Prosa e opera accomunati assieme per un grande ed inedito appuntamento, il più rilevante della stagione

Grande attenzione quest’oggi al Teatro Verdi di Trieste per la presentazione in conferenza stampa dell’ambizioso ed attesissimo progetto in stretta collaborazione con “Il Rossetti” del doppio spettacolo “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare in prosa e “Roméo et Juliette”, opera lirica di Charles Gounod iniziata ad esser scritta nel 1841 e compiuta nel 1888 su libretto in francese di Jules Barbier e Michel Carré del 1867, dove in un gioco di specchi scenografici, il regista e Direttore Artistico de “Il Rossetti”Paolo Valerio ne ha la regia di entrambi. Un unicum progettuale dove due spettacoli distinti sono uniti dallo stesso autore di riferimento, dalla stessa regia e dallo stesso spazio scenico. Un’operazione rara, non solo in Italia ma anche nel contesto europeo, che consente di osservare da vicino il dialogo tra prosa e musica, tra Cinquecento inglese e Ottocento francese, fino a una rilettura contemporanea.

Nella gremita “Sala del Ridotto”del Teatro Lirico si è assistito agli onori di casa della addetto stampa del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” Dott.ssa Nuccella presentando Serena Tonel, Vice Sindaco di Trieste ed Assessore ai Teatri portando a tutti i presenti anche il saluto del Sindaco, ha avuto parole di vivo entusiasmo per questi due enti di eccellenza della nostra città con questo ambizioso doppio lavoro moltiplicando l’offerta teatrale di Trieste. Il tema scelto, quello di Romeo e Giulietta è quello che nei secoli si è profuso in tanti linguaggi – dall’otto maggio per la lirica e il nove Maggio per la Prosa.- il suo pensiero è andato al risultato che, nelle due diverse interpretazioni porterà sicuramente a suggestioni diverse perché è terreno di numerose esplorazioni con ringraziamenti anche per chi lo ha realizzato. La giornalista Sara De Sal per l’ “AssociazioneTriestina Amici della Lirica G. Viozzi” ha interloquito con gli ospiti presenti alla conferenza stampa su questo evento che è un unicum in Italia e forse in Europa: prosa e lirica accomunate in due spettacoli con lo stesso regista, lo stesso autore di fondo: Shakespeare e il suo dramma “Romeo e Giulietta” e lo stesso luogo di rappresentazione il “Teatro Lirico Giuseppe Verdi”.

Il Vice Presidente del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi , l’Avv. Melon ha sottolineato che la sinergia tra il “Teatro Verdi” e “Il Rossetti” è ormai una tradizione radicata e anche il Sovrintendente del “Teatro Verdi “ Giuliano Polo ha spiegato che l’idea nasce anche dagli ottimi rapporti personali e professionali di progettazione tra i due enti ed ha sottolineato la novità del trattare quest’opera a livello universale: è particolare ospitare qui artisti della prosa. Due le letture ma una scenografica ed una registica unica, Trieste ha una grandissima propensione ad affrontare progetti come questi e sicuramente la produzione teatrale viaggerà poi per tutto il territorio nazionale; vi sono poi anche altri progetti futuri in altri ambiti con riduzioni di “Aida” con le “Marionette di Podrecca”.

Il Presidente Granbassi de “Il Rossetti” ha sottolineato che si tratta di un progetto molto impegnativo che coinvolge in prima persona il Direttore Artistico de “il Rossetti” Paolo Valerio che con il suo team creativo, si è assunto l’onere e onore di una doppia regia in un progetto culturale unico, con un vero dispiegamento di mezzi in una sinergia di lavoro: il teatro di prosa e quello lirico, è un valore aggiunto per il territorio, non è solamente un operazione fine a sé stessa, vi è anche un ritorno economico per la città; due spettacoli che con lo stesso titolo, diremo lo stesso autore, portati in prosa in italiano ed uno in francese con l’opera di Gounod per la lirica ma con la medesima regia e scenografia.

Poi il Direttore artistico Vicari prende la parola per parlare di Gounod ed ha ricordato che quest’opera nata nel 1841dopo aver avuto una lunga gestazione dove era previsto anche un balletto, questa di oggi in presentazione si potrebbe chiamare la versione “Trieste”. Infatti si è ricordato quanto sia stata lunga la gestazione del “Roméo et Juliette” di Charles Gounod. Il compositore francese aveva iniziato a scriverla nel 1841, durante un suo soggiorno a Roma. L’opera venne conclusa nel 1865, in Francia, su un nuovo libretto di Jules Barbier e Michel Carré. L’opera ha subito diverse rivisitazioni fino a quella finale del 1888. Al Verdi vedremo infine un’edizione “triestina” sia per la prosa che per l’opera, molto vicini a Trieste ha poi commentato Valerio, sottolineando il suo amore verso questa città e le sue vicende storiche, città che in fondo rispecchia e ha vissuto i due temi centrali del “Romeo e Giulietta”: l’amore e la morte e qui in entrambe le opere, Mercuzio, l’amico del cuore di Romeo, gioca un ruolo essenziale per la narrazione e il phatos: è incomprensibile, puro, indecifrabile a volte. Un protagonista non proprio secondario che descrive l’amore come una sorta di malattia e che, dopo lo scontro fatale con il fratello di Giulietta, finirà inevitabilmente nella tomba e che parla della malattia che porta l’amore. Una figura che introduce la fatale interconnessione tra amore e morte, il tema di questo dramma che ha seguitato a ispirare artisti e musicisti per secoli.

Ora si vuole conoscere il lavoro in veste di regista di Paolo Valerio con due letture diverse di “Romeo e Giulietta” e la genialità delle due versioni. Valerio ci racconta il suo percorso nato nel 1989 con il suo debutto a Verona, la sua città: gli spettatori, veri privilegiati, stavano proprio nel cortile vero degli amanti .Con questo testo c’è un grande legame e poi i grandi temi di Shakespeare accennati prima che affascina del “Bardo” da sempre nei secoli. Valerio ha poi riaccostato Trieste alle due ambientazioni, su quanto precedentemente detto, in questa città, durante la “Grande Guerra” vi erano triestini, chi irredentista, chi filo austriaco, uno contro l’altro sulle trincee del Carso, perché dunque non ambientare questo eterno sentimento, l’amore, proprio a “Miramare” in quel periodo storico tra due famiglie così separate e nemiche per ambientare il sentimento tra Giulietta (di parte austriaca) e Romeo (di parte italiana) per il “Roméo et Juliette” di Charles Gounod? E perchè non adattare il “Romeo e Giulietta” di Shakespeare in quella martoriata Sarajevo e ora tornata alla ribalta e al centro di problematiche assurde con l’ignobile scandalo dei cecchini per hobby che giungevano in quella devastata città? Soluzioni d’ambientazione geniali a parer nostro!
Tra gli ospiti anche il Maestro concertatore e direttore Leonardo Sini a Trieste per la prima volta e felice di debuttare qui che ha spiegato che nello spettacolo all’orchestra, nel ricercare queste sonorità viene chiesto uno sforzo per ricreare queste atmosfere di colore, mette l’accenno su quel passo d’ arpa nel notturno, il violoncello per rappresentare l’”Amore”, il primo duetto che viene ripreso nel duetto finale è un tratto particolare. Non usa recitativi parlati neanche troppo asciutti: il recitativo è spesso breve e poi cantato; ci sono brani famosi e tecnicamente difficili. Il cast è giovane e adatto ai ruoli con buona sinergia fra tutti per questo progetto molto raro da trovare. Nella musica di Gounod c’è un aria dedicata a Mercutio virtuosistica, molto veloce con pizzicati, flauti e clarinetti. Gounod gli dedica una parte centrale più lirica ma è come una corsa alla ricerca della perfezione ed anche il testo è una ricerca di colori. Per chi poi assisterà ad entrambi gli spettacoli noterà, aggiungiamo noi, quali e quante sfumature un personaggio come Marcuzio – che in questo quadro assume un rilievo particolare, figura complessa, enigmatica, a tratti istintiva e animalesca, capace di oscillare tra ironia e dramma, possa avere – , quante “letture” si possono dare a questo importassimo personaggio shakespeariano, che offre anche una parentesi davvero interessante dal punto di vista musicale e drammatico. Non un semplice comprimario, ma un elemento chiave della narrazione, che introduce quella visione dell’amore come tensione febbrile, quasi una malattia, destinata a consumare chi la vive fino all’inevitabile epilogo. È attraverso di lui che si percepisce con maggiore forza il legame indissolubile tra eros e morte e tra drammaturgia teatrale e operistica.

Valerio poi, assieme al Presidente Granbassi ha sottolineato il facile e costruttivo rapporto di lavoro con due teatri così diversi per genere che di solito, in altre parti d’Italia e nel mondo , usualmente vanno in contrapposizione, mentre qui a Trieste, questi due magnifici luoghi di cultura e spettacolo hanno realizzato un capolavoro di comunità di intenti per un risultato, almeno sulla carta, eccezionale, sottolineando la perfetta sintonia con Francesca Tunno per le scene e per costumi di Stefano Nicolao del “Teatro Verdi”.
Di grande rilievo il cast operistico, che riunisce giovani talenti e artisti affermati: il ruolo di Juliette è affidato al soprano Nina Minasyan, mentre Roméo avrà la voce del tenore Galeano Salas. Accanto a loro, Alessandro Abis, Nina van Hessen e Gillen Minguía, insieme a interpreti di maggiore esperienza come Christian Federici nel ruolo di Mercutio e Luca Dall’Amico.
La prosa si affida invece a un ensemble numeroso e coeso, composto in gran parte da giovani attori: Giacomo Albites Coen, Caterina Truci, Sebastiano Caruso, Pietro Desimio, Alessandro Dinuzzi, Fulvio Falzarano, Francesca Masini, Giulia Perelli, Stefano Scandaletti e Pietro Sparvoli, protagonisti di una messinscena che mantiene saldo il legame con la poesia shakespeariana, aprendosi al tempo stesso a riferimenti contemporanei.
A rafforzare il dialogo tra i due linguaggi contribuiscono le musiche originali di Valter Sivilotti, eseguite dall’orchestra del Verdi, con la partecipazione di Stefano Furini primo violino del “Verdi”, Maria Giulia Lanati e Domenico Lazzaroni.

Saranno due spettacoli che sarebbe un errore non vederli entrambi, qualcosa di spettacolare non tentato prima a questi livelli con due cast eccezionali sia per la prosa che la per la lirica. Abbiamo potuto farcene un’idea alla conclusione della conferenza stampa con due emozionanti esibizioni della “Scena del Balcone”, di Shakespeare interpretati da Giacomo Albites Coen e CaterinaTruci e con Galeano Salas e Nina Minasyan, voce meravigliosa nel duetto “Ange adorable” dell’ opera di Gounod.
TEATRO LIRICO “GIUSEPPE VERDI”
“ROMÉO ET JULIETTE” Musica di Charles Gounod
Da Venerdì 8 maggio a seguire10 maggio, 2026, 14 maggio, 16 maggio, 22 maggio e 24 maggio 2026
“ROMEO E GIULIETTA” Di William Shakespeare
Da Sabato 9 maggio, a seguire 12 maggio, 13 maggio, 15 maggio, 17 maggio e 18 maggio 2026