre del 2020 quando Aleksandra Pangerc, nipote dell’artista, comunica la volontà di donare alla Fondazione il corpus di opere di Grom custodito nel New Jersey (USA). 

La pandemia e i complessi adempimenti amministrativi internazionali rallentano l’iter. Nel gennaio del 2022 la Fondazione accetta la donazione; nel settembre dello stesso anno è siglato il contratto tra le parti e le opere, custodite in 6 grandi casse di legno, il 13 giugno lasciano gli Stati Uniti alla volta dell’Italia, dove giungono a Genova, poi a Milano, quindi a Venezia per espletare le procedure doganali, arrivano finalmente a Trieste il 21 ottobre 2022

La Collezione 

La Collezione Grom è composta da oltre 300 opere, comprende dipinti di diversa tecnica, sculture, opere di grafica, cut out (suggestive stratificazioni su carta), arazzi in lana, disegni, riproduzioni fotografiche e diversi libri.

Un corpus eterogeneo che abbraccia oltre sessant’anni di attività restituisce la personalità caleidoscopica di Bogdan Grom: artista versatile e curioso, instancabile sperimentatore delle potenzialità dei materiali, talvolta dominati e talvolta lasciati liberi di esprimersi. La raccolta delle sue opere, custodita con cura da Nina Woodrow, rappresenta oggi una testimonianza unitaria e coerente del suo percorso umano e creativo.

Fil rouge dell’intera Collezione è la profonda sensibilità dell’artista, che permea ogni opera declinandosi, di volta in volta, in tecniche e linguaggi differenti. Dalle sculture di animali – a lui particolarmente cari, come il panda realizzato per il giardino zoologico di Washington – alle molteplici rappresentazioni delle pietre del “suo” Carso, indagate e rielaborate in stratificazioni nei cut-out e negli arazzi, fino alla delicatezza degli abbracci tra amanti, dei paesaggi naturali e delle popolazioni native americane, ritratte con attenzione e rispetto per le ingiustizie subite.

A corredo di questo importante lascito, la Fondazione CRTrieste ha realizzato il volume, concepito come strumento di valorizzazione e approfondimento dell’opera dell’artista. Il catalogo presenta una selezione significativa dei lavori, accompagnata da contributi critici e apparati documentari, con l’obiettivo di custodire, promuovere e diffondere la conoscenza di un percorso artistico di grande rilievo, rendendolo accessibile a studiosi e pubblico.

Jasna Merkù

Ha insegnato e svolge attività di didattica dell’arte, è graphic designer (ISIA, Urbino), laureata magistrale in Comunicazione visiva (ALUO, Lubiana). Ha fatto parte del Curatorio del Museo Revoltella di Trieste e della commissione per i Premi Prešeren (Ministero alla Cultura della Repubblica Slovenia). Per l’Associazione per l’Arte KONS, di cui è stata presidente, ha curato due mostre e una monografia su Rudolf Saksida. Ha collaborato con il Comune di Trieste, la Provincia, la Regione FVG e la Fondazione CRTrieste. Cura progetti editoriali e mostre ed è giornalista pubblicista.

Lorenzo Michelli 

Dopo la formazione universitaria a Bologna, rientra a Trieste nel 1993 e avvia una lunga collaborazione con il Museo Revoltella, partecipando nel tempo a circa ottanta progetti tra curatela, allestimento e organizzazione. Nel 1997 fonda l’agenzia Comunicarte, operando nell’ambito della comunicazione e dell’organizzazione culturale. Tra il 1998 e il 2001 collabora con il quotidiano “Il Piccolo” di Trieste come pubblicista. Nel corso della sua attività sviluppa rapporti con importanti critici e curatori, tra cui Gillo Dorfles (con il quale è coautore del volume 99 + 1 Risposte), Renato Barilli, Roberto Pinto e Andrea Bruciati. Collabora inoltre con Francesco Bonami e Sarah Cosulich Cannaruto per l’apertura del Centro d’arte contemporanea di Villa Manin, occupandosi della comunicazione e del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.

Ha lavorato in numerose istituzioni in Friuli Venezia Giulia e in ambito nazionale e internazionale, tra cui il Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Ludwig Museum di Budapest e il Museo delle Arti Decorative di Zagabria. Tra le esperienze principali si segnala il coordinamento della manifestazione “Transforms” (Trieste, 2001), in occasione del G8, e lo sviluppo del progetto “Stazione Rogers”, di cui è tra i fondatori, dedicato alla riqualificazione di un ex distributore di benzina in spazio culturale.

Dal 2019 è responsabile della programmazione culturale della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” per conto di ERPAC – Friuli Venezia Giulia. Dal 2024 è Conservatore e Curatore della stessa Galleria e dello Spazio Grom di Trieste, oltre che curatore della Donazione Antonio Cattaruzza.