Si chiama “UdiRai” il progetto multimediale che vede insieme Rai Friuli Venezia Giulia e Università di Udine e che ha tra i suoi obiettivi quello di sperimentare e produrre podcast con gli studenti dell’Ateneo. L’idea nasce da una consolidata collaborazione tra la Rai Fvg e il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università. Coinvolge gli studenti dei corsi di laurea in Discipline dell’audiovisivo, dei media e dello spettacolo (Dams) e in Scienze del patrimonio audiovisivo e dell’eduzione ai media, indirizzo Digital storytelling. La coordinatrice scientifica del progetto è Mariapia Comand, responsabile del Media Lab dell’Ateneo. Quattro i podcast prodotti, per un totale di 16 episodi, andati in onda su Radio Rai1 a diffusione regionale. Tre da gennaio a marzo all’interno del programma “A volo radente” (il mercoledì alle 12.20 circa). Il quarto, a marzo, nella parte finale della trasmissione “Ma come parli?” (i lunedì alle 11.55 circa).
Il progetto
Il progetto prevede narrazioni sonore di durata variabile tra 5 a 13 minuti ciascuno. Gli studenti sono al centro di un processo creativo che fonde insieme dialoghi, interviste, racconti. Si va dal sorgere di un’idea alla sua elaborazione scritta, dalla lettura del testo in studio di registrazione fino alle ultime fasi produttive.
Da gennaio a marzo 16 podcast
Dei 16 episodi dei quattro podcast, quattro sono andati in onda a gennaio. Curati da Chiara Agrusti, sono centrati sull’“Effetto domino” e parlano di correlazioni di eventi capaci di generare effetti inaspettati. I quattro episodi di febbraio, intitolati “Il mondo che non fu”, sono curati da Linda Zucca. Raccontano di come sarebbero potute andare le cose se non fossero mai esistiti quattro personalità di spicco del Friuli Venezia Giulia: Carlo Rubbia, Tina Modotti, Arturo Malignani, Pier Paolo Pasolini. A marzo sono stati pubblicati otto episodi. Quattro sono dedicati all’“Allarme tossicità” e offrono strumenti pratici per riconoscere e comprendere le dinamiche dannose nelle relazioni affettive. Sono curati da Jenny Casagrande, Antonia Zilli e Luna Cortez Flores. Gli altri quattro, curati da Gregorio Soldan, vogliono smentire il luogo comune secondo cui a Udine e in Friuli “Non c’è niente da fare”, da cui il titolo. Raccontano le storie di mercatini dell’usato, dell’“Eccentrico cineclub”, del dj Nico Fox e del ballerino e insegnante di hip hop Michele Vidali.
«L’obiettivo del progetto – spiega la professoressa Mariapia Comand – è costruire un percorso in grado di integrare creatività, competenze professionali e resilienza, intesa come capacità di reagire in modo positivo al cambiamento. Il settore dei media, infatti, evolve in modo continuo e rapido e a noi formatori spetta il compito di trasmettere curiosità e apertura verso il nuovo. Per gli studenti del Dams e della laurea magistrale in Scienze del patrimonio audiovisivo e dell’educazione ai media è fondamentale creare condizioni che favoriscano la sperimentazione di linguaggi e soluzioni, il confronto diretto con il mondo delle professioni e una piena familiarità con le tecnologie. Essere all’altezza di questa sfida significa costruire relazioni solide con il territorio, sviluppare infrastrutture didattiche e di ricerca all’avanguardia e concepire l’università come un vero incubatore di esperienze e connessioni. In questo quadro, la collaborazione con partner di primo piano come la Rai rappresenta un valore strategico: rafforza il legame tra formazione e mondo del lavoro e contribuisce alla crescita complessiva del sistema audiovisivo. Certamente la nascita del MediaLab, la nuova struttura dedicata ai media al Lab Village Uniud, offre a questo tipo di iniziative il contesto perfetto» sottolinea Comand.
«“UdiRai” rappresenta per la Rai del Friuli Venezia Giulia – spiega il direttore della sede, Guido Corso – un progetto che unisce valorizzazione dei giovani e innovazione nei linguaggi, in stretta collaborazione con l’Università di Udine. Il podcast – sottolinea Corso – è oggi uno strumento chiave per parlare a pubblici diversi e sperimentare nuove modalità narrative, e il contributo degli studenti arricchisce questo percorso con energia, creatività e sguardi inediti».
Per Giacomo Plozner, referente Rai Fvg del progetto, «è stata un’esperienza preziosa non solo per l’opportunità di lavorare con giovani appassionati di podcasting. I risultati dimostrano quanto questo mezzo sia per loro attuale ed efficace: uno strumento capace di raccontare in modo autentico sé stessi e il proprio mondo. Non a caso – evidenzia Plozner –, hanno scelto di mettere al centro il territorio, dando voce a personaggi, eventi e realtà che rendono la regione dinamica e vivace».